Giorno: 17 ottobre 2013

“I nostalgici della frustata del Cav”, di Giampaolo Galli

La legge di Stabilità approvata ieri dal Consiglio dei ministri delinea un orientamento abbastanza chiaro della politica economica per i prossimi tre anni. Il cuore della manovra è rappresentato da riduzioni graduali di spesa pubblica, in modo da consentire un alleggerimento della pressione fiscale su imprese e lavoro. L’obiettivo coincide nella direzione, se non nelle quantità, con le richieste che erano state formulate dalle parti sociali nel «Patto di Genova» dello scorso settembre, nonché con le raccomandazioni dell’Unione europea e delle altre organizzazioni internazionali. Come negli altri Paesi della cosiddetta periferia europea, si cerca di recuperare la competitività perduta negli ultimi anni attraverso una svalutazione ottenuta per via fiscale. Questa è la direzione giusta da percorrere e c’è da augurarsi che nella discussione che farà il Parlamento circa il perimetro della nuova Service tax, anche sulla prima casa, si tenga conto che l’esigenza primaria dell’economia italiana è di ridurre il cuneo fiscale sul lavoro. La questione di cui si discute è l’entità della manovra. Secondo molti, essa è in- sufficiente ad affrontare i problemi cruciali …

«Così i social impact bond svuotano (davvero) le carceri», di Federica Fantozzi

«Il mio nome è Bond. Social Impact Bond». Si presenta con un promo accatti- vante che fa il verso a 007 uno degli strumenti finanziari più innovativi degli ultimi anni. Il Sib è un’obbligazione di risultato della finanza sociale: garantisce ai privati investitori un buon tasso di rendimento a medio termine se è stato raggiunto un certo risultato di interesse pubblico. Come, ad esempio, reinserire i detenuti e svuotare le carceri in modo strutturale. Nato nel mondo anglo-sassone, il Sib presenta diversi vantaggi: sposta il rischio finanziario iniziale sui privati sgravando le esangui casse dello Stato e degli enti locali; fornisce servizi utili se non in- dispensabili alle comunità; offre una motivazione a persone che, per diversi motivi, vivono ai margini. Ne parliamo con Janette Powell, coordinatrice delle attività di Social Finance, la società di consulenza che ha dato vita nel 2010 al progetto pilota nel carcere inglese di Peterborough. Illustrato al convegno di Uman Foundation, il progetto ha suscitato l’interesse del Guardasigilli Cancellieri. Funziona così: se nel 2014 il tasso di recidiva di 3mila …

“La scelta della Rai. Teatro e Scienza?”, di Luca Dal Fra

Sarà l’ossessione dell’audience a tarpare le ali a Rai Teatro? Il nascente canale della televisione pubblica dedicato allo spettacolo dal vivo rischia un palinsesto dove la vocazione di rete tematica è ibridata con le oramai trite pulsioni generaliste. Il tutto avviene mentre la Rai attraversa un momento cruciale, alle prese con un ristrutturazione profonda, dove concezioni diverse del ruolo della televisione si fronteggiano. Ecco che allora «l’Unità», dopo aver fatto propria un’idea di Franco Scaglia rilanciandola in estate con una campagna stampa che aveva posto al centro dell’attenzione Rai teatro, ora rilancia proponendo Rai scienza, un altro canale tematico che nel nostro paese ancora non esiste. «Sarebbe di grandissima utilità spiega il professore Giovanni Bignami, uno dei nostri maggiori astrofisici da decenni impegnato nella divulgazione e comunicazione scientifica attraverso la televisione -, per mostrare ogni giorno come la scienza sia parte della cultura». Ma andiamo con ordine: sull’onda della campagna de «l’Unità», il 19 settembre ufficialmente nasce Rai teatro, un canale tematico dedicato allo spettacolo dal vivo. In pri- mis teatro, di parola e musicale …

