Giorno: 2 maggio 2013

"Letta-Merkel, botta e risposta e due visioni dell’Europa", di Matteo Tacconi

No, non è stato affatto interlocutorio, il primo incontro tra Enrico Letta e Angela Merkel, avvenuto nel giorno stesso in cui il presidente del consiglio ha incassato la fiducia al Senato. Già dalla conferenza stampa che ha preceduto la cena di lavoro sono emerse due diverse visioni di Europa. Non certo complementari. Ma ci si può lavorare. Il presidente del consiglio, dopo un alleggerimento tattico («le chiederò consigli su come si guida una grande coalizione»), ha spostato con insistenza l’accento dall’austerità alla crescita in linea con il programma indicato in parlamento, con l’idea di sensibilizzare Merkel. Che dal canto suo ha ribadito che le due cose devono procedere di pari passo. Come a dire: meglio tenere d’occhio i conti, prima di chiedere che l’Europa cambi marcia. Ne è uscito un botta e risposta in cui entrambi hanno mantenuto fissa la barra. Riportiamo alcuni scambi (non necessariamente in ordine cronologico). Letta: «Non vogliamo un’Ue che permetta di fare più debiti a chi li vuole fare. Terremo i conti in ordine, ma vogliamo anche puntare sulla crescita». …

"Le piazze degli schiavi", di Angelo Mastrandrea

Nella loro freddezza, i numeri possono fornire un adeguato contesto ma non riescono a spiegare tutto. Non riescono a descrivere, ad esempio, come si sente un indiano del Punjab quando si sveglia all’alba per andare a raccogliere zucchine o cocomeri in una campagna per lui straniera, o cosa prova quando il padrone non rispetta i patti e tarda a pagargli il salario. Cí dicono però che, nei periodi di punta, tra Borgo Sabotino e Borgo Grappa lavorano nelle terre non desertificate dall’espansione industriale fino a 25 mila immigrati, il che fa di questo pezzo di Basso Lazio una “piccola India” di casa nostra. È un proletariato delle campagne che si mostra solo in occasione delle colorate feste religiose sikh. Ma, come il campesino Garabombo di Manne’ Scorza, per quanti turbanti indossi non riesce mai a rendersi davvero visibile. Fatta eccezione per i periodi di punta, la Cgil stima in 12 mila persone la presenza stabile degli indiani nell’area pontina. A partire dai primi arrivi, negli anni ’80, è stata una continua crescita, e ogni anno …

“Shale gas”: Ghizzoni e Vaccari interrogano per avere chiarimenti

I parlamentari modenesi del Pd annunciano interrogazioni sia alla Camera che al Senato Il caso delle trivellazioni alla ricerca del cosiddetto “shale gas” nell’area a nord della nostra provincia approderà, a breve, sui tavoli del ministro delle Attività produttive e di quello dell’Ambiente: i parlamentari modenesi del Pd Manuela Ghizzoni e Stefano Vaccari presenteranno infatti una interrogazione, dal medesimo contenuto, sia alla Camera dei deputati che al Senato. Dopo il caso Rivara, nel modenese ogni volta che viene pronunciata la parola “trivellazioni” cresce la preoccupazione. Ora che i media locali hanno reso noto che esiste un progetto, messo a punto da una società milanese, per la ricerca in una vasta area a cavallo tra più province del cosiddetto “shale gas”, amministratori e cittadini hanno chiesto l’intervento dei parlamentari modenesi. La deputata Pd Manuela Ghizzoni e il senatore Pd Stefano Vaccari hanno, quindi, deciso di chiedere chiarimenti direttamente ai Ministeri interessati, ovvero quello delle Attività produttive e quello dell’Ambiente. Nei prossimi giorni, infatti, presenteranno una specifica interrogazione in materia in cui si chiede alle istituzioni competenti …

Il neoministro Giovannini: «La riforma Fornero va cambiata». Primo maggio, il lavoro ricompatta i sindacati, da ilsole24ore.it

Nel giorno della Festa del lavoro, il neoministro del Welfare Enrico Giovannini annuncia che la riforma del lavoro va riformata. In particolare spiega: «La riforma Fornero è stata disegnata in modo molto coerente per una economia in crescita, ma può avere problemi per una economia in recessione. Bisogna capire cosa modificare, ma il mercato del lavoro ha bisogno di stabilità delle regole». E ha aggiunto: «Occorre urgentemente affrontare le emergenze occupazionali, di chi il lavoro lo ha perso o non lo trova. Ma soprattutto, occorre rimettere in movimento interi settori economici fiaccati dalla peggiore crisi economica della storia del nostro Paese». Il ministro ha poi sottolineato: «Il Governo appena costituito ha individuato nel lavoro l’aspetto centrale del proprio programma. Nel giorno della Festa del Lavoro desidero unire la mia voce a quella del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, nel suo messaggio per la ricorrenza odierna, ha sottolineato come il Primo Maggio sia non solo lla festa dei lavoratori, ma anche, e più che mai, il giorno dell’impegno per il lavoro. Le grandi difficoltà che …

"Le famiglie preferiscono il tempo pieno", di Salvo Intravaia

Famiglie italiane all’assalto del tempo pieno a scuola. Ma soltanto una parte riesce ad ottenerlo. Gli altri devono accontentarsi delle altre formule previste dall’ordinamento scolastico italiano: 27 e 30 ore a settimana. E le 24 ore, inaugurate dalla riforma Gelmini col palese obiettivo di tagliare più cattedre possibile, anche quest’anno sono state gettonate da una minoranza. Le prime iscrizioni online, lanciate dall’ex ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, hanno decretato la netta preferenza, almeno all’elementare, per le 40 ore di lezione settimanali: mattinata di studio, pausa pranzo e pomeriggio di attività didattiche meno impegnative per gli scolari. Alla scuola media invece i genitori preferiscono che i figli tornino a casa dopo un’intera mattinata di studio a scuola. I dati messi a disposizione dal ministero dell’Istruzione dopo la chiusura delle iscrizioni, lo scorso 28 febbraio, parlano chiaro. Su cento famiglie che hanno iscritto i figli in prima elementare nella scuola statale ben 38 hanno segnato la casella del tempo pieno. Oltre 196mila famiglie vorrebbero che i propri figli rimanessero a scuola per otto ore giornaliere e che a …

"L’ateniese di Cassino a Roma scopre la Costituzione", di Franco Labella

Sono bastate due settimane all’ateniese di Cassino Mastrangeli per scoprire , a sue spese, l’inganno della “democrazia diretta”. Ne avevo scritto del senatore Mastrangeli , due settimane fa, come di uno che incarnava una contraddizione in termini (l’eletto che parla di democrazia diretta) tale da disorientare i miei studenti. In questi tempi incogniti ed oscuri bisognerebbe fare almeno uno sforzo di chiarezza. Non raccontare panzane anche quando si vuole criticare la realtà nella maniera più decisa possibile. Perché raccontando panzane poi diventa difficile capire e far capire e si fa strada il principio che si possa sostenere tutto ed il contrario di tutto senza timore di confondere le idee e non aiutare a scegliere con chiarezza. Il senatore anzi il cittadino Mastrangeli è stato espulso dal gruppo parlamentare del M5S per aver contravvenuto alle loro regole. L’ha preso male ed oggi cita gli art. 21 e 67 della Costituzione. Positiva la citazione ma difetta a Mastrangeli il ragionamento che gli faceva fare, a lui senatore eletto, il peana della democrazia diretta. Non sono interessato a …