Giorno: 13 ottobre 2013

“Ma lo streaming ora serve davvero”, di Paolo Beltramin

Ma lo streaming ora serve davvero Scrive Beppe Grillo che l’abolizione del reato di clandestinità, proposta da «due portavoce senatori», non s’ha da fare perché non era «nel programma votato da 8 milioni e mezzo di elettori». Poi aggiunge una «precisazione sul metodo M5S»: si scopre che un «portavoce senatore» ha sì il diritto di proporre nuove leggi, ma queste al massimo verranno inserite nel programma «che sarà sottoposto agli elettori nella successiva consultazione elettorale» (attualmente prevista nel 2018). Nel frattempo, vale il programma presentato nella campagna 2013, quella in cui Grillo e i suoi, girando per l’Italia, promettevano di trasmettere in streaming ogni assemblea, dal Parlamento ai consigli comunali, perché la politica va fatta davanti ai cittadini, non alle loro spalle. Finora, il buon proposito è stato seguito dai 5 Stelle in modo ondivago: in diretta video il (non) dialogo di Crimi e Lombardi con Bersani e Letta; a porte chiuse molte battaglie interne su nomine, espulsioni e note spese. Adesso Grillo ha fatto sapere che la prossima settimana scenderà a Roma per confrontarsi …

“L’alfabeto perduto dell’Italia: una educazione per gli adulti”, di Benedetto Vertecchi

Trascorso oltre un quarto di secolo da quando Allan Bloom, in un libro che suscitò un enorme scalpore, affermò che era in atto un’enorme regressione nel possesso di competenze alfabetiche, la cui conseguenza era che decine di milioni di americani, malgrado avessero fruito mediamente di nove anni di educazione scolastica, era incapace di comprendere un semplice messaggio scritto. Per porre fine alle polemiche seguite alla pubblicazione del libro, importanti organizzazioni di ricerca, degli Usa e del Canada, decisero di rilevare i dati direttamente su un campione della popolazione: il risultato fu che il quadro era ancora peggiore di quello che Bloom aveva ipotizzato. L’allarme derivante da quelle prime rilevazioni fu tale che l’Ocse (l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) decise di proseguire nella misurazione delle competenze alfabetiche degli adulti in età compresa tra i 16 e i 65 anni. Quell’iniziativa ebbe in- dubbiamente il merito di diffondere la consapevolezza circa i fenomeni involutivi che stavano interessando la cultura delle popolazioni, ma anche il limite di collegare troppo strettamente il possesso di competenze alfabetiche …

“Emergenza alfabetica”, di Maurizio Tiriticco

La recente pubblicazione del rapporto OCSE PIAAC, realizzato in Italia dall’ISFOL circa i livelli di alfabetizzazione della popolazione del nostro Paese – gli adulti tra i 16 e i 65 anni, tra cui anche i laureati – mi ha veramente preoccupato. Occupiamo soltanto il 23esimo posto!!! E menomale che la ricerca ha riguardato solo 26 Paesi e non tutti i 34 che fanno parte dell’Ocse! Altrimenti, dove ci saremmo collocati? E’ anche vero che nel nostro Paese, in fatto di scuola, non si investe come si dovrebbe. Ci troviamo al penultimo posto (31esimo su 32 paesi) per la spesa destinata all’istruzione con il 9% del totale degli investimenti pubblici, contro una media Ocse del 13%. L’allarme è alto! Ed per questo che ieri ho scritto una preoccupata lettera a Tullio De Mauro che trascrivo: “Caro Tullio! A volte ho paura di vedere nero perché i vecchi sono sempre laudatores temporis acti, ma non è così! Proprio in coincidenza con la Giornata mondiale dell’insegnante l’Ocse pubblica quei dati disastrosi relativi alla nostra montante incompetenza alfabetica. Ho …

