Giorno: 28 ottobre 2013

“Il suicidio politico di Mario Monti”, di Franco Monti

Ora è persino troppo facile infierire su Mario Monti all’insegna della vecchia massima “chi è causa del suo ma…..”. Se egli avesse dato ascolto ai tanti, a cominciare da Napolitano, che gli sconsigliavano di farsi parte tra le parti, di dare vita all’ennesimo, piccolo partito, avrebbe potuto preservare il suo profilo apprezzato di tecnico e di riserva della Repubblica. La sua parabola e l’epilogo di uomo sconfitto e rancoroso suggeriscono qualche spunto di riflessione. In primo luogo, la consapevolezza che la politica vanta una sua autonomia e specificità, che essa, weberianamente, presuppone una «vocazione» che palesemente Monti ha mostrato di non avere. Di qui i suoi limiti e i suoi errori, di cui poi è caduto vittima. Penso alla fallace idea che la cura per la polis tutta si risolva nel sapere tecnico ed economico, mentre essa esige anche altre attitudini tipo il gioco di squadra (la politica è azione collettiva), la ricerca del consenso, il governo delle relazioni con persone e forze politiche. In secondo luogo, anch’egli è incappato nella mitologia del centro e …

“L’effetto Pompei non basta più il turista straniero dimentica il Sud”, di Luisa Grion

Tanto patrimonio e tanto spreco. L’Italia, si sa, non è capace di far fruttare la sua cultura, arte, bellezza, ma quella che per il Paese è una grande occasione perduta, per il Sud diventa un autentico delitto. La crisi sta allungando le distanze fra le due aree, ma la leva che potrebbe aiutare a ridurle resta inutilizzata. Nel Meridione, infatti, si concentra il 48 per cento dei musei, siti archeologici, monumenti presenti sull’intero territorio nazionale, ma tanta beltà produce il 24,8 per cento appena dei redditi del settore. Ventotto milioni lordi su un totale di 113 con il 75 per cento degli incassi concentrato fra Ercolano, Pompei e la Reggia di Caserta. Poco più che briciole rispetto alle potenzialità. E visto che, almeno a parole, tutti sono d’accordo nel dire che senza cultura non ci sarà ripresa né sociale né economica, il guaio è grosso. Tanto che per discuterne l’Università di Bari e Federculture (l’associazione di settore degli enti pubblici e privati), daranno vita domani ad un convegno dove, alla presenza del presidente della Repubblica …

“L’Italia in ritardo cambi marcia sull’innovazione”, di Carlo Buttaroni

In Italia la spesa per ricerca e sviluppo rappresenta l’1,3% per cento del Pil, un valore assai distante da quello dei Paesi europei più avanzati. Investiamo molto meno di Francia, Slovenia e Belgio; meno di Paesi Bassi, Regno Unito, Irlanda, Estonia Portogallo, Repubblica Ceca, Lussemburgo e Spagna. Per non parlare dei più virtuosi: Svezia, Danimarca, Germania e Austria investono in R&S più del doppio, la Finlandia più del triplo. Siamo lontani dai Paesi-locomotiva dell’innovazione anche per quanto riguarda la quota di imprese che innovano, di addetti in ricerca e sviluppo e di intensità brevettuale. Investiamo poco per l’istruzione e la formazione e siamo in fondo alla classifica per nu- mero di laureati in discipline tecnico-scientifiche.Stiamo accumulando un ritardo via via crescente, tagliati fuori dal potente effetto schumpeteriano di «distruzione creatrice», che evidenzia l’importanza della nascita di nuove strutture economiche sulle ceneri di quelle antiche. È ciò che sta accadendo. Le maggiori economie cercano di far vivere ai loro Paesi la crisi come un’opportunità, dando una forte spinta al cambiamento e preparandosi a cogliere le nuove …

