Giorno: 3 aprile 2012

Pompei, l’Europa manda il denaro. Non sprechiamolo", di Luca Dal Fra

Cosa si muove sotto a Pompei? Dopo i commissariamenti scandalo, i crolli delle domus, le pletoriche dichiarazioni, sul sito flegreo è calato il silenzio, appena increspato da qualche presunto o reale piccolo cedimento. Negli ultimi giorni invece, come si trattasse del Vesuvio, si assiste a una ripresa delle attività. Giovedì scorso la Commissione europea ha dato il via libera alla seconda fase del finanziamento, già deliberato, di 105 milioni di euro per il piano di restauri dell’area archeologica, aprendo la strada ai bandi per gli appalti. Una buona notizia, subito seguita dalla decisione del Governo italiano di nominare Fernando Guida quale prefetto anticamorra per vigilare sulla legalità dei lavori e degli appalti di Pompei. In un’intervista al Corriere del Mezzogiorno del primo aprile, Guida promette certificati antimafia e bonifici on line per tutti come arma per sconfiggere le infiltrazioni della criminalità organizzata, cose in gran parte già usate dalla pubblica amministrazione. Visto che Pompei già godeva del supporto amministrativo di Invitalia, molti si chiedono se questa ultima iniziativa non sia un commissariamento mascherato: l’interessato nega, …

"Una legge anticorruzione e una per il territorio", di Andrea Scarchilli

Il ministro della giustizia Paola Severino è in questi giorni impegnata nella stesura degli emendamenti governativi al disegno di legge che ha l’obiettivo di costituire un argine contro la corruzione. Negli ultimi mesi, la questione è balzata all’attenzione dell’opinione pubblica per una serie di inchieste giudiziarie che sembrano aver aperto uno squarcio su modalità di amministrazione della cosa pubblica per molti versi affini a quelle scoperchiate da Tangentopoli. L’iniziativa del governo, necessaria, va tuttavia rafforzata sin dalle premesse. Infatti una caratteristica ulteriore delle ultime inchieste, da Bari a Milano, è l’evidenziata disinvoltura con la quale viene gestito il territorio delle nostre città dalla politica. I piani urbanistici, che dovrebbero essere garanzia di una corretta ed equa organizzazione del territorio, nonché ispirati innanzitutto dalle esigenze di fruizione degli spazi pubblici (come i parchi e le piazze serviti da una sistema di mobilità efficiente) da parte dei cittadini, diventano strumenti opachi e continuamente rivisti in peggio (le famigerate varianti) per permettere all’ente di far cassa attraverso i permessi di costruire o, in alcuni casi, per alimentare il …

"Il problema vero: il lavoro che manca", di Giuseppe Provenzano

Si fa una gran fatica a commentare ogni bollettino che dal fronte del mercato del lavoro rimbalza mensilmente su giornali e tv sempre con lo stesso stanco titolo. «Un giovane su tre è disoccupato» è la “mezza verità” di una notizia che corre dietro a decimi di percentuali. Mentre il tasso di occupazione di giovani e donne (rimosso con un misto di pervicacia e ignoranza dall’opinione pubblica che conta) ristagna o declina in mezzo Paese sotto i livelli della Grecia. Eppure, queste stesse statistiche, se lette con un minimo di attenzione, potrebbero evitare il rischio più grave che si corre in questa fase delicata, nella discussione lacerante intorno alla riforma del mercato del lavoro, peraltro da correggere e migliorare: far perdere di vista che la vera priorità del nostro Paese – e del Mezzogiorno, specialmente – è la strutturale carenza di occasioni di «buona occupazione». Sul fronte meridionale, lavora meno di un giovane (under 35) e di una donna su tre. E sono numeri come pietre, poiché tutti i «calmieri» sociali vengono meno: i risparmi …

