Giorno: 9 aprile 2012

"Chiamata diretta,”scuola bosina” e trote", di Mila Spicola

La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. Da un lato il milione di euro letteralmente rubato dal finanziamento pubblico (cioè soldi anche miei, che sono di Palermo e non mi do pace) alla Lega per sovvenzionare la “scuola bosina” della signora Manuela Bossi, giusto per dar conto a quel “senza oneri per lo Stato”, che dovrebbe riguardare, come da mandato costituzionale, le scuole private. Dall’altra la chiamata diretta dei docenti nelle scuole da parte dei presidi, testè approvata dal governatore Formigoni, anch’egli lombardo, anche qua, giusto per dar conto a un altro mandato “libero ne è l’insegnamento”. Siccome siamo durante le vacanze un po’ di ripasso di Costituzione non fa mai male, a proposito di compiti a casa, per inciso secondo me indispensabili per digerire, metabolizzare e mandare in circolo, nel sangue, con le piastrine, un po’ di conoscenza in più. I fatti di cui sopra ce …

"Polemica per il concorso a preside all'orale solo un candidato su 13", di Salvo Intravaia

Della selezione per 2.386 nuovi dirigenti scolastici si era già parlato per gli errori e le presunte irregolarità della prima prova. In Friuli-Venezia Giulia e Molise i concorrenti rimasti sono meno dei posti disponibili. Commissioni troppo severe o docenti impreparati? Stangata sul concorso a preside: approda alla prova orale un solo candidato su tredici. Ed è polemica. Gli Uffici scolastici regionali hanno cominciato a pubblicare gli elenchi degli ammessi all’ultima prova del concorso, bandito nel 2011, che dovrebbe laureare 2.386 nuovi dirigenti scolastici. Dai risultati delle prime sette regioni in cui le commissioni hanno completato la correzione degli elaborati scritti emerge una situazione piuttosto anomala: meno di un decimo degli aspiranti presidi riuscirà ad affrontare il colloquio e, addirittura, in due regioni il numero degli ammessi agli orali è inferiore ai posti messi a concorso. Commissioni severe o docenti impreparati? Nelle sette regioni in questione – Friuli-Venezia Giulia, Molise, Umbria, Marche, Calabria, Piemonte e Basilicata – sono rimasti in lizza 639 prof per 472 posti. Ma erano partiti quasi in 6.000. In totale, il bando …

"L'Aquila che non c'è", di Ilaria Ravarino

In piazza Sallustio, quella che fu invasa dalle carriole, c’è talmente tanto silenzio che si sentono le lucertole strisciare nell’erba e i piccioni tubare fra le macerie. Una ventina di metri più indietro, oltre alle camionette dei militari che sorvegliano la zona rossa, si allunga il Corso: quello dove tre anni fa s’andava a fare shopping, e dove oggi alzano le serrande solo i pub per il giovedì universitario. È il 6 aprile 2012, sono passati tre anni dal terremoto che l’ha devastata, e L’Aquila è ferma nel tempo. Transenne che punteggiano facciate fatiscenti, insegne di negozi che non esistono più, porte spalancate sul nulla: più che una città, pare un set abbandonato all’incuria del tempo. In Piazza Duomo, dove il sabato c’era il mercato, i cani passeggiano pigri. Alcuni sono sdraiati sotto alle transenne dei lavori in corso. Altri giocano con i bambini: animali e bimbi sono le uniche creature, nel raggio di un paio di chilometri, a muoversi tra le macerie con serena indifferenza. “Io lo porto qui perchè mio marito insiste, ma …

"Misure contro la corruzione: se non ora, quando?", di Roberto Scarpinato*

Il 3 aprile a Gela un’anziana signora si è suicidata dopo avere appreso che la sua pensione era stata ridotta da 800 a 600 euro. «Questa notizia l’ha letteralmente sconvolta. Non sapeva darsi pace perché la riteneva un’ingiustizia» hanno riferito i figli. È solo l’ultimo aggiornamento di un bollettino di suicidi per disperazione e per insopportabile umiliazione, il cui numero sta crescendo con ritmi impressionanti: decine di operai senza pane, di imprenditori senza credito, di impiegati ridotti quasi a mendicare, si gettano tra le braccia della morte. Una nullificazione fisica, esito finale di una nullificazione sociale ed esistenziale subita come un’ingiustizia sociale. Suicidi come “risposta-protesta” nei confronti di uno Stato da cui ci sente abbandonati e della vigile indifferenza di una società nella quale ogni giorno di più «ognuno è solo sul cuore della terra, trafitto da un raggio di sole, ed è subito sera». Troppi nostri concittadini non hanno più la forza di attendere che si faccia sera “naturalmente”. Troppo insopportabile è divenuto il dolore. Tutto ciò accade mentre, come attestano le cronache giudiziarie, …

"L’ultima beffa italiana: gonfiate le cifre dell’aiuto ai Paesi poveri", di Umberto De Giovannangeli

Trucchetti di bilancio: a legger bene l’ultimo rapporto Ocse i fondi per lo sviluppo contengono voci «aliene». Come la lotta all’immigrazione e il taglio dei debiti. Un quadro desolante. Fatto di impegni mancati, di trucchetti di bilancio. Cifre gonfiate con acrobazie contabili per celare le promesse non mantenute ai Paesi più poveri. I dati sull’Aiuto pubblico allo sviluppo diffusi nei giorni scorsi dall’Ocse rivelano che l’Italia resta molto lontana dall’obiettivo di destinare lo 0,7% del Pil alla lotta contro la povertà. Se il nostro Paese registra uno 0,19% un incremento, seppur «sospetto» dall’anno scorso l’intera comunità internazionale compie un preoccupante passo indietro. Il primo dal 1997. «La percentuale dichiarata dall’Italia non riflette il ritardo del nostro Paese, e fa pensare che il governo abbia conteggiato come Aiuti pubblici allo sviluppo spese che con gli aiuti non hanno molto a che fare, come, ad esempio, quelle per fronteggiare l’arrivo degli immigrati sulle nostre coste a seguito della Primavera araba. Lo 0,19% è una percentuale troppo alta rispetto alla realtà dell’impegno italiano nella lotta alla povertà, che …

"La radice cristiana", di Claudio Sardo

La Pasqua è per i cristiani l’evento fondativo, dunque la festa più importante: è la Resurrezione che cambia il senso dell’incontro con Cristo e della storia dell’uomo. Questo ovviamente secondo la fede dei credenti. Ma la forza del messaggio, che ha attraversato epoche e organizzazioni sociali ed è alle radici della nostra civiltà, non può lasciare indifferente chi dà alla fraternità una prospettiva solo umana. Oppure chi si batte per la giustizia e per l’eguaglianza, chi immagina lo sviluppo in funzione della persona e della comunità. Il cristianesimo non è una cultura, né una morale. Già la lettera a Diogneto, uno dei primissimi manoscritti cristiani, sottolinea che i seguaci di Gesù non sono «da distinguere dagli altri uomini né per regione, né per voce, né per culture» e che «partecipano a tutto come cittadini e da tutto sono distaccati come stranieri». Il cristianesimo è un incontro che modifica un destino. Lo stesso orizzonte escatologico la vittoria della vita sulla morte non è motivo di separatezza, né alibi per chiusure fondamentaliste. È semmai una spinta a …