“Le riforme da semplificare”, di Piero Ignazi

Non c’è nulla da eccepire a quanto sostengono i saggi della Commissione per le riforme costituzionali: il nuovo sistema elettorale deve rispondere a tre esigenze fondamentali. Nell’ordine: ridurre la frammentazione partitica; favorire la costruzione di una maggioranza; ricostruire un rapporto di fiducia e responsabilità tra elettori ed eletti. Ottimi propositi. Peccato che la Commissione, dovendo tener conto delle varie posizioni, offra un ventaglio di soluzioni pratiche molto ampio e, inevitabilmente, contraddittorio. E dire che, per rispondere alle tre esigenze, esiste un sistema già sperimentato, qui da noi e altrove: il sistema maggioritario a doppio turno con sbarramento; quello adottato in Francia dal 1958 per l’elezione dei deputati, e in Italia, in versione semplificata, per i sindaci. Questo sistema si basa su una competizione in due fasi, due turni , appunto. Vi è una prima votazione nella quale ogni partito “fa la sua gara” presentando un proprio candidato in ciascun collegio (e i collegi sono tanti quanti sono i deputati da eleggere). Vi è poi, a distanza di una settimana o di 15 giorni, una seconda …

“Un balletto grottesco”, di Luigi La Spina

Il lamento è ormai diventato un luogo comune: gli italiani non hanno senso dello Stato. Ma come si fa ad averlo, se neanche lo Stato ha senso dello Stato? Il grottesco balletto funebre della salma di Priebke nella provincia romana, tra omaggi neonazisti e aggressioni di discendenti delle sue vittime, lo dimostra, purtroppo, con una evidenza umiliante. Come facciamo a pretendere che i nostri concittadini rispettino le istituzioni, osservino le leggi, paghino le tasse a uno Stato che, di fronte a un caso del genere, offre all’opinione pubblica, anche internazionale, un tale squallido spettacolo? Era davvero imprevedibile che la morte del centenario criminale nazista non aspettasse decenni per porre il problema della sua sepoltura? È ammissibile che sul caso del responsabile di uno dei più sconvolgenti delitti della follia umana, o meglio disumana, lo Stato italiano riuscisse a squadernare tutti i peggiori e i più meschini difetti del nostro pubblico costume: l’improvvisazione, la piccola furbizia, il palleggio delle responsabilità, l’assoluta mancanza di autorevolezza e di credibilità dei suoi funzionari? Ripercorrere le scene che, in questi …

“Quella credibilità persa agli occhi del mondo”, di Timothy Garton Ash

Lunedì gli uffici statali a Washington sono rimasti chiusi per celebrare il Columbus Day. Peccato che in gran parte fossero comunque chiusi per lo shutdown. Come tutti sanno si presume che Cristoforo Colombo, al servizio della corona spagnola, abbia “scoperto” l’America rivelandone le potenzialità alla curiosità del mondo. Ho trascorso l’estate negli Stati Uniti osservando sempre più allarmato il Paese dar prova di un autolesionismo tale che, se riscontrato in un adolescente, porterebbe gli amici a chiamare un medico. LA CONCLUSIONE che traggo è questa: l’America dovrebbe comportarsi come un Colombo alla rovescia. Al mondo non interessa più scoprire l’America, ma l’America ha urgente bisogno di scoprire come il mondo la vede. Dall’esterno infatti si osserva che il potere americano subisce un’erosione più rapida del previsto — mentre i politici a Washington incrociano le corna come cervi in lotta. I notiziari Usa seguono ogni balzo e ogni guizzo di questa battaglia, quasi fossero l’equivalente politico delle cronache sportive non stop. Solo ogni tanto il resto del mondo viene alla ribalta: ad esempio in occasione dei …

“I parlamentari 5 stelle snobbano Grillo: non venire”, di Andrea Carugati

C’era una volta il popolo dei grillini che in torpedone raggiungeva il Caro leader in un resort nelle campagne romane. Era l’inizio di aprile, qualche dissenso in seno ai Cinquestelle si era già manifestato, ma la «gita in stile scuola media» (il copyright è di un parlamentare M5S) alla fine si era conclusa con il solito Beppe sorridente che ammansiva le sue pecorelle. Quel film però non si ripeterà. L’appuntamento alle porte della Capitale, previsto per domani, è saltato. E pensare che erano stati proprio i parlamentari, riuniti giovedì scorso, a chiedere al Capo di incontrarsi. Il motivo era semplice: due senatori avevano proposto di abolire il reato di immigrazione clandestina, e la proposta era passata con i voti di Pd e Sel. Il giorno dopo, Grillo e Casaleggio avevano sconfessato i loro eletti, spiegando che «con proposte del genere prendiamo percentuali da prefisso telefonico». Apriti cielo. La truppa si era surriscaldata, persino fedelissimi come il giovane Luigi Di Maio avevano difeso il lavoro dei colleghi. E Beppe era finito in minoranza, per la prima …