Giorno: 6 maggio 2013

«Pd usato come un taxi. Ma noi non ce ne andremo», di Marco Ventimiglia

Il posto è in un quartiere di Milano non troppo distante dal centro. Non facciamo in tempo a varcare la porta ed intravvedere una trentina di persone sedute intorno a un tavolo che una frase fende l’aria: «Io, comunque, non me ne voglio andare dal Pd». Siamo nel Circolo democratico di «Romana-Calvairate», dove va in scena una delle molte riunioni, post elezioni, post Quirinale, e adesso post governo, organizzate dal partito nella provincia milanese. Ma per fortuna il buongiorno non si vede dal mattino, anche se il cielo plumbeo e piovoso non aiuta a tirar su il morale. La frase, come capiremo ascoltando i successivi interventi, non è l’acme di qualche dolorosa seduta di autocoscienza, che peraltro deve esserci stata qui come altrove, quanto un modo per dire: «Nonostante tutto, guardiamo al futuro». E per affrontare settimane che si annunciano ancora molto difficili, più di un partecipante vuole mettere una cosa bene in chiaro: «Ci hanno diviso scandisce le parole Gianni fra ex comunisti ed ex democristiani, fra giovani e vecchi, fra la corrente di …

"Occupazione, quando la laurea non basta", di Christian Benna

L’università della vita boccia i dottori. Succede in Italia dove il pezzo di carta rimane nelle tasche di 200mila laureati fermi al palo della disoccupazione. Il record negativo è certificato dall’Istat: nel 2011 il numero di giovani a spasso con titolo di studio conseguito in un delle facoltà della Penisola è aumentato del 27%. Non stupisce quindi che nella nuova ondata migratoria, 100 mila italiani in fuga solo lo scorso anno, uno su tre possiede almeno una laurea. La crisi degli atenei, va a braccetto, in un valzer sul Titanic, con la crisi dell’economia e del lavoro. Le università italiane negli ultimi dieci anni hanno perso 58 mila studenti; con calo delle matricole pari al 17% sul totale della popolazione universitaria. Come se in un decennio — quantifica il Consiglio universitario nazionale — fosse scomparso un ateneo come la Statale di Milano. Un’emorragia che si traduce in tracollo nelle classiche Ocse in quanto a percentuali di laureati tra 30 e 34 anni: l’Italia scivola al 34esimo posto su 36 paesi, a quota 19% contro una …

"PA, corsa contro il tempo per i precari", di Gianni Trovati

I contratti precari nella Pubblica amministrazione è l’altra Imu del Governo Letta. Come per l’imposta municipale, il neo-premier ha posto nel suo discorso di insediamento l’obiettivo del «superamento» del precariato negli uffici pubblici, e come per l’Imu i tempi stringono: la proroga dei contratti fatta con l’ultima legge di stabilità scade il 31 luglio, e le regole in vigore non sembrano lasciare spazio a un rinvio ulteriore (il Dlgs 368/2001 fissa il principio della «proroga unica»), anche perché si supererebbe il limite dei 36 mesi. Per evitare un’uscita di massa, insomma, sembra indispensabile una legge. In fretta. Secondo l’ultimo censimento dell’Aran, l’agenzia nazionale che si occupa del pubblico impiego, i contratti «flessibili» nella pubblica amministrazione sono 317mila. Circa 2o3mila, però, sono i supplenti che lavorano in scuole, accademie e conservatori, per cui i precari “classici” della Pubblica amministrazione sono intorno ai u4mila. In gran parte (il 76%) sono titolari di contratti a tempo determinato, ma non mancano 18mila lavoratori socialmente utili, poco meno di10mila contratti di somministrazione e una sparuta rappresentanza di rapporti di formazione …

Il lavoro in Commissione dei parlamentari modenesi del Pd

Domani si terrà la prima riunione delle Commissioni sia alla Camera che al Senato. L’ufficialità si avrà nella giornata di martedì 7 maggio quando sono programmate le prime riunioni delle Commissioni di Camera e Senato, ma intanto i gruppi politici presenti nei due rami del Parlamento hanno indicato i propri rappresentanti nelle diverse Commissioni. Ecco come e dove saranno impegnati i parlamentari modenesi del Pd: Davide Baruffi – XI Commissione Lavoro della Camera dei deputati Carlo Galli – IV Commissione Difesa della Camera dei deputati Manuela Ghizzoni – VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati Edoardo Patriarca – XII Commissione Affari sociali della Camera dei deputati Giuditta Pini – IV Commissione Difesa della Camera dei deputati Matteo Richetti – I Commissione Affari costituzionali della Camera dei deputati Stefano Vaccari – XIII Commissione Territorio, Ambiente, Beni ambientali del Senato

I parlamentari Pd “braccialetti bianchi” contro la corruzione

Baruffi, Ghizzoni, Patriarca, Richetti e Vaccari hanno aderito a “Riparte il futuro”. Ci saranno anche i parlamentari modenesi del Pd, martedì 7 maggio, a Roma, alla prima “Assemblea dei braccialetti bianchi” promossa da Libera e Gruppo Abele: l’appuntamento segna l’inizio della fase parlamentare della lotta alla corruzione. All’iniziativa saranno presenti i deputati Davide Baruffi, Manuela Ghizzoni, Edoardo Patriarca e Matteo Richetti. L’idea è quella di costituire una sorta di intergruppo parlamentare che abbia come primo obiettivo la riforma dell’articolo 416 ter del codice penale che sanziona lo scambio elettorale politico-mafioso. Si tiene, infatti, martedì 7 maggio, a Roma, a Palazzo Giustiniani, la prima Assemblea dei braccialetti bianchi, ovvero di quei parlamentari che hanno aderito alla campagna “Riparte il futuro” promossa da Libera e Gruppo Abele per combattere la corruzione. Tra i “braccialetti bianchi” ci sono anche molti parlamentari modenesi del Pd: hanno, infatti, aderito i deputati Davide Baruffi, Manuela Ghizzoni, Edoardo Patriarca e Matteo Richetti e il senatore Stefano Vaccari. A parte il senatore Vaccari, impegnato nella presentazione della marcia “Modena-L’Aquila”, tutti gli altri parteciperanno …

"Meglio il lavoro del reddito garantito", di Bruno Ugolini

C’è un dibattito aperto sulla possibilità di attuare anche in Italia, com’è avvenuto in altri paesi, forme di reddito garantito. Alcuni parlano di «reddito minimo garantito », altri di «reddito di cittadinanza». Questa ultima formula (più costosa) è una delle bandiere innalzate dal movimento 5 Stelle. Enrico Letta ha risposto promettendo un reddito minimo ma riservato solo a famiglie bisognose con figli. Una scelta, ribadita ieri dalla viceministra alle Politiche Sociali Cecilia Guerra e che comporterebbe, secondo i primi calcoli, un costo pari a dieci miliardi. I sindacati in generale non hanno mai sposato proposte di questo tipo, salvo la Fiom-Cgil che per la manifestazione a Roma del 18 maggio propone, tra gli altri ambiziosi obiettivi, proprio il cosiddetto «reddito di cittadinanza». Lo scarso entusiasmo di Cgil, Cisl e Uil per queste forme di sostegno finanziario non deriva solo, come qualcuno ha scritto, dal fatto che una simile impostazione ridurrebbe il potere contrattuale dei sindacati delegando a un dispositivo di legge una tutela dei lavoratori. Ben altre motivazioni sono state avanzate, nel passato, ad esempio, …