Giorno: 5 maggio 2013

"La “base” da macello del PD", di Cecilia Alessandrini

Sono stata settimane dure queste per noi segretari di circolo del PD e per la base del nostro partito. Riunioni, incontri, un susseguirsi di eventi e di situazioni da gestire a cui fare fronte nonostante il morale rispecchi esattamente quello dei “nostri” militanti: depresso e abbattuto. Così stamattina avevo deciso che la mia presenza al circolo oggi non era necessaria, pensavo, erroneamente, che la fase peggiore fosse superata e di potermi prendere una mattinata di “vacanza” dal mio impegno politico che in queste settimane ha di gran lunga superato tutto il resto. Gongolavo a casa tra un libro e un po’ di musica quando ricevo una telefonata dal numero del mio circolo. Il circolo apre alle 11,00 sono le 11,08. Dall’altra parte del filo due dei militanti storici mi dicono “Cecilia abbiamo aperto il circolo ma passa la gente e ci urla “vergogna!” “vergognatevi tutti”, cosa facciamo? Noi non ce la sentiamo di stare qui a prendere gli insulti…”. Salgo in sella alla bici e in 10 minuti arrivo al circolo. Li trovo lì con …

L'Aquila "invasa" da storici arte. Settis: «La vita torni qui»

Almeno 800 se non mille storici dell’arte in corteo nel centro storico dell’Aquila per vedere con i propri occhi l’abbandono pur se da un anno si sono aperti, grazie all’ex ministro Barca, oltre 20 cantieri. Il 5 maggio 2013 diventa una giornata particolare per il nostro patrimonio artistico. Lo storico dell’arte Tomaso Montanari e Italia Nostra hanno convocato gli specialisti della disciplina, sono venuti studenti, laureati, professori, funzionari pubblici, soprintendenti e – con un gesto molto apprezzato – il neo ministro per i beni culturali Massimo Bray. Senza scorte, senza bagagli formali all’infuori di se stesso. “ Sarebbe facile dire fermo tutto – commenta a caldo il ministro – Il ministero ha tutte le competenze necessarie, appena capirò esattamente cosa bisogna fare agirò. Posso garantire questo: il massimo impegno”. E vedere i palazzi ancora vuoti, chiusi, il centro pieno di ponteggi? “MI ha turbato. Ovviamente le persone vorrebbero tornare nelle loro case, ai loro ricordi, a quella che era la loro vita. Abbiamo di fronte qualcosa che è stato come strappato dà proprio l’idea di …

"Di un colore bellissimo", di Enrico Grazioli

Brilla, nera e fiera, chiara e limpida, la stella di Cécile Kyenge nei primi giorni del complicato governo Letta. Splende di una luce così particolare che da sola (e sola, per ora) dà il segno di una novità, di una possibile svolta anche in una fase politica così affannosa. Le sono bastate poche parole, il suo semplice essere così come è per dare speranza da un lato e mettere invece paura a chi il nuovo, il progresso, la civiltà non li vuole mai. La peggio Italia le si è scagliata contro: contro il suo colore, ma anche contro la sua compostezza, la sua preparazione, il suo impegno al servizio di una comunità che fa del rispetto dei diritti le fondamenta per presente e futuro. E anche contro una forza politica, un’area di pensiero per quanto scomposto e a volte contradditorio, che nel momento più travagliato e deludente della sua storia ha saputo cogliere in lei, scegliendola per il Parlamento e poi per il governo, il segno della responsabilità, della passione civile, il meglio di questa …

"Convenzione, non cambiamo la forma di governo", di Massimo Luciani

La questione, dunque, è ora quella della Convenzione per le riforme. È legittimo istituirla? Ed è opportuno? Di cosa si dovrebbe occupare? E chi dovrebbe guidarla? Sia l’opportunità che la legittimità sono discusse. Si dice che la Costituzione prevede già uno specifico procedimento di revisione e che il Parlamento ha dimostrato (modificando, ad esempio, il titolo V e la disciplina del bilancio) che si tratta di un procedimento funzionante, che non paralizza le trasformazioni costituzionali. Non solo. Si aggiunge che quel procedimento, essendo una garanzia della Costituzione, non potrebbe essere derogato senza mettere in discussione proprio il sistema delle garanzie, sicché sarebbe illegittimo disegnare un percorso ad hoc, da usare soltanto stavolta. Non sono obiezioni di poco conto, ma non possono essere accolte acriticamente. Partiamo da una constatazione. La Costituzione repubblicana, sino ad oggi, non è stata oggetto di modificazioni particolarmente felici. La legge costituzionale che ha completamente riscritto i rapporti fra Stato, Regioni ed enti locali non è un esempio di sapienza. E la recente riforma della disciplina di bilancio, sebbene sia, fortunatamente, molto …

