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“Secondarie, Tremonti fa il conto. Per recuperare i tagli non fatti, riforma estesa alle II classi”, di Alessandra Ricciardi

La Gelmini riscrive i regolamenti di riforma degli istituti tecnici e professionali. Facendo partire nuovi programmi e quadri orari in un colpo solo per prime e seconde classi assieme. In alcuni casi, estendendo gli orari ridotti alle terze classi. Insomma, dall’anno scolastico 2010-11 circa 700 mila studenti delle superiori avranno nuovi piani di studio e articolazioni delle lezioni, migliaia di loro a percorso scolastico già scelto e avviato.
Un passaggio brusco, che non ha precedenti nella storia delle riforme della scuola italiana. Un colpo inatteso, quello inferto dai regolamenti che debutteranno prossimamente al consiglio dei ministri (e intanto inviati già alla valutazione del Cnpi, il consiglio nazionale della pubblica istruzione), e che sarebbe stato dettato dal ministero guidato da Giulio Tremonti.

I regolamenti (per i cui contenuti si rinvia ai servizi che seguono) non sono cambiati nelle linee portanti rispetto a quanto messo giù in un primo momento dal dicastero di viale Trastevere: la riduzione oraria a 32 ore e la semplificazione degli indirizzi erano attese. Quello che è invece cambiato è il calendario: dal 2010 la riforma decollerà non solo per le prime ma anche per le seconde classi. Il tutto, stando a indiscrezioni ministeriali, per venire incontro alle richieste pressanti dell’Economia, che sui provvedimenti attuativi della manovra estiva si è riservato l’ultima parola. E, nel caso di specie, ha preteso che entro il 2010 fossero fatti tutti i tagli previsti, anche quelli messi sul conto del 2009 e che la Gelmini ha rinviato di un anno.

Insomma, pur di centrare l’obiettivo di una riduzione di 14 mila cattedre nelle piante organiche dell’anno 2011, la riforma in un anno ne dovrà coprire due.
A settembre 2010, nei tecnici le prime e le seconde classi partiranno così con il nuovo ordinamento e un orario complessivo di 32 ore settimanali; le terze classi, pur proseguendo il piano di studio precedente, subiranno un taglio comunque a 32 ore settimanali. Solo le quarte e le quinte proseguono secondo piani di studio e gli orari attuali. Nei professionali, al 2010/2011 le prime classi funzioneranno secondo le norme del nuovo regolamento e con un orario complessivo di 32 ore settimanali; le seconde e le terze proseguiranno i vecchi piani con un orario complessivo pari però a 34 ore.
Ad essere penalizzate saranno in larga misura le discipline dell’area professionalizzante e tecnica (tecnologia, disegno, tecnica delle costruzioni, meccanica, elettronica, per fare degli esempi), che dovrebbero subire una riduzione oraria di circa il 25%.
«Scelte non condivisibili, per metodo e merito, che avranno ricadute pesanti sulla didattica oltre che sul personale», attacca Mimmo Pantaleo, segretario Flc-Cgil. «Ancora una volta il governo si preoccupa solo dei risparmi di spese, senza tenere conto di come funziona la scuola», commenta, