Giorno: 26 aprile 2012

Unica proposta di legge sui partiti

La conferenza dei capigruppo decide all’unanimità di accorpare in una unica proposta di legge le norme per il controllo sui bilanci e quelle sulla riduzione del finanziamento ai partiti. La conferenza dei capigruppo della Camera, su proposta di Dario Franceschini, ha deciso all’unanimità di accorpare in una unica proposta di legge le norme per il controllo sui bilanci e quelle sulla riduzione del finanziamento ai partiti. La proposta di legge sarà all’esame dell’Aula il 14 maggio prossimo. Ora l’auspicio dei capigruppo, deve tradursi in una conseguente decisione della Commissione Affari Costituzionali dove i provvedimenti sono incardinati. “Bisogna decidere in fretta – ha detto Franceschini – sia per quanto riguarda i controlli dei bilanci dei partiti, sia sulla parte che riguarda i finanziamenti. Le due questioni vanno affrontate insieme all’interno della proposta di legge per la trasparenza dei bilanci. In questo modo mi pare che ci siano le condizioni affinché entro il 14 maggio il testo possa arrivare all’esame dell’Aula”. Il 28 maggio si discutera’ invece, aggiunge, la riforma per l’applicazione dell’art.49 della Costituzione. ***** “Con …

Puglisi: ministro sia “cooperativo” su scuole e infanzia

I 465 bambini in lista d’attesa per entrare nella scuola dell’infanzia a Bologna, esigono una risposta. Bene la Fondazione pensata dall’amministrazione, ma lo Stato non se ne lavi le mani. La scuola dell’infanzia, benché non sia dell’obbligo, non può essere retrocessa a servizio a domanda individuale e i Comuni non possono essere abbandonati a se stessi. In questo chiediamo “cooperazione e operatività ” al Ministro. Quanto al dismettere le funzioni “autorizzative” del Miur, va bene, ma nel rispetto del dettato Costituzionale, poiché la scuola e’ davvero la più importante istituzione democratica per garantire l’unità del Paese. Per questo continuiamo a chiedere al Ministro di bloccare la chiamata diretta degli insegnanti recentemente proposta in Lombardia. www.partitodemocratico.it

"Sostegno a lavoratori della cultura", di Matteo Orfini e Stefano Fassina,

Matteo Orfini, responsabile Cultura e informazione del Pd e Stefano Fassina, responsabile Economia e lavoro del Pd, affermano: “Le questioni poste dalle lavoratrici e dai lavoratori della conoscenza e della cultura sono serie e concrete: per il Partito Democratico sono tra le ragioni alla base della necessita’ di una discussione approfondita con il governo per migliorare in Parlamento il ddl di riforma del mercato del lavoro. Questa riforma può essere un’occasione preziosa per costruire un sistema del lavoro nuovo ed equo, mettendo al centro della discussione l’universalizzazione degli ammortizzatori sociali e la solidarietà tra i lavoratori e le generazioni. Per questo pensiamo che un intervento nato per dare a tutti gli ammortizzatori sociali non può lasciare senza tutele collaboratori, contrattisti e un grandissima quantita’ di lavoratori comunque atipici. C’e’ poi il tema dello sviluppo, che incrocia direttamente quello del lavoro: nel caso della conoscenza e della cultura questo tema coinvolge direttamente la parte pubblica e il suo effettivo impegno in politiche di sostegno e di crescita per questi settori, a cominciare dall’investimento di risorse economiche …

"Il giudice condanna la Magneti Marelli", di Ivan Cimarristi

Non si può escludere la Fiom da un’azienda solo perché non ha sottoscritto il contratto. «La sottoscrizione del contratto in azienda non è l’unico indice per misurare la rappresentatività di un sindacato al quale garantire i diritti previsti dallo Statuto dei lavoratori». Lo mette nero su bianco il tribunale del Lavoro di Bari, condannando la Magneti Marelli per comportamento antisindacale verso Fiom. In sostanza, la mancata firma del sindacato dei metalmeccanici della Cgil sul contratto di Pomigliano, non può escludere il diritto alla rappresentanza sindacale in azienda. «Torneremo più forti – assicura Antonio Pepe, segretario generale di Bari Fiom – Da domani (oggi, dr) sarà nuovamente riconosciuto il diritto degli operai ad essere regolarmente rappresentati dal loro sindacato». Ma non solo: porte aperte anche alla bacheca de l’Unità, rimossa a dicembre scorso su decisione dei vertici aziendali. Un’iniziativa presa in tutti gli stabilimenti Magneti italiani, e che a febbraio scorso ha portato gli operai di Fiom Bari a indire un’ampia manifestazione all’ esterno dello stabilimento, con la distribuzione di centinaia di copie del quotidiano. «Se …

