Giorno: 21 giugno 2014

"Il dilemma a sinistra del Pd" di Michele Prospero

Lo smembramento del gruppo parlamentare di Sel non è proprio una buona notizia. Non lo è per una formazione che si candidava a presidiare il fianco sinistro di una possibile coalizione di governo e invece si è frantumata trascinando con sé i costi politici (e non solo) che sempre accompagnano gli abbandoni. E non lo è per il sistema politico che di sicuro conserva uno spazio per una forza di sinistra più marcata nel profilo identitario e capace di assorbire spezzoni preziosi dei radicalismi che, nei tempi di crisi, trovano altri interpreti, sovente inquietanti, cui aggrapparsi. Ma quando alla fuga da un partito si perviene, e con dimensioni così ampie, a nulla vale ricamare su ciò che c’è dietro le scelte dei singoli transfughi, sui contatti avuti chissà con quale emissario. Chiacchiere. Una rottura così lacerante, come quella ancora in corso, si spiega solo con il fallimento di una strategia politica. E ne portano le responsabilità chi esce dal progetto, perché lo avverte come ormai logorato e irriconoscibile al punto da preferire l’addio, e chi …

"Doppio turno e niente preferenze: Renzi blinda l’Italicum", da L'Unità 21.06.14

Aspetta di leggere tutte le dichiarazioni, adesso che gli emendamenti dei relatori in Commissione Affari costituzionali sono stati depositati. L’Italia ha appena perso la partita, l’umore non aiuta, ma quel tentativo di Roberto Calderoli di intestarsi la quadratura del cerchio non se lo manda giù. E così Matteo Renzi con i suoi non la lascia passare: «Si tratta di un ottimo punto di arrivo. Calderoli prova a rigirare la frittata facendo finta di aver vinto. Ma chi conosce la vicenda sa come sono andate le cose: il Senato non sarà elettivo e infrastrutture, energia, commercio con l’estero, promozione turistica, sono materie che passano dalle Regioni allo Stato». Rivendica cioè quell’impostazione iniziale che è sempre stata il suo pallino fisso e oggi dice, «si tratta di un ottimo punto di arrivo. La Lega era tagliata fuori dal patto tra la maggioranza e Fi e adesso prova a mettere la sua bandierina. Facciano pure se hanno bisogno di visibilità. A noi interessano le riforme». Sa bene il premier che adesso la tentazione di salire sul carro del …

"Cervello superstar Il nuovo dominio delle neuroscienze", di Matteo Persivale

Quando Bill Gates e sua moglie Melinda sono saliti sul podio dell’università di Stanford per pronunciare il tradizionale discorso ai neolaureati, qualche giorno fa, indossavano occhialoni da vista tenuti insieme con il nastro isolante come gli indimenticati protagonisti del film degli anni 80 La rivincita dei nerds . E, giocando con l’imperitura reputazione da imbranato di Bill, i due si sono dichiarati con orgoglio membri della «Nerd Nation», la comunità stanfordiana degli studenti secchioni. Foto immediatamente virale condivisa sui social network (hashtag: #nerdnation ) come di solito capita a quelle delle celebrities della tv-verità più che a quelle di un gigante della tecnologia ora diventato filantropo a tempo pieno, ultimo e più recente esempio della prevalenza dell’uomo di pensiero e del fascino che il cervello esercita in modo sempre più pressante. Il fascino del cervello si traduce nel trionfo delle neuroscienze, che sembrano essere diventate la chiave di una serie sempre più nutrita di discipline. Gli esempi più recenti vanno dal marketing (le confezioni dei prodotti, specialmente quelli alimentari, sono disegnate in base ai dettami …

"Per cambiare l’Europa ci vuole l’Italia", di Claudio Sardo

Jean-Claude Juncker non è il presidente della Commissione che avremmo voluto: Candidato dei partiti popolari e conservatori, è stato uno degli artefici della politica di austerità. Eppure se, come tutto lascia pensare, il Consiglio dei capi di governo della prossima settimana designerà Juncker alla presidenza, vanificando per la prima volta il veto britannico, questa nomina si caricherà di un contenuto democratico e di una valenza innovativa tutt’altro che disprezzabili. Juncker – e con lui il socialista Schulz, il liberaldemocratico Verhofstadt, la verde Keller, il leader della sinistra radicale Tsipras – si sono presentati agli elettori europei come concorrenti per la guida della Commissione, condividendo l’interpretazione più federalista del nuovo Trattato di Lisbona (che attribuisce al Parlamento di Strasburgo non più la ratifica ma l’«elezione» del presidente). L’elezione di Juncker, in quanto rappresentante del partito europeo con maggiori consensi, darebbe implicitamente alla Commissione un carattere più politico (meno «tecnico») e lo stesso Europarlamento verrebbe rafforzato da quel legame democratico con l’organo esecutivo dell’Unione. Cameron si è opposto a Juncker proprio per contrastare ogni tentazione federale e …

"Svolta storica, ma la vera prova sarà come si vota", di Luigi La Spina

L’aggettivo va usato con cautela, perché il futuro della politica italiana può riservare sempre clamorose sorprese, ma questa volta è giusto definire l’accordo sulla riforma del Senato, annunciato ieri sera, davvero come «storico». Viene colpito, infatti, un principio fondamentale di quella Costituzione nata dopo la caduta del fascismo e la nascita della nostra Repubblica. Il cosiddetto «bicameralismo perfetto», una soluzione quasi unica nelle strutture degli Stati di moderna democrazia nel mondo, che fu scelta in quel momento proprio perché si voleva garantire la massima parità di competenze e di prestigio istituzionale fra le Camere e un rigoroso controllo reciproco dei poteri in un Parlamento che doveva assumere l’assoluta centralità nella politica del Paese. Ora si è deciso, dopo più di mezzo secolo d’esperienza democratica, che all’esigenza di un più rapido percorso legislativo, più adeguato alle necessità dei tempi e più corrispondente a quella volontà dei cittadini di una riduzione del peso della politica nella nostra vita pubblica, fosse ormai opportuno il sacrificio di tale principio. All’importanza della svolta costituzionale si devono aggiungere alcune considerazioni politiche …