Mese: Aprile 2012

"La caduta degli idoli", di Ezio Mauro

Cadono ad uno ad uno gli idoli della destra italiana che fino a ieri guidavano il Paese, trasmettendo attraverso il loro potere alieno alle istituzioni l´immagine di un´Italia da comandare, più che da governare. Le dimissioni di Umberto Bossi, affondato dalla nemesi di uno scandalo per uso privato di denaro pubblico, azzerano la politica e persino il linguaggio della Lega, rovesciando sul Capo fondatore quelle accuse spedite per anni contro “Roma ladrona” e contro lo “Stato saccheggiatore”. I ladroni la Lega li aveva in casa, anzi a casa Bossi. E il saccheggio lo aveva in sede, a danno del denaro dei contribuenti. La Lega è il più vecchio partito italiano, nato nell´agonia pentapartitica della prima repubblica, sopravvissuto e cresciuto nella bufera di Tangentopoli che ha cambiato per sempre la geografia politica. Poi alleata con l´altro figlio legittimo della prima repubblica, quel Berlusconi protetto dal Caf, abile più di tutti a infilarsi nella breccia aperta da Mani Pulite nel muro del sistema, e a ereditarne il comando come presunto uomo nuovo, esterno ed estraneo. L´unione di …

"Partiti, una legge subito", di Antonio Misiani

I fatti gravissimi emersi prima con il caso Lusi e ora con l’inchiesta sui conti della Lega Nord rappresentano la goccia che può far traboccare il vaso del rapporto dei cittadini con la politica. Da tempo la fiducia nei confronti dei partiti è in caduta libera ma queste vicende rischiano di azzerarla, con conseguenze potenzialmente devastanti per la nostra democrazia. Bisogna intervenire, e bisogna farlo rapidamente. Cancellare i finanziamenti pubblici destinati ai partiti – già drasticamente tagliati dalle manovre finanziarie del 2010-2011 – sarebbe un errore drammatico, che punirebbe tutti allo stesso modo (compresi coloro che in questi anni le regole le hanno rispettate scrupolosamente) e metterebbe la politica completamente nelle mani di lobbies, centri di potere e di interesse particolare. Il punto è un altro: trasformare il finanziamento pubblico nella leva per riformare i partiti. Come ha ricordato il presidente Napolitano, è necessario sancire per legge regole di democraticità e trasparenza nella vita dei partiti e meccanismi corretti e misurati di finanziamento della loro attività. In condizioni normali la strada maestra sarebbe quella della …

"Reintegro, deciderà il giudice quando c’è manifesta insussistenza", di Mario Tedeschi

L’opposizione dura della Cgil in ambito sindacale, l’opposizione ferma e responsabile del Pd in ambito politico hanno portato al risultato di una modifica decisiva sulle iniziali intenzioni del governo sull’articolo 18 ed in particolare del ministro Elsa Fornero. Il reintegro sui licenziamenti per motivi economici che sembrava impossibile è stato dunque riconquistato. Il drammatico snodo di due settimane fa che ha portato alla mobilitazione sindacale, così come era stato nel 2002 per un analogo attacco ai fondamenti dell’articolo18 dello Statuto dei lavoratori, è stato superato attraverso la mediazione politica e la rivolta della base ad ogni livello politico e sindacale. La prima versione dell’esecutivo escludeva il reintegro per licenziamento economici, bensì solo l’indennizzo tra 12 e 27 mesi. Versione gradita a Confindustria e a tutta la destra e il centro che sostengono il governo. Camusso ha messo subito le mani avanti: si apre la strada alla cacciata dal mondo del lavoro di tutti i cinquantenni, più costosi perché con maggiore anzianità.Una jungla sociale insopportabile in una situazione economica in cui, articolo 18 vigente, le imprese …

"Bossi, la resa che chiude un'era", di Michele Brambilla

Non è un caso che l’addio di Umberto Bossi sia arrivato appena cinque mesi dopo quello di Silvio Berlusconi. Per quanto diversi per censo e perfino per tratti antropologici, i due erano legati fra loro assai più di quanto non siano legati due semplici alleati politici. La loro avventura era evidentemente destinata ad avere un inizio e una fine comuni, e come certi vedovi inconsolabili, l’uno non poteva sopravvivere alla fine dell’altro. Così in soli cinque mesi la loro uscita di scena cambia di colpo, e probabilmente per sempre, il profilo della destra italiana e l’intero scenario politico nazionale. Finisce un’era: quella dei «fondatori», dei partiti personali, del leaderismo e del culto del capo, dei finti congressi e delle acclamazioni. Finisce anche, si spera, la stagione delle forti contrapposizioni e delle chiamate alle armi. Pure nell’addio i due vecchi capipopolo risultano così simili da apparire inseparabili. Per tutti e due, non s’è trattato di dimissioni: s’è trattato di una resa. Non lasciano perché ritengono sia giunta l’era del buen retiro, ma perché travolti dagli avvenimenti. …

