Giorno: 23 ottobre 2013

“Grillo, dietro il Vaffa niente”, di Michele Di Salvo

“Siete pronti? l’evento a 5 stelle che tutti aspettavamo è arrivato!#oltrev3day. Sembra uno spot anni ottanta, come quelli che Grillo faceva paratissimo per gli yogurt, e invece con questo tweet viene rilanciato il nuovo post che presenta la nuova iniziativa di Beppe Grillo. Si tratta del terzo VDay, dopo quello di Bologna del 2007 e quello del 2008 a Torino «per un’informazione libera senza finanziamenti pubblici e senza l’ingerenza dei partiti». Sono passati oltre cinque anni, in cui il «neo» movimento fondato dal comico genovese è entrato nelle Regioni, nei Comuni, in Parlamento. Il nuovo appuntamento, immaginato come lancio in grande stile della campagna per le europee e le amministrative è fissato per il primo dicembre, a Genova. Questa volta il tema è semplicemente «Oltre», per «andare al governo e liberarci di questi incapaci predatori che hanno spolpato l’Italia negli ultimi vent’anni. Non si salva nessuno, politici, grandi industriali, giornalisti, burocrati, banchieri». Perché secondo Grillo «dopo le elezioni, si sono aperte le cateratte degli ascari dei giornali e delle televisioni. Hanno usato ogni possibile accusa …

“Ustica. Fu guerra nei cieli, ora il governo faccia la sua parte”, di Daria Bonfietti

Bologna. Piovono sentenze definitive, della Cassazione, che ribadiscono che il Dc9 Itavia che trasportava 81 innocenti cittadini italiani da Bologna a Palermo il 27 giugno 1980 fu abbattuto da un missile, che quelle vite non furono difese e che poi fu usato ogni mezzo per coprire la verità. La verità è dunque sempre più sotto i nostri occhi e ci deve finalmente imporre comportamenti conseguenti, per la memoria delle povere vittime, ma soprattutto per la nostra dignità nazionale. Infatti, come ci indicò già nel 1999 il giudice Priore, un aereo civile italiano è stato abbattuto in un episodio di guerra aerea, in tempo di pace, sui nostri cieli e «nessuno ci ha dato la minima spiegazione». Un grande oltraggio all’Italia!! Bisogna dunque sia a livello nazionale, sia a livello internazionale avere la forza e il coraggio civile di chiedere spiegazioni. Il governo deve agire responsabilmente senza tentennamenti e intanto aprire il confronto coi propri apparati. Oggi arriva a conclusione la vicenda Itavia, del povero Aldo Davanzali, la compagnia fu fatta fallire perché si diceva che …

Ecco come gli Usa spiano l’Italia “Ma lo facciamo solo per proteggervi”, di Carlo Bonini

Come, quando e in che misura la National Security Agency ha catturato le comunicazioni italiane? Nei primi giorni di ottobre, a Washington, il generale John Inglis, vicedirettore dell’Agenzia americana per lo spionaggio elettronico, accoglie i cinque componenti della delegazione italiana del Copasir (il Comitato parlamentare di controllo sui Servizi) in missione negli Stati Uniti con un largo sorriso e una battuta fulminante. «Benvenuti. Vorrei spiegarvi innanzitutto cosa facciamo qui alla Nsa. Noi raccontiamo la storia delle cose che non sono mai accadute». «Cose che non sono mai accadute». Per chi in quei giorni andava cercando risposte chiare a un quesito semplice (Ci avete spiato? Come?) sollevato in luglio dalle rivelazioni di Snowden, le parole del generale non suonano esattamente un manifesto della trasparenza. Piuttosto come l’allusiva rivendicazione di un lavoro di “prevenzione” che richiede solo buio fitto. E tuttavia, delle informazioni che Inglis ritiene di dover fornire in quell’occasione, non è soltanto il deputato di Sel Claudio Fava a conservare un nitido ricordo, ma anche il presidente del Copasir, il leghista Giacomo Stucchi. «Nella sede …

“L’Italia non è più tra gli 8 Grandi superata nel Pil anche dalla Russia entro 5 anni fuori dalla top ten”, di Federico Fubini

Quando nel 2014 l’Italia farà un altro turno di presidenza dell’Unione europea, continuerà a partecipare al G8 con una piccola differenza: per dimensioni dell’economia, non sarà più fra i primi otto. Dopo la Cina nel 2000 e il Brasile nel 2010, quest’anno la Russia sta compiendo ufficialmente il sorpasso. L’Italia scivola al nono posto per Prodotto interno lordo (Pil), partecipe del G8 per lignaggio politico ma fuori per dimensioni del fatturato, peso economico e capacità di proiettarlo nel mondo. Non è chiaro che valore abbia oggi un club dei “grandi” che esclude una democrazia come il Brasile e tiene dentro Paesi più piccoli, solo perché sono di sviluppo più antico. Forse è qui la radice di quello che il politologo americano Ian Bremmer chiama il mondo del G-zero, un pianeta senza leadership. Certo il riallineamento non si ferma qui: alle tendenze attuali fra non oltre cinque anni l’Italia sarà fuori anche dai primi dieci, scavalcata da Canada e India e relegata all’undicesimo posto; quello per il quale oggi competono Spagna e Corea del Sud. Forse …