Giorno: 16 ottobre 2013

“Pubblico impiego, i conti non tornano”, di Massimo Franchi

Il blocco contrattuale lo avevano già messo in conto, come accade ormai dal lontanissimo 2009. Da cinque anni gli stipendi dei 2,8 milioni di dipendenti pubblici (ben 390mila in meno negli ultimi 10 anni) non aumentano. Nel 2014 però la contrattazione, almeno sulla parte normativa (e non economica), come promesso dal ministro D’Alia, doveva ripartire e, come previsto dalla legge, scatterebbe la cosiddetta «indennità di vacanza contrattuale». Ora la legge di Stabilità dovrebbe mettere mano anche a questa piccola consolazione che permetterebbe agli statali di trovarsi in busta paga una parte (30 per cento dopo tre mesi, 50 per cento dopo sei mesi) del tasso di inflazione programmata che comunque eroderà i loro salari reali. Il governo ha deciso di inserire un tetto a questa indennità, facendo risparmiare 440 milioni nel solo 2014. Ad incidere sulla busta paga poi arriverà anche il taglio degli straordinari del personale delle amministrazioni statali per una quota del 10 per cento che cala al 5 per cento per i comparti sicurezza e difesa (militari, polizia e vigili del fuoco). …

“Compirebbe settant’anni oggi. La vita mai iniziata del bimbo senza nome”, di Gian Antonio Stella

Compirebbe settant’anni oggi, il «bambino senza nome». Era il più piccolo degli ebrei romani rastrellati nella retata del 16 ottobre del 1943. E morì senza neppure essere registrato. Che senso aveva, nell’ottica degli assassini nazisti, registrare un essere insignificante? Sua mamma si chiamava Marcella Perugia, aveva 23 anni, era sposata con Cesare Di Veroli, che quel giorno maledetto scampò fortuitamente alla «grande razzia» e ne avrebbe portato il peso per tutta la vita. La ragazza, raccontano ne «Il futuro spezzato: i nazisti contro i bambini» Lidia Beccaria Rofi e Bruno Maida, avvertì le prime doglie la sera del 15 ottobre, poche ore prima della retata al ghetto. Era un venerdì. «Arrestata e rinchiusa con gli altri deportati al Collegio militare di via della Lungara, fra il Tevere e i piedi del Gianicolo, i tedeschi consentono a convocare un medico italiano che, appena giunge, afferma che il parto si presenta difficile e bisogna ricoverare la giovane sposa in ospedale. Il permesso viene negato e nella notte tra sabato 16 e domenica 17, Marcella Perugia in Di …

“Per salvare la Costituzione”, di Marco Olivetti

«Al procedere delle riforme io ho legato il mio impegno all’atto di una non ricercata rielezione a presidente. Impegno che porterò avanti finché sarò in grado di reggerlo e a quel fine». Queste parole – pronunciate ieri dal presidente della Repubblica – hanno ricordato la necessità che siano realizzate, fra l’altro, le riforme «politiche e istituzionali da tempo riconosciute necessarie», le quali includono la riforma elettorale e la revisione della seconda parte della Costituzione. Esse, ovviamente, sollevano un interrogativo: può il «tutore della Costituzione» pronunciarsi in favore delle riforme costituzionali? A questa domanda è possibile rispondere non solo ricordando che la stessa Costituzione prevede la possibilità della sua riforma e che i Padri costituenti non aspiravano certo a produrre un te- sto immodificabile e sottratto al decorso del tempo. Ma occorre soprattutto muovere da una distinzione di fondo fra la Costituzione cui Giorgio Napolitano ha giurato fedeltà e di cui è il garante e le singole disposizioni costituzionali che la compongono. Certo, ciascuna di queste è valida ed efficace sino a quando non venga modificata, …

Errani: “Ci hanno ascoltato. Quelle sforbiciate erano insostenibili”, di Francesca Schianchi

