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Scuola, Ghizzoni “Formazione per i docenti sul rispetto dell’altro”

Grazie al gruppo Pd, inserito nel dl Scuola l’attualissimo tema dell’educazione al rispetto. La scuola italiana, d’ora in poi, avrà gli strumenti per poter educare gli studenti al rispetto dell’altro, contro ogni stereotipo, compresi quelli di genere. Grazie al lavoro del gruppo Pd, infatti, è stato inserito tra gli ambiti di formazione scolastica dei docenti anche quello delle competenze “relative all’educazione all’affettività, al rispetto delle diversità e delle pari opportunità di genere”. “In accordo – spiega la vicepresidente della Commissione Istruzione della Camera Manuela Ghizzoni – con la normativa introdotta con il dl contro il femminicidio. Perché per cambiare il costume occorre costruire una nuova mentalità, a partire proprio dalla scuola e dalle nuove generazioni”.

E’ un tema che sta molto a cuore ai genitori, come recenti fatti di cronaca locale hanno dimostrato: d’ora in avanti la scuola italiana avrà gli strumenti per poter educare gli studenti anche al rispetto dell’altro, delle diversità e delle pari opportunità di genere, come peraltro già previsto dalla recente legge sul femminicidio. E’ infatti grazie al lavoro del gruppo Pd che, in sede di conversione in legge del cosiddetto decreto Scuola, è stato inserito tra gli ambiti in cui interverrà la formazione scolastica dei docenti anche quello delle competenze “relative all’educazione all’affettività, al rispetto delle diversità e delle pari opportunità”. “Com’è noto – spiega la vicepresidente della Commissione Istruzione della Camera Manuela Ghizzoni – tra le tante novità introdotte dal dl Scuola, ci sono anche fondi stanziati espressamente per la formazione del personale scolastico. Come Pd abbiamo lavorato all’ampliamento delle tematiche su cui i docenti dovranno essere formati per poter trasmettere valori oltre che nozioni ai propri studenti. E quello dell’educazione all’affettività e al rispetto dell’altro sono due ambiti con implicazioni importantissime in questa società. Non a caso, – prosegue l’on. Ghizzoni – il provvedimento che lotta contro la violenza sulle donne ribadisce come siano fondamentali la prevenzione e la diffusione di una diversa cultura, contro ogni stereotipo propinatoci dalla società e dai media. Anche la stessa Convenzione di Istanbul, ratificata dall’Italia solo in questa legislatura, – conclude Manuela Ghizzoni – sancisce che per cambiare il costume occorre costruire una nuova mentalità a partire proprio dalle scuole e dalle nuove generazioni”.

3 Commenti

  1. Maria Teresa 51 dice

    Anche gli insegnanti purtroppo utilizzano l’aggressione verbale o più subdolamente altri meccanismi più sottili, per far sentire inadeguati i propri studenti. Il fine è sempre quello di esercitare un controllo sull’altro dopo averlo indebolito psicologicamente… Molti genitori, inconsapevoli dei danni che procurano, utilizzano questi sistemi che generano sensi di colpa e di inadeguatezza, che nei casi più gravi, possono divenire permanenti. Educare all’affettività e al rispetto a scuola forse non basta se non siamo davvero consapevoli prima di tutto come persone, dei nostri comportamenti verso gli altri. Mi permetto di suggerire a questo proposito la lettura del testo ” Debellare il senso di colpa” di Lucio della Seta. Davvero prezioso e illuminante.

  2. Fortunatamente i docenti da sempre fanno dell’educazione all’affettività, del rispetto per gli altri, dell’educazione alla convivenza, il nucleo fondante, trasversale a tutto il percorso educativo-didattico attivato con i propri alunni!!! PD sveglia, forse bisognerebbe chiedersi quali esempi vedono gli alunni fuori dalla scuola completamente opposti agli insegnamenti ricevuti a scuola. Ed oggi qualcuno pensa a formare i docenti per fornire loro gli strumenti per poter educare gli studenti al rispetto dell’altro, delle diversità ??? Poveri noi

    • @Rina
      Dopo la conversione del decreto sul Femminicidio (cioè quel pacchetto di norme per il contrasto alla violenza di genere) si è acceso un dibattito pubblico sulla revocabilità della querela, mentre tutti – nessuno/a escluso/a – hanno concordato sulla necessità della formazione e dell’educazione scolastica al rispetto dell’altro, alla diversità di genere e alla consapevoleza nei confronti degli stereotipi culturali quale primo strumento di contrasto alla violenza di genere (come peraltro espresso anche nella convenzione di Istabul). Già nell’art. 5 del DL sul Femminicio, pertanto, è stata prevista la disposizione di tale tipo di formazione (se ne è dato conto anche in questa sede, senza raccogliere rilievi)
      Nel decreto 104, quello sulla scuola, il PD ha quindi ripreso questo specifico tema e lo ha inserito tra gli ambiti sui quale operare la formazione e l’aggiornamento dei docenti (art. 16).
      Ecco perchè non comprendo le critiche all’indirizzo di questa previsione di legge. Mi auguro si sia semplicemente equivocato il senso della norma, che recita: “…all’aumento delle competenze relative all’educazione all’affettività, al rispetto delle diversità e delle pari opportunità di genere e al superamento degli stereotipi di genere, in attuazione di quanto previsto dall’articolo 5 del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre (cioè la legge contro il Femminicidio).
      Non si tratta del generico rispetto per gli altri e dell’educazione alla convivenza (su cui la scuola esercita il proprio decisivo ruolo da sempre, come esattamente da lei ricordato) ma di azioni più ben specifiche (anche una superficiale lettura del testo chiarirebbe la questione). A meno che lo scopo del commento non sia quello di colpire genericamente il PD; in questo caso i motivi abbondano, ma escluderei quello in parola, frutto di un coerente e costante impegno per la dignità delle donne.

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