Giorno: 4 aprile 2012

"L’autogoverno delle scuole: finalmente una buona proposta" di Antonio Valentino

La Commissione Cultura della Camera ha approvato, dopo anni di discussione, il testo di un DdL sulle “Norme per l’autogoverno delle Istituzioni Scolastiche” (IS), che porta a sintesi una serie di proposte, elaborate sul tema da quasi tutte le forze politiche (apripista: l’On. Aprea, 2009). L’accelerazione c’è stata a partire dal gennaio scorso, quando, archiviato il Governo Berlusconi e con esso il Ministro Gelmini, si sono create le condizioni per una intesa sulla riforma degli organi collegiali che vede protagonisti esponenti di tutta l’attuale “strana” maggioranza. Non è facile capire come si sia passati dalle posizioni distantissime degli anni precedenti all’intesa dei giorni scorsi. Che costituisce, “stranamente”, un buon passo in avanti in tema di riforma degli organi collegiali e più in generale di “autogoverno” delle IS. Le norme proposte recuperano, infatti, sull’autonomia scolastica, orientamenti e principi importanti che nel decennio precedente non sono rusciti mai a decollare, con conseguenze di cui si soffre tuttora. Il riferimento non è tanto alla possibilità di ciascuna IS di definire, con un proprio Statuto, regole e norme di …

"La scacchiera di Adam Smith", di Barbara Spinelli

Oltre un decennio è passato, e ancora in Italia si inveisce contro un articolo dello Statuto dei lavoratori che incendia gli animi come se possedesse vizi ferali, da cui deriverebbero tutti i mali. Possibile che in piena recessione, con la disoccupazione giovanile salita al 32 per cento, l´infelicità e il malessere dipendano in modo così totale dalla tutela giuridica del lavoratore allontanato per falsi motivi economici, contemplata nell´articolo 18? Possibile che i pochi casi di reintegrazione dei licenziati (un migliaio in 10 anni) siano a tal punto distruttivi della ripresa, della stabilità economica, della reputazione esterna, dell´interesse di investitori stranieri? Neppure la Confindustria pare crederci, tanto che il nuovo presidente, Squinzi, considera la burocrazia ben più devastante dell´articolo 18 («Non è l´articolo a fermare lo sviluppo»). Né si può abusare dell´Europa: la lettera della Bce non parla nei dettagli dell´articolo, ma di una «revisione delle norme che regolano assunzione e licenziamento (…), stabilendo un sistema di assicurazione dalla disoccupazione e un insieme di politiche attive per il mercato del lavoro». Le autorità europee sono «indifferenti …

"Vertice sull’articolo 18. Pressing di Bersani Monti prova a chiudere" di Nini Andriolo

Un lungo incontro riservato con Bersani, prima del vertice annunciato per la tarda serata di ieri con Casini, Alfano, Passera, Catricalà e Fornero. Monti rientra dalla Cina e tenta di dipanare la matassa dell’articolo 18 con l’obiettivo di recarsi oggi al Quirinale e inviare la riforma al Senato già nelle prossime ore. L’appuntamento con il segretario Pd, che aveva tenuto il punto sul reintegro per i licenziamenti economici illegittimi, si annunciava come il più delicato. Il testo messo a punto nei giorni scorsi da Elsa Fornero introduce «limature» che «complicano, e non semplificano» lo stesso progetto originario. La nuova formulazione consentirebbe il reintegro nel caso in cui il giudice dovesse accertare i motivi discriminatori del licenziamento. Al lavoratore, in sostanza, non spetterebbe più l’onere della prova. Ma verrebbero introdotti nel provvedimento criteri macchinosi per impedire «abusi». Meccanismi che, appunto, rischierebbero di annebbiare un principio che Bersani aveva ribadito più volte: «il lavoratore deve essere pienamente padrone dei propri diritti». Fino al pomeriggio di ieri, di fronte alle reciproche aperture tra Pd e Pdl, il governo …

"Black list, il Pd difende il principio", di Raffaella Cascioli

Sventato il tentativo di Pdl, Lega e Idv, passa la modifica del governo. Aspettando la delega fiscale, che dovrebbe essere varata venerdì dal consiglio dei ministri, oggi il senato potrebbe votare la fiducia al decreto fiscale che passerebbe così alla camera. Non senza novità di rilievo. Scompaiono infatti le liste nere dei commercianti che non rilasciano scontrini fiscali. Tuttavia, le agenzie fiscali e la guardia di finanza, nell’ambito della pianificazione degli accertamenti fiscali, terranno conto anche delle segnalazioni non anonime di violazione tributaria, incluse quelle relative all’obbligo di emissione di scontrino o ricevuta fiscale. In un momento in cui la lotta all’evasione fiscale è prioritaria non solo per i conti pubblici ma anche per il governo e i contribuenti onesti, è stato merito del Pd se il principio delle cosiddette black list è stato mantenuto. La norma, contenuta nel decreto fiscale licenziato ieri pomeriggio dalle commissioni bilancio e finanze del senato ed approdato in aula, è infatti il risultato della riformulazione di un emendamento da parte del governo approvato dalla maggioranza. Un via libera arrivato …

"Emergenza crescita", di Paolo Guerrieri

Durante il suo viaggio in Asia il presidente Monti ha più volte dichiarato – con una certa enfasi – che la crisi dell’area euro possa considerarsi di fatto superata. Anche grazie al più solido sentiero di sviluppo imboccato dall’Italia. Sono affermazioni che per un verso possono non sorprendere, visto il fine propagandistico che in parte le ha animateEr. a necessario spingere alcuni Paesi asiatici a investire in Italia. Tuttavia queste affermazioni sono destinate a suscitare qualche preoccupazione se dovessero trovare conferma nelle future scelte e azioni del premier e del suo governo. Perché va precisato, innanzitutto, che non è affatto vero – purtroppo – che la crisi della zona euro sia ormai alle nostre spalle. Analisi e pareri autorevoli, provenienti anche da Bruxelles, hanno cercato di spiegare a più riprese che l’attuale fase di relativa calma è del tutto temporanea, in quanto dovuta in misura prevalente all’immensa liquidità creata dalla Banca centrale europea a sostegno del sistema bancario e, indirettamente, dei mercati dei titoli sovrani dei Paesi più indebitati. Si è guadagnato del tempo prezioso, …

"La nemesi padana", di Gad Lerner

L´indecoroso epilogo della rivoluzione leghista, scivolata dalle valli del Nord nella bambagia governativa di Roma, per approdare infine sotto l´Equatore nel paradiso speculativo della Tanzania, deturpa irrimediabilmente la biografia di Umberto Bossi. Il leader politico che si pretendeva addirittura fondatore di una nazione, viene accusato ora di avere usufruito di soldi pubblici, denaro non contabilizzato, anche per sostenere i costi della sua famiglia. Il suo vero punto debole, la famiglia, da quando Bossi s´è adoperato nel tentativo di perpetuare il suo carisma per via dinastica nell´inadeguata figura del figlio Renzo. Proprio lui che aveva fatto della sobrietà popolana – un´abitazione modesta, uno stile di vita scapigliato ma rustico – la sua cifra esistenziale, per sistemare la prole ha commesso leggerezze mai digerite dalla base militante. Né giova alla reputazione di Bossi la casa in Sardegna intestata al Sindacato padano di cui è segretaria la sua “badante” Rosi Mauro. Fine di un mito: la Lega Nord rischia di crepare per indigestione. E rimarrà scolpito come nemesi storica l´atto di ribellione compiuto da un militante dell´hinterland milanese …

Fassina: "due modifiche e poi si. Basta automatismi, il giudice decida sul reintegro", da Il Messaggero

“Siamo autonomi dalla Cgil, se passano le nostre richieste è una buona riforma”. Mentre i leader della maggioranza, Alfano, B ersani e Casini, si incontrano con il premier Mario Monti sulla riforma del lavoro, il responsabile economico del Pd, Stefano Fassina. ribadisce i paletti del suo partito per il via libera al provvedimento. «I punti sui quali riteniamo che la riforma del governo debba essere corretta sono due. Per quanto riguarda il contrasto alla precarietà dunque la cosiddetta flessibilità in entrata: l`aumento di sei punti percentuali dei contributi per i lavoratori parasubordinati e di una parte delle partite Iva, e una loro esclusione dall`assicurazione sociale per l`impiego. E per quanto riguarda l`articolo 18, noi del Pd riteniamo che quando il lavoratore viene licenziato senza giustificato motivo il giudice debba poter avere a disposizione la possibilità del reintegro». Ma le ragioni economiche rientrano o no nella possibilità di licenziamento? «Certo, quello è già previsto dalla legislazione vigente. L`assurdità sta nel fatto che si sta ridimensionando la sanzione per le imprese quando il motivo economico non sussiste. …