Giorno: 11 maggio 2013

"Nuove ricette per creare lavoro", di Laura Pennacchi

Per qualunque Governo oggi la priorità delle priorità è il lavoro. Finalmente anche l’Unione europea sta arrivando alla consapevolezza che alla straordinarietà – per natura, profondità, durata – della crisi economica e del suo impatto occupazionale occorre rispondere con politiche altrettanto straordinarie, come la Youth Garantee (Garanzia Giovani) di cui si parla da mesi e su cui dovrebbe gravitare il Consiglio del prossimo giugno. Mentre la disoccupazione americana è scesa al 7,5%, il minimo dal 2008, in conseguenza delle politiche espansive di Obama che hanno portato alla creazione nel 2013 di un numero medio mensile di posti di lavoro di 200.000 unità, nel vecchio continente la disoccupazione rimane ai massimi storici, i112,2%, che vuol dire 26 milioni di disoccupati di cui 5 milioni giovani. Alle punte del 27% raggiunte in Spagna e Grecia fa riscontro l’Italia, con una disoccupazione (ora all’11,8%) destinata a salire, in assenza di interventi, al 12,2% nel 2014. Di fronte a tale eccezionale criticità non appare adeguata l’inerziale ripetizione di misure che già in passato si sono dimostrate insufficienti, misure utili …

Lettera aperta al ministro Carrozza

Gentilissima Ministra Maria Chiara Carrozza, siamo un gruppo di insegnanti da tempo impegnati, attraverso convegni e contatti fra noi sistematici, a far sì che la scuola possa assicurare a tutti gli studenti che vi accedono i diritti costituzionalmente sanciti. La scuola italiana, signora Ministro, versa in una condizione di forte disagio, alimentato da continui tagli e da mancato investimento di risorse. Siamo molto preoccupati per il futuro dei nostri giovani a causa della scarsa qualità del sistema, del continuo e repentino cambiamento introdotto da politiche per lo più miopi sotto il profilo pedagogico, più attente ad economizzare piuttosto che a “scommettere” sulla concreta rinascita che non può realizzarsi se non si darà vitalità e linfa alla scuola stessa. Ripartire dalla scuola è quanto mai necessario: è un imperativo! Siamo convinti che, per la funzione docente, professionalità e competenza siano qualità imprescindibili, in quanto determinanti per la formazione e per il futuro dei nostri giovani. Le questioni che ci permettiamo di sottoporre alla Sua attenzione sono numerose e racchiuse in principi per noi irrinunciabili: • assicurare …

"Non c’è governo senza partito", di Claudio Sardo

Non sarà facile il compito di Guglielmo Epifani. Perché la crisi del Pd non è figlia soltanto di una congiuntura negativa, prodotta dall’insuccesso elettorale e dalla catena di errori e diserzioni conseguenti. Siamo nel pieno di un collasso del sistema politico. Anzi, siamo dentro una gravissima crisi democratica. E il Pd è diviso. Da un lato è attraversato da una fortissima domanda di cambiamento, tanto da rendere tangibile un legame tra la risposta a questa domanda e la sua stessa ragion d’essere. Dall’altro è schiacciato in una tenaglia: il Parlamento senza maggioranza e l’austerità europea ancora da superare. Il rischio è che la paralisi raggiunga tutte le parti del corpo. E la tentazione di molti è di fuggire dalla responsabilità dell’oggi. Di immaginare uno spazio in cui progettare il Pd di domani, mettendo tra parentesi le laceranti contraddizioni di questo passaggio. Ma ciò è impossibile. Non si può costruire il domani migliore senza passare da questo tempo difficile, soprattutto senza tentare di dare subito risposte alle sofferenze sociali, senza prendere di petto le emergenze economiche, …

"Alle elementari in anticipo? Un handicap non un vantaggio bruciare i tempi peserà a vita", di Enrico Franceschini

Siete andati a scuola troppo presto, o ci sono andati troppo presto i vostri figli? Avete la giustificazione, o perlomeno una scusa “scientifica”, per i brutti voti che vi davano maestri e professori. Una ricerca di un autorevole think tank britannico ha scoperto, statistiche alla mano, che bambini e ragazzi che cominciano la scolarizzazione a poco meno o poco più di 6 anni sono svantaggiati per tutto il corso delle elementari, delle medie inferiori e in misura minore ma tangibile anche delle superiori rispetto agli alunni che iniziano a studiare a 6 anni e mezzo o 6 anni e tre quarti. In pratica, chi parte da un grado di minore maturità e sviluppo, dettato dall’et à, è mediamente svantaggiato per tutta l’infanzia e l’adolescenza. A tale punto che i ricercatori inglesi consigliano alla scuola di cambiare sistema di giudizio, pretendendo di meno, all’interno di una stessa classe, dagli allievi più giovani: il 6 o il 7 di un remigino che ha 6 anni e tre mesi, per esempio, dovrebbe valere come l’8 o il 9 …

"Il governo piace a un italiano su due Renzi e Letta sono i leader preferiti", di Ilvo Diamanti

Mentre l’insoddisfazione appare ampia nella base di SEL e, soprattutto, del M5S. È un paradosso che richiama, almeno in parte, il clima d’opinione che ci circonda. Uno “stato di necessità” economica e sociale che si traduce in uno Stato di Necessità. Con le iniziali maiuscole. Un modello di governo e di alleanza politica-parlamentare divenuto regola, più che eccezione, in Italia. Visto che il governo guidato da Letta appare, per molti versi e con alcune distinzioni, la prosecuzione di quello guidato da Monti. Una risposta alla crisi: dell’economia, ma anche della politica. All’incapacità di costruire maggioranze omogenee e stabili in Parlamento. Perché, in effetti, anche la società è divisa. In grandi minoranze. Così la maggioranza dei cittadini accetta e, anzi, accoglie con sollievo il “governo di necessità”. Convinta che possa affrontare efficacemente l’emergenza economica. Riformare la legge elettorale. Gli italiani hanno “fiducia” nel governo e ancor più nel premier, Enrico Letta. Il quale, personalmente, è valutato in modo positivo dal 63% degli intervistati. Tuttavia, ripeto, si tratta di uno “Stato di necessità”. Dove la domanda di …