Giorno: 22 ottobre 2013

Lettera dei parlamentari modenesi Pd sulle riforme costituzionali

Mercoledì 23 ottobre, in Senato prende avvio la seconda fase di deliberazioni (a tre mesi da quelle precedenti) sulla legge costituzionale che istituisce il Comitato parlamentare per le riforme costituzionali. Nel tardo pomeriggio di martedì 22 ottobre il comitato “Modena per la Costituzione” terrà un presidio informativo sul voto per la riforma costituzionale. I parlamentari modenesi del Pd, in concomitanza con questi due appuntamenti, hanno deciso di scrivere una lettera aperta a cittadini ed elettori, prendendo le mosse anche da quanto già reso noto nei giorni scorsi sui quotidiani nazionali. Eccone il testo: Cari amici, sentiamo il bisogno e il dovere di precisare la posizione di noi parlamentari Pd in relazione al dibattito sulle riforme costituzionali. Crediamo che, in questo momento, sia reale il rischio che il Paese – e quindi il Parlamento – si divida secondo uno schema sbagliato e pericoloso: da una parte chi ama e difende la Costituzione e, dall’altra, chi, volendola aggiornare, per ciò stesso non la ama e non la vuole difendere. La nostra Carta Costituzionale ha necessità di essere …

“Quattro idee di Pd. Presentate le mozioni”, di Simone Collini

Gianni Cuperlo punta sulla «rivoluzione della dignità», Matteo Renzi ribadisce la necessità di «cambiare verso», Gianni Pittella si candida «per un partito democratico, solidale, europeo» e Giuseppe Civati rilancia il suo slogan «dalla delusione alla speranza: le cose cambiano, cambiandole». I documenti congressuali dei quattro candidati alla segreteria del Pd sono stati depositati e da ieri sera sono consultabili sul sito web del partito, pubblicati nello stesso ordine che (da sorteggio effettuato la settimana scorsa) ci sarà sulle schede delle primarie dell’8 dicembre. Nei testi vengono approfondite e dettagliate le tesi espresse fin qui dai candidati ed emergono con ancor più nettezza le idee che hanno sia sul Pd che sulle principali sfide di fronte al Paese. Renzi, che parla della necessità di una «rivoluzione radicale» e illustrerà ampiamente il documento alla Leopolda che si apre venerdì, punta il dito contro il «calo degli iscritti», dice che alle politiche il Pd ha perso perché «gli italiani non hanno considerato sufficientemente forti i nostri leader», insiste sul fatto che bisogna incassare anche i consensi dati in …

Carlo Ginzburg: “perchè è un errore punire i negazionisti”, di Simonetta Fiori

«Quello contro il negazionismo è un disegno di legge inaccettabile. Reputo grave il modo dilettantesco con cui la classe politica l’ha riproposto, senza tenere conto delle serie obiezioni mosse in passato su questo tema». Carlo Ginzburg è lo storico italiano più conosciuto all’estero. Figlio di due ebrei illustri, Leone e Natalia, ha intercettato nelle sue vaste ricerche il tema del complotto e della persecuzione. «È una materia scottante e molto dolorosa. Ma proprio per questo non ho paura dell’aggettivo “freddo”: è mancata un’analisi distaccata, fredda, razionale su un provvedimento che rischia di produrre effetti gravi». La nuova legge è ora affiorata in Parlamento in coincidenza di due fatti incrociati: la morte dell’aguzzino Priebke, seguita dalla vicenda tempestosa della sua sepoltura, e il settantesimo anniversario della razzia del Ghetto, con gli oltre mille ebrei condotti a morire. «Sì, questo duplice contesto ha creato una forte emozione pubblica. Ma le emozioni non sono mai consigliere di buone leggi. E allora la prima operazione che dobbiamo fare è recidere il legame tra questo nuovo disegno di legge e …

