Giorno: 4 ottobre 2013

“Decreto cultura leva per la crescita”, di Antonello Cherchi

Il pacchetto cultura ha trovato la via d’uscita dal Parlamento. Ieri, infatti, la Camera ha approvato definitivamente il decreto legge 91/2013 (il cosiddetto «Valore cultura»), che rischiava – dati i tempi ravvicinati di decadenza, previsti per martedì prossimo – di rimanere invischiato nella crisi di Governo. Il collasso governativo, invece, non c’è stato e Montecitorio ieri ha potuto riprendere le fila del provvedimento e licenziarlo a tempi di record, il giorno dopo che la commissione Istruzione l’aveva inviato in aula. Giungono così al traguardo le misure per rilanciare Pompei, quelle per reclutare 500 giovani da destinare alla digitalizzazione del patrimonio, per distribuire nuove risorse per interventi di tutela e valorizzazione, per dare ossigeno al cinema e alla musica, per invertire la rotta dei bilanci in rosso delle fondazioni liriche, per agevolare gli aiuti privati in favore del “bello”. Insomma, una legge di ampio spettro che ha fatto dire al ministro dei Beni culturali, Massimo Bray, che in questo modo «la cultura torna a essere davvero al centro delle politiche di sviluppo», anche se la strada …

“I docenti italiani? Poco rispettati, ma il loro operato incide sugli alunni”, da La Tecnica della Scuola

Il dato emerge da un ampio studio del Global Teacher Status Index 2013, che è andato ad analizzare lo status degli insegnanti di 21 Paesi dove sono state interviste mille persone in ciascun territorio nazionale. La maggiore soggezione è per i prof che operano in Cina, Corea del Sud, Turchia, Egitto e Grecia. Però i nostri, dopo la Finlandia, sono quelli più influenti. Gli insegnanti italiani sarebbero poco rispettati dagli altri cittadini, tuttavia il loro operato rimane indubbiamente influente nella vita scolastica degli alunni. Il dato emerge da un ampio studio realizzato dal Global Teacher Status Index 2013 e pubblicato dalla Fondazione Varkey Gems (braccio filantropico non-profit di Gems Education, costituita per innalzare il livello d’istruzione dei bambini meno abbienti). L’indagine analizza lo status degli insegnanti di 21 Paesi e confronta su scala mondiale l’atteggiamento nei loro confronti attraverso sondaggi condotti intervistando mille persone in ciascun paese oggetto di studio: Brasile, Cina, Repubblica Ceca, Egitto, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Israele, Italia, Giappone, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Portogallo, Regno Unito, Turchia, Singapore, Corea del Sud, Spagna, …

«Dopo la fiducia all’Italia servono scelte radicali», di Bianca DI Giovanni

Con la fiducia al governo Letta è stato fatto un passo «ovviamente positivo». Ma non è affatto detto che sia sufficiente. «Per tornare a crescere servono scelte radicali: o Letta e Alfano riusciranno a farle, o sarà difficile per l’Italia uscire dalla crisi». Lucrezia Reichlin, docente alla London business school, ha osservato da lontano le ore più lunghe delle larghe intese italiane. Avrebbe dovuto parlare con l’Unità il giorno prima del voto di fiducia: quando tutto sembrava perduto. Poi il rinvio per un impegno e oggi, scenario molto diverso. Rassicurante, sì, ma anche impegnativo. O la politica esce fuori dal ritornello sulle tasse che l’ha ossessionata finora, e cambia agenda, oppure sarà difficile uscire dalla crisi italiana, argomenta l’economista. Ma per fare il salto serve una politi- ca forte, un nuovo «compromesso» con i cittadini: e non è affatto detto che ci sia. Come giudica questo passaggio? «Naturalmente è stato positivo. Minore incertezza politica costituisce una rassicurazione per i mercati e per chiunque non voglia ostacolare la ripresa. Tutta- via se non si fanno cose …