“La leadership e l’evoluzione del Pd”, di Giancarlo Bosetti

La distanza maggiore tra i contendenti alla guida del Pd riguarda, prima e più delle persone e delle politiche, l’idea stessa del partito. Si capisce dai documenti congressuali depositati e ancora meglio dalle battute: «Leadership non è una parolaccia» (Renzi, chiudendo la Leopolda). E dall’altra parte: «Non vogliamo diventare un comitato elettorale». E ancora: «No a un primattore come dirigente», «Aprire le primarie alla destra è come far scegliere l’amministratore di un condominio a quelli di un altro condominio ». Queste ultime tre lamentele indicano la sofferenza e il rigetto di quel che sarebbe invece indispensabile in un sistema bipolare: rispettivamente l’uso del partito come “mezzo” per vincere le elezioni, la centralità personale del leader-premier, la necessità di prender voti fuori dal recinto ereditato e di “rubarli” agli avversari. Le distanze qui tra il sindaco di Firenze e gli altri sono abissali e descrivono una forma politica che sta attraversando una profonda crisi, che sarà evolutiva nel caso migliore, e autodistruttiva in quello peggiore. Si tratta dell’evoluzione, tardiva per il Pd (doveva cominciare nel 2007, …

“Atenei, in pochi possono assumere Bari e Napoli perdono più prof”, di Gianna Fregonara

Si tratta dell’assunzione di poco più di 400 docenti universitari che per quest’anno dovranno sostituire i 2.300 professori che sono andati in pensione. Ma si sta trasformando in una vera e propria guerra degli atenei pugliesi e sardi contro il Nord e contro il ministro Maria Chiara Carrozza. In mezzo la Crui, la conferenza dei rettori, che con il suo presidente Stefano Paleari cerca di riportare la calma. Il tutto in un groviglio di norme che si sono succedute dal decreto Tremonti, che nel 2009 impose i primi tagli consistenti all’Università, passando per la spending review di Monti approvata l’anno scorso. E già si parla di ricorsi al Tar. Mentre i politici pugliesi sono sul piede di guerra, pronti a difendere le loro università che risultano, secondo i criteri applicati nell’ultima ripartizione delle assunzioni, le meno virtuose e dunque le più penalizzate nel ricambio dei docenti. «In linea di principio sono i conti che governano il reclutamento e non il contrario — spiega Stefano Paleari invitando a guardare avanti, al fatto che dall’anno prossimo, per …

“Rai privata? No grazie”, di Carlo Rognoni

Il presidente della Rai alza il telefono e chiama: «Fabrizio, sono Anna Maria. Spero di non disturbarti. Ma che ti è venuto in mente l’altra sera di dire che stai pensando anche a una possibile privatizzazione della Rai? Ti rendi conto che hai sollevato un vespaio?» Dall’altro capo del telefono di Anna Maria Taran- tola, ex dirigente di Bankitalia, da poco più di un anno presidente della Rai, c’è Fabrizio Saccomanni, anche lui ex dirigente di Bankitalia, oggi ministro del Tesoro. Tra i due ex colleghi ci sono da sempre rapporti di stima e amicizia: «Vedi Anna Maria è Fazio che mi ha tirato dentro. D’altra parte come potevo escludere la Rai da un generi- co impegno del mio ministero per le privatizzazioni possibili di tutte le aziende di cui siamo azionisti? Animati come siamo, con il governo Letta, a dare una mano alla riduzione del debito pubblico non possiamo a priori escludere nulla. Non ti preoccupare, tuttavia. Ho anche detto che la televisione pubblica resterà». «Già, e che cosa hai voluto dire? che pensi …

“Il sindaco e il Cavaliere due destini incrociati”, di Ilvo Diamanti

Non è un caso che Berlusconi abbia sciolto il Pdl e rilanciato Forza Italia in coincidenza con la Leopolda. La convention organizzata da Matteo Renzi a Firenze. E non è un caso che la rinascita di Fi sia stata prevista nello stesso giorno delle primarie del Pd. L’8 dicembre. Berlusconi, in questo modo, intende, ovviamente, “trainare” la propria ridiscesa in campo. Utilizzando un evento di successo, in grado di mobilitare milioni di persone. E l’attenzione dei media, com’è avvenuto un anno fa. Quando, all’indomani delle primarie, i sondaggi attribuirono al Pd stime di voto mai raggiunte, in passato. Ma neppure in seguito, visto il modesto risultato ottenuto alle elezioni di febbraio. (A conferma che le primarie non sostituiscono le campagne elettorali.) A Berlusconi interessa associare le primarie del Pd e il rinascimento di FI. Ma anche le due leadership. Renzi e, appunto, se stesso. In un momento in cui la stella di Renzi è ancora luminosa. Quella di Berlusconi molto fioca, se non proprio spenta. Renzi, d’altronde, non ha parlato di Berlusconi perché intende guardare …