"Quella trappola dei voucher per la baby sitter", di Donata Gottardi*
Non c’è solo l’articolo 18. La discussione sulla riforma del mercato del lavoro deve riguardare anche le altre parti. Quella dedicata agli «interventi per una maggiore inclusione delle donne nella vita economica» tradisce clamorosamente l’obiettivo. Non la prima parte, che contiene un convincente intervento sulle dimissioni in bianco: opera mediante estensione di meccanismi già esistenti, come la convalida, e si applica correttamente a tutti i lavoratori. Questa pratica sleale nata per liberarsi delle lavoratrici quasi sempre in connessione con la maternità, si sta estendendo ai lavoratori con la evidente finalità di rendere irrilevante la disciplina di tutela del licenziamento, qualsiasi essa sia, aggirandola a monte. È un atto dovuto per evitare frodi alla legge e dovremmo chiederne l’inserimento nella parte sulla revisione della disciplina del licenziamento individuale. Gli altri due punti solo a una lettura superficiale possono sembrare soddisfacenti. Al primo è stata dedicata molta enfasi nella presentazione alla stampa. Si è detto che finalmente nel nostro Paese, in anteprima rispetto al resto dell’Unione europea, abbiamo il congedo di paternità. Il congedo di paternità, modello …