“Piombino vertenza italiana. Tutti difendono l’acciaieria”, di Silvia Gigli

La vertenza Piombino è la vertenza Italia. È da questo piccolo grande distretto siderurgico bagnato dal Tirreno e affacciato sull’isola d’Elba che può ripartire il futuro industriale italiano. Ne sono convinti i tre segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti che ieri hanno accompagnato la lunga marcia delle diecimila tute verdi delle acciaierie ex Lucchini che hanno sfilato insieme a centinaia e centinaia di colleghi dell’indotto e di Piombino e della Val di Cornia per chiedere che la città non chiuda, che l’acciaieria non muoia. Operai, studenti e commercianti sono scesi in piazza in una Piombino completamente chiusa dove tutti i negozi hanno aderito alla manifestazione con la serrata generale. FARE MURO È un grido di dolore ma anche di rabbia quello che sale alle labbra del sindaco della città livornese, Gianni Anselmi: «Da quando è svanito il sogno siderurgico di Piombino, viviamo una situazione drammatica. Stiamo attraversando una temperie durissima, per migliaia di famiglie. Oggi dobbiamo fare muro. I governi non devono solo risolvere i problemi di …

«Dobbiamo rivedere le leggi, sia in Italia che in Europa», di Rachele Gonnelli

Cecile Kyenge convoca i giornalisti nella sala monumentale di largo Chigi in tarda mattinata. Lo sguardo è serio come sempre solo gli occhi sono un po’ più grandi, lo sguardo fisso come schiacciato dal peso degli eventi mentre confessa di provare «un dolore molto forte per questi morti», «una tragedia immane che ci impone la necessità di affrontare in maniera radicale il tema dei migranti in fuga da situazioni di conflitto». Si associa alle parole del Capo dello Stato nel chiedere «maggiore intensità per dare impulso a nuove politiche che interrompano questa serie di tragedie». La sua richiesta appare però un po’ debole rispetto agli enunciati di partenza: chiede «fin da subito» un coordinamento interministeriale sotto l’egida della Presidenza del Consiglio per mettere in essere un piano comune di aiuto ai profughi e di sostegno alle comunità locali su cui al momento pesa l’onere più grosso dell’accoglienza e della solidarietà. Tutti intorno allo stesso tavolo, lei con i colleghi Alfano agli Interni, Mauro alla Difesa, Cancellieri alla Giustizia, Bonino agli Esteri. È cosciente di una …

Con il via libera al DL Cultura si chiude la stagione dei tagli lineari

Dalla Camera via libera al “Dl Valore Cultura”, per la tutela, la valorizzazione e il rilancio dei beni e delle attività culturali e del turismo. Particolare attenzione è stata posta per il sito archeologico di Pompei, il Museo degli Uffizi, le fondazioni lirico-sinfoniche, ma soprattutto si è puntato a considerare la cultura un valore aggiunto del Paese, per creare lavoro e per attrarre investimenti. ***** Grande soddisfazione è stata espressa dagli esponenti democratici, che hanno contribuito in larga parte alla definizione della nuova legge. Antonio Funiciello, responsabile Cultura e Comunicazione del PD ha definito l’approvazione del DL Cultura “una buona notizia per un settore che per troppi anni è stato, purtroppo, tra i maggiori protagonisti dei tagli ai fondi pubblici e di interventi legislativi disorganici e spesso dannosi. Oggi il settore sta un po’ meglio – ha sottolineato – grazie ad interventi che mettono in sicurezza diverse situazioni di reale emergenza e di grave criticità e che coinvolgono sia i beni culturali che lo spettacolo. Ma molto c’è ancora da fare – ha voluto ribadire …

Insegnare: missione “impossibile”?, di Antonio Valentino

Sui problemi dell’insegnare, affrontati da Massimo Recalcati su Repubblica – in un recente articolo che ha fatto molto discutere (ci ho dedicato anch’io alcune riflessioni cordialmente ‘polemiche’ proprio su ScuolaOggi) -, è da registrare un intervento del filosofo Pier Aldo Rovatti, sempre su Repubblica (sabato 28 settembre), che sviluppa considerazioni utili per superare ambiguità e contribuire a mettere meglio a fuoco alcuni aspetti del profilo docente . La considerazione centrale e più importante di Rovatti è che il rapporto tra insegnante e allievo non si può semplicemente “impacchettare nella parola ‘seduzione’”, come sembra fare Recalcati nel suo articolo. I ragionamenti di Rovatti sulla questione poggiano su tre idee importanti: per l’insegnante, la relazione e il sapere non possono mai essere separati (in altri termini: tra il sapere e la relazione c’è un circolo virtuoso che, se interrotto, mina la stessa ragion d’essere di una figura sociale come l’insegnante); quanto al sapere, la scuola va vista come “un apprendistato, un’educazione che insegni ad apprezzarlo in quanto tale” (quindi la scuola non sviluppa solo apprendimenti, ma educa …