Giorno: 1 ottobre 2013

Cav: «Ecco perché lascio Napolitano e Letta inaffidabili», da unita.it

«Ho scelto la via del ritorno al giudizio del popolo non per i ‘miei guai giudiziari’ ma perché si è nettamente evidenziata la realtà di un governo radicalmente ostile al suo stesso compagno di cosiddette ‘larghe intese’». Silvio Berlusconi ufficializza così, in una lettera al settimanale ‘Tempi’ che sarà in edicola il 3 ottobre, il suo addio al governo. PARTNER INAFFIDABILI «Come può essere affidabile – si chiede Berlusconi – chi non riesce a garantire l`agibilità politica neanche al proprio fondamentale partner di governo e lascia che si proceda al suo assassinio politico per via giudiziaria?», attacca Berlusconi riferendosi a capo dello Stato e presidente del Consiglio. PD IRRESPONSABILE, COMPRESO RENZI «Il Pd (compreso Matteo Renzi) ha tenuto un atteggiamento irresponsabile soffiando sul fuoco senza dare alcuna prospettiva politica: pur comprendendo tutti i rischi che mi assumo, ho scelto di porre un termine al governo». GIUDICI POLITICIZZATI Nonostante la disponibilità del Pdl a garantire la sopravvivenza di governo guidati da personalità estranee «i settori politicizzati della magistratura sono pervenuti a un`incredibile, ingiusta perché infondata, condanna …

“I moderati immaginari”, di Massimo Adinolfi

Enrico Letta ha detto in tv che quel che ci vuole è un «fatto politico». Quel fatto è descritto con sufficiente precisione da Ferruccio De Bortoli, sul Corriere della Sera di ieri: la formazione, in occasione del dibattito sulla fiducia che si aprirà domani, di «un’area moderata, che ha a cuore famiglie e imprese, ispirata ai valori liberali del Partito popolare europeo». Un centrodestra moderato ed europeista che dovrebbe dar mostra di esistere. Ma anche di dare appoggio al tentativo di Letta di proseguire nell’azione di go- verno, nonostante la disperata spallata berlusconiana. Un fatto politico: non una fuga alla spicciolata, un manipolo di dissidenti, un disinvolto congedo dal Cavaliere e dal suo destino, ma un’assunzione di responsabilità verso il Paese, la presa di distanza dalla deriva estremistica della neonata Forza Italia e, per questa via, la costruzione di quella casa dei moderati che non ha mai potuto prendere forma sotto la leadership berlusconiana. Va da sé che in queste ore pronostici ed auspici si inseguono, anche perché, come dicevano i Latini, factum infectum fieri …

“La regia delle ‘ndrine sui flussi dei clandestini”, di Roberto Galullo

In barca a vela, peschereccio o carretta dei mari, in appena 18 giorni – dal 29 luglio al 15 agosto – sulle coste calabresi sono approdati 410 migranti. Un ritmo vertiginoso – 22 clandestini al giorno – che questa estate non si è fermato neppure lungo le coste siciliane o pugliesi. Soltanto negli ultimi cinque giorni, forse gli ultimi utili prima che il mare diventi impossibile da solcare, in Calabria e Sicilia sono sbarcate almeno 600 persone. Ieri una nuova tragedia: 13 immigrati morti annegati sulla spiaggia di Sampieri a Scicli (Ragusa) durante lo sbarco. Stavano cercando di raggiungere a nuoto la riva, dopo essere stati costretti, a furia di bastonate, a lanciarsi in acqua da un barcone che si era arenato. Il naufragio è avvenuto nella stessa zona dove il 18 novembre 2005 morirono altri 25 migranti nel corso di un altro, tragico sbarco. Tour della disperazione e della speranza (per chi cerca scampo fuori da nazioni massacrate da guerre e fame) ma purtroppo, al tempo stesso, in Calabria, “carichi” umani di braccia e …

