Giorno: 5 ottobre 2013

“Fine corsa”, di Massimo Giannini

Non c’è una ragione al mondo, se non il sonno della ragione stessa che ormai acceca il Cavaliere, per definire il voto della Giunta del Senato «un colpo al cuore della democrazia ». La decadenza di Silvio Berlusconi, decisa a maggioranza a Palazzo Madama, è l’esatto contrario: l’affermazione di un principio che fa vivere la democrazia. L’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, come ricorda la nostra Costituzione. Il rispetto di una sentenza definitiva di cui non si deve solo «prendere atto», ma che si deve soprattutto «applicare», come ricorda il capo dello Stato nella sua nota del 13 agosto. È vero: quello della Giunta è un voto annunciato. Ma non perché questo organismo istituzionale, come recitano le bugiarde geremiadi berlusconiane, sia stato proditoriamente trasformato in un «plotone d’esecuzione », o sia stato inopinatamente animato dal «fumo» della persecuzione. È UN voto annunciato perché così prescrive una legge dello Stato, approvata con il solenne consenso del Pdl durante il governo Monti, e considerata a tutti gli effetti «perfettamente costituzionale» dalla sua stessa firmataria, …

“La strage delle mamme: salve solo in sei”, di Manuela Modica

Una strage di donne. Dei 155 superstiti 145 sono uomini. E i quattro bambini superstiti tutti sono maschi: sono solo sei le donne sopravvissute alla strage di Lampedusa di giovedì notte. Una disparità che sgomenta e che potrebbe divaricarsi ancora, dato che i sub scesi a perlustrare il relitto e il fondo del mare dicono di aver visto i cadaveri in faccia (senza poterli recuperare per le difficoltà create dal mare) e per quanto intuito raccontano di aver visto soprattutto donne e ragazzi. Un inventario che fa il paio con quello dei primi superstiti portati in salvo dal gruppo di diportisti lampedusani. Erano tutti uomini i primi saliti sulla barca. «Ci hanno spiegato che le donne erano rimaste al largo con i bambini», racconta Grazia Migliosini che con 7 amici ha tratto in salvo 47 persone. Al largo con i più piccoli, mentre gli uomini nuotavano verso la costa a chiamare aiuto. Così, per cercare di custodire dalla paura i propri figli, le donne avrebbero atteso la morte. Ma ci sarebbe una spiegazione anche nella …

“Risvegliare le coscienze”, di Don Luigi Ciotti

Oggi è il giorno della corresponsabilità. Una corresponsabilità che è innanzitutto serio ascolto delle coscienze, riconoscimento delle nostre omissioni e delle nostre stanche parole. Corresponsabilità che è impegno quotidiano, personale messa in gioco. Non indignazione saltuaria, non dolore a tragedia avvenuta. Le morti di Lampedusa non possono essere considerate una fatalità, come non possono essere quelle delle oltre 19.000 persone che, dal 1988 a oggi, dopo aver patito fame, guerre e violenze, hanno cercato di raggiungere un’Europa sognata come terra promessa e scoperta come fortezza, spazio chiuso e ostile. Cosa chiedevano in fondo quelle persone? Di essere viste. E di vedere nello sguardo dell’altro il riflesso della propria dignità. A ucciderle sono state allora leggi costruite per renderci ciechi e insensibili. Leggi che parlano di «flussi» invece che di persone, che alimentano paure invece di costruire speranze. Leggi che hanno favorito indirettamente i traffici, le forme di sfruttamento e di violenza. Leggi, infine, a cui non basta più rimediare con la solidarietà, col cuore generoso di chi accoglie nella quotidianetà o si prodiga nei soccorsi …

“Crimi e misfatti”, di Massimo Gramellini

Una battuta da terza elementare del cittadino Vito Crimi sulla tenuta intestinale e prostatica del Cavaliere, digitata con ilari polpastrelli sul telefonino durante i lavori della Giunta impegnata a sancirne la decadenza da senatore, ha offerto il destro a don Schifani per chiedere (invano) il rinvio della votazione. Se applicassimo agli strateghi Cinquestelle la dietrologia che essi riservano al resto del mondo, dovremmo dedurre che Crimi l’abbia fatto apposta. Qualora al voto della Giunta seguisse quello dell’aula, sarebbe più difficile per Grillo continuare a predicare l’omogeneità fra Pidielle e Pidimenoelle. Qualsiasi mossa di disturbo, anche la più becera (Berlusconi, alla prostata, ha avuto un cancro), può dunque servire a ritardare quel passaggio politico fondamentale. Poiché la dietrologia è meglio lasciarla dentro i romanzi di Dan Brown, per la regressione infantile di Crimi si è propensi a cercare una spiegazione scientifica. Qualche virus di origine misteriosa aleggerebbe nei saloni del potere, attaccandosi alle pareti vellutate, da dove rilascerebbe i suoi miasmi ottundenti. Un libero cittadino piomba a Palazzo sulle ali dell’indignazione popolare, armato soltanto di sacro …