«Sono state accolte le nostre motivazioni, è stato capito quanto sono fondate». Non ci saranno i temuti 2,6 miliardi di tagli alla sanità di cui si era vociferato: il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, risponde al telefono contento dalla buona notizia, che «ci consente di sperare per il futuro». Se l`aspettava, presidente? «Diciamo che erano giorni che ci lavoravo… Il fatto è che si parte da due elementi oggettivi. Il primo è che l`Italia, come dice l`Ocse, con una alta o medio-alta qualità del sistema sanitario, è quella che spende meno, è agli ultimi posti dei Paesi Ocse come spesa». Il secondo elemento oggettivo? «Come certificano la Corte dei conti e la Ragioneria dello Stato, in questi ultimi armi la sanità è stata il comparto che ha ridotto il tendenziale in maniera più significativa: oltre trenta miliardi. Abbiamo spiegato che non ci sono le condizioni per ulteriori tagli». E il governo vi ha dato ascolto… «Certo, questo risultato è frutto di un lavoro positivo di ascolto». Ora si tratta di lavorare al Patto …

“Chi insegna agli insegnanti”, di Massimo Razzi

Solo uno studente italiano su tre (32%) sa che esistono dei programmi di studio all’estero ai quali si può partecipare individualmente e solo il 53% delle scuole italiane aderisce a un progetto internazionale. La percentuale di scuole coinvolte è decisamente più alta negli altri Paesi europei: 97% Germania, 89% Spagna, 88% Polonia, 81% Francia, 79% Svezia. E la conoscenza dei programmi da parte degli studenti è più radicata in Germania (59%), Svezia (57%), Spagna (54%) e Francia (42%). È il quadro (piuttosto preoccupante) che emerge dal rapporto elaborato dall’Osservatorio nazionale dell’internazionalizzazione delle scuole e la mobilità studentesca della Fondazione Intercultura e promosso dalla Fondazione Telecom. In sintesi, per il quinto anno consecutivo, le due fondazioni hanno tastato il polso al mondo della scuola per verificare se e come, nell’istituzione scolastica italiana, il concetto di internazionalizzazione prende piede. Se, cioè, insegnanti, studenti e scuole dedicano sufficiente tempo e interesse alla promozione e realizzazione di programmi di mobilità individuale. Per avere un metro di paragone, Intercultura e Telecom hanno affidato a Ipsos il compito di analizzare la …

“Sopravvissuto all’inferno Alberto Mieli aveva solo 17 anni nel 1943”, di Stefania Miccolis

Alberto Mieli aveva diciassette anni nel 1943 e viveva con la famiglia nelle case popolari della Garbatella Ricorda che quel 16 ottobre vennero avvisati e scapparono a nascondersi in una casa dietro il Ministero di Grazia e giustizia. «Ci avvisarono che stavano facendo rastrellamenti al ghetto. Credevamo prendessero solo gli uomini per mandarli a lavorare, invece purtroppo presero bambini, donne incinta, vecchi e malati; 1200 persone. In giro per la città c’erano dei delatori, per tremila lire vendevano la vita di un uomo. Ma non posso dire ci fosse antisemitismo a Roma, tanto è vero che dei miei familiari sono stato preso solo io. I miei fratelli, eravamo in otto, sono stati accolti ciascuno da una famiglia della Garbatella, ci fu una grande solidarietà, vennero trattati come figli». «Del 16 ottobre c’è poco da raccontare si commuove Alberto Mieli, ricordando quel giorno ed ha anche un tremolio mentre parla fecero trovare i camion fuori dalla piazza dove oggi c’è la scritta che ricorda il rastrellamento, e caricarono le persone». Non bastarono quei cinquanta chili d’oro …

“La lente dell’Europa sui conti pubblici”, di Federico Fubini

Se c’è una novità nell’ultimo vertice dell’Fmi, è in ciò che non è successo. Per la prima volta si è smesso di parlare ossessivamente dell’euro. Il contagio partito in Grecia nel 2010 non tiene più svegli la notte i mandarini delle diplomazie e delle banche centrali. Nei giorni della legge di stabilità, il governo rischierebbe però di trarre il segnale sbagliato se pensasse che anche l’Italia è uscita dai radar: l’esame che questa manovra sta per affrontare a Bruxelles potrebbe dimostrare l’opposto nel giro di sei settimane. Nessuno in realtà nella Commissione europea intende pronunciarsi a caldo sulle misure. Non è sorprendente, benché proprio la mezzanotte di ieri fosse la scadenza data al governo da Bruxelles per inviare il provvedimento. È tutto troppo «nuovo e delicato» per commentare, si spiega, sia a causa di fattori legati all’Italia in particolare che per il quadro complessivo dell’area euro. C’è il caso nazionale: visto da Bruxelles o da Berlino questo appare – a ragione o a torto – il solo paese in crisi a restare poco leggibile; Grecia, …