"Via Rasella, la scelta di Sasà", di Bruno Gravagnuolo

Fu l’autore dell’attentato contro le SS che scatenò poi la rappresaglia delle Fosse Ardeatine. Aveva 90 anni. Come partigiano difese sempre l’azione che la Cassazione definì «legittimo atto di guerra». Comandava il nucleo di Centocelle e in quel frangente venne interpellato da Salinari a nome
dei gap comunisti: «Te la senti?…» E il suo destino cambiò. Per noi giovani Fgci del liceo Tasso della sezione Ludovisi era semplicemente «Sasà». Sapevo, sapevamo, che era stato uno dei protagonisti dell’attentato a Via Rasella. E anche per le polemiche perenni su quella azione, avevamo timore di «chiedere», e di conoscerlo. In realtà era un uomo semplice e affabile. Che ci raccontò più volte quella giornata, nella quale lui, travestito da netturbino, accese la miccia del tritolo dentro il carretto per farlo esplodere, giusto nel mezzo del corteo armato dei 33 Ss Bozen che transitavano nella celebre via, risalendola appena svoltato l’incrocio di Via del Tritone. Sasà era così: ex combattente non pentito, moderato e saggio, piuttosto di «destra» ai nostri occhi, molto togliattiano Pci. In realtà il personaggio era …

"Il lodo Bersani sull´articolo 18 più vicina l´intesa partiti-governo", di Giovanna Casadio

Al ritorno dall´Asia, Monti trova un clima politico cambiato. Sull´articolo 18 e la riforma del mercato del lavoro, sembra riprendere il dialogo. E il Professore avrà una ragione in più per essere ottimista, come ha già dimostrato a Boao, ultima tappa del suo viaggio in Estremo Oriente. Davanti a una platea di manager, economisti, politici e al vice primo ministro cinese Li Keqiang, Monti ha garantito: «La crisi dell´eurozona è stata superata, l´Italia è più solida: sono venuto qui a dirvi che potete rilassarvi e tornare a investire in Europa». Tesse anche le lodi della riforma del mercato del lavoro italiano che introduce, dice, una modernizzazione e «la flessibilità per le aziende di gestire la forza lavoro». Il premier ha convocato il consiglio dei ministri. L´articolato della riforma potrebbe essere pronto oggi. Al centro del dialogo c´è l´ipotesi di una modifica del testo finora proposto dal governo su un punto in particolare: la possibilità di reintegro, in base all´articolo 18, anche per chi è licenziato per ragioni economiche. La decisione tra reintegro e indennizzo dovrebbe …

Università, prof italiani tra i più pagati "Ma quanto è difficile salire in cattedra", di Corrado Zunino

C´è prof e prof. E ci sono le loro buste paga. L´insegnante di scuola media e superiore guadagna poco. Tardi e poco. Il docente universitario italiano no. Guadagna in là con gli anni, diventa professore ordinario sulla soglia dei cinquanta, ma guadagna bene. Esce dal circuito ai settant´anni con uno stipendio netto tra i 5.000 e i 5.500 euro. In un´ipotesi virtuosa, ovvero stipendio base più 14 scatti d´anzianità e 5 ulteriori avanzamenti automatici, un cattedratico d´ateneo che ha esercitato a tempo pieno si congeda con 5.468,53 euro netti. Salari che in altre categorie di pari livello appartengono al passato. Nelle università resistono le buste paga pesanti: la riforma Gelmini non le ha intaccate. Rivela tutto questo, o meglio lo ricorda, un´inchiesta diventata libro – “Paying the professoriate” – realizzata da Philip Altbach e quattro colleghi del Center for international higher education. Hanno fatto una comparazione mondiale di compensi, contratti ed eventuali benefit. I Paesi presi in esame sono 28 (otto europei) e i risultati sono stati resi omogenei sulla base del costo della vita …

"L´altra faccia della riforma", di Chiara Saraceno

Ha ragione la ministra Elsa Fornero a lamentarsi di un´attenzione eccessivamente riduttiva rispetto al complesso della riforma. Allargando lo sguardo agli altri punti, aumenta tuttavia il numero degli aspetti problematici. Alcuni sono stati ricordati anche su questo giornale, primo fra tutti la persistente esclusione di molti lavoratori precari da ogni forma di ammortizzatore sociale. Ma ce n´è uno che è passato stranamente sotto silenzio. Riguarda il punto 7 della bozza del governo, dal titolo “interventi per una maggiore inclusione delle donne nella vita economica”. Esso prevede tre distinti interventi. Il primo, l´unico da accogliere senza riserve, riguarda la messa a punto di procedure che contrastano il fenomeno incivile e illegale delle cosiddette dimissioni in bianco. È una questione che riguarda sia i lavoratori sia le lavoratrici, ma che colpisce soprattutto queste ultime in connessione con la maternità. Altamente problematiche, nel merito e per il messaggio che mandano, sono invece le altre due proposte. Si tratta del congedo di paternità obbligatorio e del voucher per babysitter da utilizzare nei primi undici mesi di vita di un …