"Dove correggere la riforma", di Cesare Damiano e Tiziano Treu

Lavoro femminile, lotta alla precarietà, ammortizzatori sociali: per la riforma è il momento delle correzioni. Dopo la presentazione degli emendamenti al disegno di legge di riforma sul mercato del lavoro, comincia al Senato un lavoro difficile. Come Partito democratico abbiamo svolto una preziosa opera di regia tra Camera e Senato, che è iniziata già dal momento del confronto tra governo e parti sociali su questo tema, ed è proseguita fino alla stesura delle nostre richieste di emendamento. Nel corso del confronto abbiamo evidenziato i risultati che sono già stati conseguiti, a partire dall’utile compromesso che si è raggiunto sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Aver ripristinato anche per i licenziamenti per motivo economico la possibilità per il giudice, accanto al risarcimento, di reintegrare il lavoratore, ha riconsegnato all’articolo 18 un potere di deterrenza nei confronti dei licenziamenti facili che renderà più sicuri i lavoratori soprattutto nel momentodell’attuale crisi. L’accordo che è stato raggiunto dai segretari dei partiti che sostengono il governo con il presidente del Consiglio non va modificato. Adesso occorre concentrare la nostra attenzione …

"Come un nuovo dopoguerra", di Federico Orlando

Con perfetta sintonia – unità e risanamento –, Napolitano e Monti hanno celebrato il 25 aprile come si conviene a una classe dirigente seria, non accecata dalla retorica e dal fanatismo, e dalla partigianeria che perseguita il “bel paese” da molto prima che Dante tuttavia lo battezzasse così. Chi ha gli anni, o ha studiato un po’ la storia dei secoli italiani Otto e Novecento, ricorda la lunga polemica del dopoguerra tra “risorgimentisti”, che consideravano resistenza e liberazione come l’ultima guerra d’indipendenza, e “comunisti” che la definivano lotta di liberazione sociale e premessa di rivoluzione. Polemica che faceva tutt’uno con le divisioni tra nordisti e sudisti, “vento del nord” e restaurazione dello stato, monarchici e repubblicani, lavoratori e imprenditori, baroni e contadini, laici e clericali, europeisti e nazionalisti, antifascisti e nostalgici, ricostruzione e ristrettezze di bilancio: tutte antinomie superate da un’ondata di buonsenso civile che unì nel profondo, senza annullarne le differenti culture, politici, imprenditori, sindacati, intellettuali, elettori. È a quel buonsenso diffuso che ci hanno richiamato ieri Napolitano dalla piazza di Pesaro e Monti …

"Quando la storia insegna", di Franco Cordero

Cent´anni fa tenevamo banco europeo, sciaguratamente perché l´impresa libica innesca convulsioni balcaniche: Giolitti (quarto ministero) s´è rassegnato all´avventura coloniale sotto la spinta d´un nazionalismo ancora invisibile in aritmetica parlamentare ma influente tra i colletti bianchi più o meno umanisti (lo sostengono industriali dell´acciaio e dello zucchero: «I miei clienti duri e dolci», li chiama Alfredo Rocco, giurista, futuro architetto dello Stato totalitario); se il gioco riesce, terrà quieta la destra aggressiva mentre le Camere votano un´inaudita riforma elettorale (suffragio maschile quasi universale). Dal «Corriere della Sera» D´Annunzio canta le Gesta d´Oltremare in terzine dantesche, dieci canzoni, 8 ottobre 1911-14 gennaio 1912. Albertini gliele paga 1250 lire l´una e tira un milione di copie. Non è più tempo d´empiria giolittiana. Gl´interlocutori naturali nel riformismo socialista perdono quota: smania l´antilibico Benito Mussolini; il «sindacalismo rivoluzionario» dista poco dalle cabale imperialiste. Enrico Corradini, piccolo letterato, ha scoperto la guerra di classe tra Stati e Giovanni Pascoli tiene un discorso che ai miei tempi figurava nelle antologie, «La grande proletaria s´è mossa». In capo a due anni, quando un …