"Tagli Stipendi statali scontro sul blocco anche per il 2014", di Diodato Pirone

È giusto che i dipendenti pubblici, le cui busta paga sono bloccate dal 2010 a tutto il 2013, non ricevano aumenti anche per il 2014? È questa una delle domande più importanti alle quali il governo Letta dovrà rispondere nelle prossime settimane. Già perché i sindacati, sfruttando uno spiraglio lasciato aperto dalla lunga fase di passaggio fra il vecchio e il nuovo esecutivo, hanno tutta l’intenzione di passare all’offensiva. Con una piattaforma semplicissima: dopo una quaresima di quattro anni – durante i quali l’inflazione ha fatto scendere di fatto gli stipendi almeno del 7/8% pari in media a 150 euro al mese – non è un sacrilegio tornare a parlare di aumenti. Ma per capire bene cosa bolle in pentola sul fronte delle buste paga degli statali bisogna fare un passo indietro. Durante una delle manovre della terribile estate del 2011, il governo Berlusconi confermò il congelamento fino a tutto il 2013 degli stipendi del pubblico impiego. Una tagliola micidiale. Che, assieme al blocco delle assunzioni, ha portato a un crollo fortissimo della spesa per …

"Più investimenti per scuola e università, ma con quali risorse?", di R.P. da La Tecnica della Scuola

Tutti chiedono al neo-ministro un maggiore impegno e più risorse per la scuola. La Flc-Cgil quantifica: ci vogliono almeno 4 miliardi all’anno. Ma il DEF parla di una riduzione della spesa per l’istruzione che dovrà passare dal 4% del PIL (2010) al 3,6% (2015). Come accade ad ogni cambio di ministro, anche questa volta gli appelli per chiedere la soluzione dei molteplici problemi di cui soffre la scuola italiana si sprecano. L’Anief ha già detto che precariato, organico funzionale e ampliamento del tempo sono le priorità. La valorizzazione della professionalità del personale scolastico rappresenta per Snals e Cisl-Scuola il punto da cui ripartire, mentre Flc-Cgil fa un conto preciso e chiede un investimento di “4 miliardi annui per allineare la spesa per istruzione e ricerca alla media europea”. “Le nostre priorità – dichiara Mimmo Pantaleo, segretario nazionale – sono più occupazione, superamento della precarietà, investimenti in infrastrutture, rinnovo del contratto nazionale”. Senza dimenticare l’obbligo di istruzione a 18 anni e la cancellazione delle norme sulla contrattazione decentrata introdotte a suo tempo dal ministro Renato Brunetta. …

"Scuole materne, posti solo per la metà delle domande", di Alessia Camplone

Si fa la fila persino per entrare nella scuola d’infanzia, la cosiddetta “materna”. E che fila: le liste d’attesa preparate dai Comuni arrivano anche al doppio delle richieste rispetto ai posti disponibili nella scuola pubblica. Roma viaggia sopra le ventimila richieste l’anno, con 11mila famiglie che non sanno se il loro bambino troverà posto. È vero che ci sono genitori che per sentirsi sicuri iscrivono i figli in più scuole, ma per molti non ci sarà nulla da fare: l’anno scorso furono respinte quasi diecimila domande. E con tutta la buona volontà non è bastato aprire 14 asili-nido in più per fronteggiare il fenomeno. Le domande nella Capitale in un anno sono aumentate di mille. Ma la crescita è in tutta Italia: già l’anno scorso l’aumento degli iscritti è stato di 3.146 alunni. Numeri che a livello nazionale sembrano piccoli, ma in tempi di crescita-zero significativi. Al Comune di Milano le iscrizioni alla materna sono state chiuse il 26 aprile. L’amministrazione sta elaborando i dati. Ma intanto il 24 gennaio sono stati stanziati 550mila euro …