“Dal caos alla follia così ci vede il mondo”, di Beppe Severgnini

Occorre spettacolare incoscienza, e notevole miopia, per non vedere le conseguenze di una crisi di governo. Con i conti pubblici in affanno, alla vigilia della legge di bilancio, con un elettorato spaccato in tre e senza una legge elettorale che garantisca un vincitore, chi correrebbe un rischio del genere? La risposta la conosciamo. La conosce anche l’opinione pubblica internazionale, e aspetta di vedere come va a finire. Ma non ha né molto tempo né grande pazienza, stavolta. Enrico Letta era appena stato a Londra e New York, cercando di spiegare e rassicurare. Quello che è accaduto durante il fine settimana è, per lui e per noi tutti, umiliante e grottesco. Ai nostri rappresentanti, che domani decideranno del futuro del governo, possiamo solo chiedere d’essere responsabili, per una volta. Ma a chi ci guarda da lontano dobbiamo dire qualcosa di più, e dare un motivo di speranza. Certo, non è facile essere ottimisti davanti a un fuoco di sbarramento di titoli dove, senza distinzioni di latitudine, si ripetono gli stessi vocaboli: precipizio, collasso, scacco, caos, follia. …

Ghizzoni e Vaccari “L’agenzia delle Entrate rimanga a Mirandola”

Testo dell’interrogazione Al Ministro dell’economia e delle finanze – Per sapere Premesso che: In applicazione delle ormai note norme della c.d. spending review, con le quali è stato predisposto un piano di revisione dell’assetto organizzativo degli uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate, il 30 settembre è prevista la chiusura definitiva dell’ufficio Territoriale di Mirandola; l’ufficio Territoriale di Mirandola è il riferimento per un bacino d’utenza esteso: ad esso, infatti, si rivolgono non solo i “contribuenti” residenti dei 9 comuni dell’area nord modenese (Camposanto, Cavezzo, Concordia, Finale Emilia, Medolla, Mirandola, San Felice Sul Panaro, San Prospero, San Possidonio), ma anche i residenti dei confinanti o vicini comuni della provincia di Mantova che, tradizionalmente, gravitano su Mirandola per i servizi erogati e per la presenza delle scuole medie superiori; recenti dati dimostrano che l’ufficio Territoriale di Mirandola ha svolto una mole di lavoro considerevole: nel 2011 le pratiche relative agli atti privati sono state più di tremila; la chiusura di tale servizio penalizzerà pertanto i cittadini dell’area nord modenese, che da oltre un anno e mezzo affrontano peraltro …

“Allarme crisi, sindacati contro”, di Alessandra Ricciardi

I sindacati hanno ben chiari i rischi di una crisi. A partire da quell’ipotesi, che diventa sempre meno remota, di una legge di stabilità scritta dalla cosiddetta Trojka (Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale e Unione Europea), e che non sarebbe assai diversa da una manovra messa a punto esclusivamente da un soggetto ragionieristico (ministero dell’economia) e non anche politico: tagli lineari alla spesa dello stato, con una riduzione degli stipendi dei dipendenti pubblici, se non addirittura (come del resto già avvenuto in Grecia) un licenziamento delle unità ritenute in esubero, dalla sanità alla scuola. É questo uno degli scenari più inquietanti che sta dietro la porta della crisi politica che nei prossimi giorni dovrà essere definita nei suoi contorni e nei suoi sbocchi con il ritorno in parlamento del premier Enrico Letta. Ieri i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, rispettivamente Susanna Camusso, Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti, hanno annunciato la mobilitazione e sottoscritto un documento a sostegno della governabilità del paese. Per spiegare le loro ragioni si preparano volantinaggi nei supermercati e assemblee …

“Il coraggio di salvare la faccia”, di Michele Brambilla

Da quel che se ne sa, l’incontro di ieri pomeriggio fra Berlusconi e i gruppi parlamentari del Pdl è stato più simile a un Politburo che all’assemblea di un partito che vive in una democrazia. Il capo ha parlato permettendo agli altri una cosa sola: di ascoltare. Le domande non erano permesse, le obiezioni men che meno. A Cicchitto che avrebbe chiesto la parola, pare che Berlusconi abbia risposto che se ci si mette tutti a discutere, non si finisce più; e quindi se l’ex capogruppo alla Camera ha qualcosa da dirgli, fa meglio a dirglielo in amicizia, durante una cena, davanti a un buon bicchiere di vino. Alla fine, Berlusconi ha assicurato che con i ministri e i perplessi del partito «è tutto chiarito». Non sappiamo se sia vero, e se il dissenso sia rientrato a tempo di record. Pare che, in realtà, i contrari alla crisi siano ancora più contrari di prima, per non dire furenti per il trattamento da scolaretti che è stato loro impartito. Bisogna vedere, però, fin dove avranno il …