“L’Ospedale, che bellezza!”, di Luca Molinari

Appartengo a una generazione che è stata pericolosamente educata all’happy end. Mi si dirà che non sono i tempi giusti per un atteggiamento di questo tipo, ma oggi credo sia significativo guardare a questa bella storia d’architettura da questo punto di vista. Poche settimane fa l’Aga Khan Award for Architecture, una sorta di corrispettivo del Pritzker Price per il mondo islamico, ma con una cadenza triennale e una forte prospettiva sociale concentrata sull’opera piuttosto che sull’architetto, ha indicato le cinque opere meritevoli del prestigioso premio. Tra queste c’è il Centro di Cardiochirurgia Salam di Emergency a Khartoum disegnato dallo studio veneziano Tamassociati. Questa è l’ultima di una lunga serie di belle notizie che hanno accompagnato l’opera e che comincia con l’inaugurazione nel 2007 del l’incredibile, piccolo, edificio sorto al l’estrema periferia della capitale sudanese tra il deserto e il Nilo Bianco, e diventato il più importante centro di cardiochirurgia di tutta l’Africa Equatoriale, con un bacino d’utenza di almeno 300 milioni di abitanti. In questi anni l’ospedale ha accolto e curato, gratuitamente, pazienti da 23 …

“La memoria non si cancella”, di Vittorio Emiliani

I grandi maestri latini ci hanno insegnato a «non infierire sui morti» e noi non lo faremo neppure su Erich Priebke spentosi centenario nel suo letto senz’ombra di pentimento per il ruolo criminale avuto nel massacro delle Fosse Ardeatine. Nemmeno un sussulto critico sugli orrori del nazismo. La morale laica e quella cristiana ci dettano il rispetto per ogni persona umana. Anche per quelle che, come Priebke, si sono comportate con una ferocia che ha rari riscontri nella storia, partecipando in modo diretto a radunare centinaia di ostaggi e a sopprimerli barbaramente. Il rispetto umano, certo. Ma non pietà, perché, come dice la canzone partigiana scritta dal comandante «Nuto» (Nuto Revelli): «Tedeschi e fascisti, fuori d’Italia! / Gridiamo a tutta forza. Pietà l’è morta!». Non pietà, né funerali pubblici (giusto il no dello stesso Vicariato) che possano consentire anche la minima manifestazione apologetica nella Roma della eroica resistenza di Porta San Paolo, della razzia del ghetto (e il 16 ottobre è qui), delle tante deportazioni senza ritorno, del carcere di via Tasso, nella Roma che …

“Migranti, la svolta di Letta: missione militare umanitaria”, di Ninni Andriolo

L’Italia non attende l’Europa. Pretende che l’Unione faccia la propria parte per bloccare la strage continua che insanguina il Mediterraneo ma intanto anticipa i tempi. «Da lunedì metteremo in campo una missione militare-umanitaria» annuncia Enrico Letta ospite assieme a Martin Schulz della edizione veneziana de La Repubblica delle idee. Navi e aerei italiani quindi, e per «rendere il nostro mare più sicuro possibile nella parte in cui in questi giorni è diventato una tomba». Almeno sulla carta la filosofia dell’intervento che illustra il presidente del Consiglio è opposta alla politica dei respingimenti che animò i governi Pdl-Lega. L’obiettivo della missione è quello di «soccorrere, aiutare, evitare nuove tragedie», non certo – spiegano dal governo – «quello di utilizzare la forza contro centinaia di disperati che fuggono dal- la guerra e dalla miseria». Serviranno «molti soldi» per «mettere in campo tre volte le navi che ci sono adesso e le unità aeree», ammette il premier. Ma l’Italia affronterà subito l’emergenza senza – per questo – rinunciare a battere i pugni per ricordare a Bruxelles che le …

“Per vincere serve un partito”, di Claudio Sardo

Il congresso del Pd è cominciato. Deve dare all’Italia un progetto di cambiamento e legittimare una nuova classe dirigente. Si tratta di una responsabilità nazionale, non inferiore a quella che il Pd ha assunto mettendosi alla guida del governo di «necessità». Senza questa prospettiva, senza visione del futuro, l’orizzonte stesso del governo si accorcerebbe. Le larghe intese sono la febbre, non certo la normalità del sistema democratico. Oggi servono per porre le basi – istituzionali e sociali – del cambiamento di domani: in un sistema al collasso non possiamo permetterci che anche le prossime elezioni siano nulle. L’obiettivo di vincere le elezioni – obiettivo da porre fin d’ora – è dunque un proposito sano. Che di per sé non si contrappone alla battaglia necessaria nel governo Letta affinché si raggiungano risultati in termini di ripresa economica, di equità sociale, di riforme elettorali e istituzionali. E proporsi di vincere le elezioni per il Pd – che non le ha mai vinte, ed è erede di un centrosinistra che nell’ultimo ventennio non ha mai vinto davvero neppure …