“Le nostre responsabilità”, di Roberto Toscano

Ieri è stata la giornata del dolore e della vergogna, e forse avrebbe dovuto essere anche quella del silenzio della umana pietas. Da oggi siamo chiamati, tutti, a trasformare la nostra attonita pietà in una presa di coscienza attiva delle nostre responsabilità. Il realismo che ci dice che l’ecatombe di Lampedusa è stata prodotta da un sistema non solo immorale, ma anche irrazionale e insostenibile. Come si fa infatti a pensare che il mondo possa procedere senza crescenti disastri, atrocità e violenze se non verranno corrette le contraddizioni e le disarmonie che sempre più lo caratterizzano? Vi è chi cerca di essere ottimista e sottolinea che, ad esempio, la povertà assoluta interessa oggi uno su cinque abitanti del mondo, mentre nel 1980 ne colpiva uno su due. Vero, ma le migrazioni dei disperati – se pensiamo al solo fattore economico – non sono direttamente proporzionali alla povertà assoluta, quanto piuttosto alla disuguaglianza. E la disuguaglianza, pure laddove si registra una crescita del Pil e un aumento delle aspettative di vita, non è in diminuzione, bensì …

“L’assalto alla Rai dalla fiction al reality”, di Giovanni Valentini

Il risparmio costa sudore e nessuno ti regala nulla: si deve cambiare il modello culturale propagandato anche dalla tv pubblica in trasmissioni come quella dei pacchi. (da “Cleptocrazia” di Elio Lannutti — Imprimatur editore, 2013 — pag. 140). Con l’irruzione di Beppe Grillo e di un gruppo dei suoi parlamentari nel quartier generale della Rai, in viale Mazzini a Roma, l’assalto della politica al servizio pubblico è passato dalla fiction al reality. L’occupazione dell’azienda radiotelevisiva di Stato, perpetrata finora dalla partitocrazia all’insegna della lottizzazione e poi completata “manu militari” sotto il berlusconismo, s’è materializzata per la prima volta nella minacciosa invasione dei Cinquestelle che sono saliti fino al settimo piano, quello della direzione generale, irrompendo nelle stanze dei funzionari, interrogando i dirigenti e rivendicando perfino un presunto “diritto di ispezione”. Fortunatamente, l’episodio s’è risolto senza conseguenze. Ma, stando alle testimonianze dei presenti, l’irruzione avrebbe potuto anche degenerare in un incidente. Il direttore generale, Luigi Gubitosi, insediato da appena un anno, ha ricevuto Grillo e il presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza, Roberto Fico, ascoltando le …

“Gli invisibili e gli assenti”, di Gabriele Romagnoli

All’indomani del naufragio al largo dell’Isola di Lampedusa le fotografie dei sopravvissuti giungono su questo tavolo. La finalità è sottoporle a un esame, paradossalmente definibile autoptico, dei volti e delle espressioni, corroborato dalle dichiarazioni rilasciate da due degli effigiati. Le immagini stesse non sono pubblicabili “in chiaro”, in ossequio a una comprensibile richiesta dell’Onu di non mettere a repentaglio le già tormentate vite dei familiari rimasti nei Paesi d’origine. Occorrerà pertanto al lettore fare uno sforzo per visualizzare le suggestioni dello scrivente. Le cui impressioni sono anzitutto basate su numeri. I superstiti parlano di un carico di 500 vite umane. L’album fotografico si ferma a quota 153. La sottrazione è la cifra del massacro. La sua evidenza è data dall’assenza. Che ha natura sia quantitativa che qualitativa. Emerge nell’impatto visivo la sparuta presenza femminile. A un più attento esame la conta si ferma a 5 visi di donna su 153, corrispondenti ai numeri 42, 107, 108, 132, 149. La prima comunica smarrimento, la bocca semiaperta, lo sguardo vacuo, fisso su qualcosa che non c’è più. …