“La storia di Lea che sfidò le ‘ndrine”, di Silvana Mazzocchi

Picchiata, torturata e uccisa. Punita per aver osato trasgredire e ribellarsi ai vetusti codici delle ‘ndrine. Il suo corpo venne bruciato e le sue ossa frantumate in migliaia di frammenti. È Lea Garofalo, la testimone di giustizia per la cui morte la sentenza d’appello ha confermato nell’agosto scorso quattro ergastoli e distribuito una rosa di pene minori. I funerali con i suoi resti, ritrovati soltanto tre anni dopo grazie alle dichiarazioni un pentito, complice del suo ex compagno e degli altri suoi aguzzini, sono stati celebrati a Milano lo scorso 19 ottobre. E lo stesso giorno la storia di questa donna coraggiosa che osò sfidare omertà e sottomissione e quella di sua figlia Denise, divenuta la principale accusatrice di suo padre, è arrivato in libreria con La scelta di Lea, la ribellione di una donna alla ‘ndrangheta (Melampo) firmato da Marika Demaria, la cronista che, per Narcomafie, il giornale dell’Associazione fondata da Don Luigi Ciotti, ha seguito con precisione e passione i processi di primo e secondo grado per l’omicidio della giovane donna. Un simbolo …

“Giallo sul decreto Monti. E sul blocco dei gradoni”, di Carlo Forte

È giallo sull’inabissamento dello schema di decreto presidenziale varato dal governo l’8 agosto scorso. E sul destino degli scatti di anzianità. Il provvedimento, che risale al governo Monti, aveva superato pressoché indenne il vaglio delle commissioni parlamentari e degli organi di controllo. Ma poi, atteso in Gazzetta ufficiale, non se ne è saputo più nulla. E le disposizioni in esso contenute hanno preso nuovamente forma nel disegno di legge di stabilit à. Sebbene, stando alla bozza del provvedimento, con qualche modifica e qualche omissione. Il decreto presidenziale, che è in attesa di essere pubblicato, nelle intenzioni del legislatore doveva essere un decreto di attuazione dell’art.16, comma 1, del decreto-legge 98/2011. Il comma1, infatti, nel disporre la proroga fino al 2014 delle disposizioni che limitano la crescita dei trattamenti economici anche accessori del personale delle pubbliche amministrazioni, delega il governo a disporre la normativa di attuazione. L’esecutivo, però, è andato oltre la delega. Perché nella bozza di decreto ha introdotto delle disposizioni innovative. Il provvedimento prevede il blocco della contrattazione collettiva per altri due anni, senza …

“La scuola allo sciopero breve”, di Alessandra Ricciardi

Quattro ore di sciopero con manifestazioni da gestire e mettere in campo da qui a met à novembre a livello territoriale. Mezza giornata di astensione dal lavoro per protestare contro la legge di Stabilità del governo Letta, trasmessa ieri dal governo al senato, che nella scuola potrà essere ridotta anche a una sola ora di sciopero, a inizio oppure alla fine delle lezioni. Si deciderà sempre sul territorio. Al centro delle contestazioni il blocco dei contratti dei dipendenti pubblici, di cui la scuola rappresenta con i suoi 900 mila dipendenti il settore più corposo. A proclamare la mobilitazione i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, rispettivamente Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Obiettivo: ottenere la modifica della legge di Stabilità in parlamento, attraverso un pressing continuo della piazza. Nei prossimi giorni i sindacati chiederanno un incontro con i capigruppo di camera e senato per «spiegare le nostre ragioni e convincerli della necessità di introdurre dei cambiamenti». A metà novembre le tre sigle riuniranno i direttivi per fare il punto sugli esiti della protesta. …

“L’unica strada possibile”, di Vincenzo Visco

La legge di stabilità è stata accolta inizialmente in modo favorevole perché, si è detto, «iniziava un percorso innovativo», per poi essere progressivamente sommersa da critiche di vario genere. In verità si ha l’impressione che i critici ignorino, o non si rendano conto, che la legge di stabilità appena varata era l’unica possibile nella situazione data e considerati gli equilibri politici su cui si regge e si basa il governo Letta. Un governo di grandi intese, di natura politica (e non tecnica) non può che produrre nelle sue proposte un equilibrio derivante dalle diverse e talvolta opposte visioni dei componenti la coalizione. Non era lecito quindi attendersi novità di rilievo o riforme radicali che avrebbero provocato polemiche, recriminazioni, fratture e difficoltà per gli attuali equilibri politici. Del resto se la stabilità è un valore, come è stato più volte affermato e ricordato, e come realisticamente occorre riconoscere, sarebbe insensato metterla a rischio in una situazione che rimane precaria e ancora soggetta ai ricatti e ai colpi di coda di Berlusconi. Sempre che sia possibile evitare …