Partiti, Bersani a Casini e Alfano: "Subito legge su trasparenza e controlli dei bilanci"

l leader del PD ha scritto una lettera al segretario del Pdl Angelino Alfano e al leader dell’Udc, Pierferdinando Casini. “Rispondere con rapidità ed efficacia alla forte domanda della pubblica opinione” “Credo che in queste ore possiamo condividere una forte preoccupazione. I fatti gravissimi evidenziati dalle recenti inchieste giudiziarie in relazione alla gestione delle risorse pubbliche attribuite ai partiti rendono ormai improrogabile il cambiamento delle normative che regolano la trasparenza e i controlli dei bilanci dei partiti. Su questi temi sono state depositate in Parlamento da diverse forze politiche proposte di legge che prospettano soluzioni largamente condivide. Mi pare ci siano dunque le condizioni politiche per approvare in tempi brevissimi una legge di pochi articoli che abbia una corsia di assoluta priorità. Tale legge, considerate le proposte in campo e un loro possibile comune denominatore potrebbe prevedere a mio avviso: 1) L’obbligo di sottoporre i bilanci dei partiti alla verifica e alla certificazione da parte di società di revisione esterne e indipendenti; 2) L’attribuzione alla Corte dei Conti del controllo dei bilanci dei partiti; 3) …

L'Aquila tre anni dopo

L’Aquila tre anni dopo. Sono molte le donne che continuano a investire nella città lesionata, non senza enormi difficoltà. Le storie di alcune di loro. E a partire dal 6 aprile le organizzatrici di “Mettiamoci una pezza” danno vita a un’azione di “urban knitting. A tre anni dal terremoto, ricerca dello Spi-Cgil sulla condizione degli anziani. Tra i problemi principali: assenza di servizi di prima necessità, inadeguatezza del trasporto pubblico, assenza di luoghi di svago, carenza di luoghi di incontro informali. A tre anni da terremoto. Gli aquilani: “Tutto fermo” Il volto sfigurato della ex Casa dello studente e’ un monumento alla memoria: sulla rete metallica che divide la strada dalla voragine che ha inghiottito le macerie del vecchio studentato sventolano ancora le foto delle otto vittime del terremoto del 6 aprile 2009. Studenti uccisi dalla furia della natura ma anche e soprattutto dall’errore umano che aspettano ancora giustizia. Di fronte alle immagini dei loro volti sorridenti ogni giorno, su via XX Settembre, gli aquilani si fermano, si fanno il segno della croce e fanno …

Intervista a Carlo Smuraglia «Inqualificabile odio per un uomo che ha dato tutta la vita per la libertà», di Salvatore Maria Righi

Il presidente dell’Anpi sugli attacchi alla figura di Rosario Bentivegna «Grave che vengano da chi predica memoria condivisa e pacificazione». Il giorno dopo la scomparsa di Bentivegna e gli attacchi alla sua figura, come «assassino» detto da Storace, la replica nelle parole e nel ricordo del numero uno dell’Associazione nazionale partigiani. Forse anche peggio degli insulti, «assassino», quel minuto di silenzio da spartirsi con Chinaglia. Con tutto il rispetto per Bob, non proprio geniale l’idea che è venuta al quinto municipio di Roma, mescolare la memoria di un partigiano con quella di un calciatore, già che c’erano potevano infilarci anche un tributo ai dischi in vinile. Vedi alla voce rispetto, insomma. Quello che non tutti hanno dimostrato per Rosario Bentivegna, coi suoi novant’anni di battaglie e di ferite, nonostante gli onori resi dal presidente della Repubblica, Carlo Smuraglia, presidente dell’Anpi, non si era però fatte molte illusioni «Spero sempre che prevalgano il buon senso e la ragionevolezza, ma che questi attacchi vengano proprio da chi predica la condivisione di valori e di una memoria comune …