Giorno: 11 giugno 2014

#terremotoemilia #alluvionemodena: ancora passi avanti

Oggi pomeriggio, se non avessi avuto solo pochi minuti per intervenire in discussione generale alla Camera sul decreto legge n. 74, avrei esposto alcune valutazioni che vi metto in calce in modo esteso. ” Il decreto che stiamo esaminando viene sinteticamente definito come il decreto Alluvione Modena. Ma questa definizione è corretta a metà, perché solo il primo articolo è interamente dedicato agli interventi in favore delle popolazioni modenesi che nel giro di 24 mesi sono state colpite da un terremoto rovinoso, da una tromba d’aria, poi da un’imponente alluvione e infine da un’altra tromba d’aria: una coincidenza straordinaria di eventi calamitosi, abbattutisi su un’area relativamente circoscritta, mai verificatasi prima nella storia repubblicana, di fronte alla quale il governo ha dato una risposta tempestiva, positiva e concreta, nella consapevolezza – non scontata – che lo Stato debba assumere misure straordinarie di fronte a situazioni eccezionali. Bene, molto bene, quindi, i 210 milioni di risorse vere destinate al ritorno alla normalità di coloro i quali hanno subito prima i danni del terremoto e poi quelli dell’alluvione. …

"Berlinguer oltre il compromesso storico", di Piero Folena

Il trentennale della morte è già stato un’occasione molto importante per meditare sull’opera di Enrico Berlinguer. A Walter Veltroni occorre riconoscere il merito di aver costruito, col film di cui è stato regista e col libro che ha seguito quella produzione, un evento popolare, di memoria collettiva. Tuttavia Veltroni, in compagnia di molti altri, compie un’operazione revisionistica a senso unico, dando quasi l’impressione di voler iscrivere Enrico Berlinguer al Partito Democratico, venticinque anni prima della sua fondazione; identificando il leader del Pci col solo compromesso storico, e dipingendo la sua ultima stagione -salvo che per la questione morale- come un ripiega mento settario. Proprio sulla questione morale -nelle ore degli scandali del Mose e dell’Expo, e del coinvolgimento di settori dello stesso Pd in questi scandali- occorrerebbe prima di tutto riflettere: e domandarsi quanto la personalizzazione estrema della politica del tempo presente (coi costi che comporta) e il venir meno di un’etica condivisa abbiano aperto la strada ad una nuova tragica degenerazione della politica. Chissà che parole avrebbe usato Berlinguer a fronte di scandali come …

Dl Modena, deputati Pd “Proroga di un anno per le tasse sisma”

La Commissione Bilancio ha dato l’ok ai principali emendamenti presentati dal Pd. Anche la Commissione Bilancio della Camera, dopo la Commissione Ambiente, ha dato l’ok ai principali emendamenti presentati dal Pd in sede di conversione in legge del cosiddetto dl Modena, il provvedimento che contiene misure per le zone colpite dall’alluvione del 19 gennaio scorso. Nel provvedimento, quindi, sono ora previste nuove misure relative al sisma (in particolare la possibilità della proroga di un anno nella restituzione della prima rata del mutuo acceso per pagare le tasse) e alla tromba d’aria del 30 aprile. Ne danno notizia i deputati modenesi del Pd Davide Baruffi e Manuela Ghizzoni che hanno seguito tutto l’iter parlamentare delle modifiche al provvedimento. La richiesta della proroga di un anno nella restituzione della prima rata del mutuo acceso per pagare le tasse nelle zone del cratere sismico ha passato il vaglio della Commissione Bilancio della Camera dei deputati. Era, infatti, inserita in un emendamento Pd che apre la possibilità per il contribuente di optare o per l’allungamento del piano di rateizzazione …

"2009-2014 Il Pd strappa il Nord alla destra", da L'Unità

Le due mappe dell’Italia rappresentano due fotografie dei governi dei 110 capoluoghi di provincia in tutta Italia: la prima scattata nel 2009, in pieno governo Berlusconi; la seconda ieri. Naturalmente il turno amministrativo del 25 maggio con i ballottaggi dell’8 giugno ha investito solo una piccola parte dei capoluoghi, 29. Per tutti gli altri dunque si fa riferimento alle elezioni che si sono succedute in questi cinque anni, come Milano, Torino, Napoli e Bologna nel 2011 e Roma nel 2013. Ma in questi giorni si è votato nel complesso per 214 comuni con più di 15mila abitanti che vanno tenuti in considerazione (164 al centrosinistra, 41 al centrodestra, 2 alla Lega e 3 al M5s). Le due mappe parlano chiaro. In questi anni, non solo in questa tornata, si è realizzato un progressivo dominio del centrosinistra nei capoluoghi di provincia, con particolare riferimento al Nord. Nel 2014 la mappa del Nord appare quasi tutta tinta di rosso, e il dato comunale non si discosta in modo significativo da quello europeo: Pd primo partito fatta eccezione …

"Rifondiamo dal basso quest’Europa delle élite", di Ulrich Beck

L’Europa è un moving target ; l’Europa come tale non esiste. C’è soltanto un processo di europeizzazione. Gli stranieri diventano indigeni, nascono nuove istituzioni politiche, altre mutano. Le elezioni europee lo hanno di nuovo dimostrato, in modo sorprendente. Sono stati soprattutto i socialdemocratici a tentare di democratizzare le elezioni europee con l’indicazione di candidati di punta per la carica di presidente della Commissione europea. In questo modo questa carica ottiene una ben diversa legittimazione e rilevanza. Ciò incontra l’opposizione nel Consiglio dei capi di governo eletti democraticamente, il cui spazio di negoziazione viene in tal modo limitato. Non solo: le loro scelte in materia di presidenza della Commissione si rivelano non trasparenti e non democratiche. Perciò, assistiamo a un conflitto tra due democrazie — cioè tra la democrazia a livello europeo e la democrazia a livello nazionale. È in gioco il potere del Parlamento europeo e dei capi di governo. Nessuno lo aveva messo in conto. Ora questo balzo in avanti nella democratizzazione deve essere completato. Per la nomina alla presidenza della Commissione europea non …

"Il piano di Renzi per il Colle una “proroga” per Napolitano “Rimanga ancora al suo posto almeno fino a maggio 2015”, da repubblica

Solo un «temporaneo prolungamento» del mandato. Nessuno si metta in testa che il settennato bis del capo dello Stato, già di suo eccezionale, proseguirà ancora a lungo. È un’appendice, destinata a concludersi col compimento del percorso delle riforme. Giorgio Napolitano torna a suonare il campanello della sveglia ai partiti in Parlamento. E lo fa davanti a una platea inconsueta, forse volutamente estranea alla politica: quella che si è radunata nel salone delle feste del Quirinale per l’annuale presentazione delle candidature ai premi David di Donatello 2014. Appena il giorno prima, al Colle era salita il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi, per aggiornare il presidente sull’andamento delle trattative. Ieri la stessa si dichiarava «ottimista», convinta che un accordo si chiuda nei prossimi giorni. «Non potevo mancare anche quest’anno, visto il temporaneo prolungamento del mio mandato che svolgo nei limiti del possibile, fermamente e rigorosamente, ma soltanto nell’interesse generale del paese, che suggerisce oggi cambiamenti e riforme in molti campi, anche in quello istituzionale» sottolinea ad apertura il capo dello Stato. L’Italia ha «bisogno di …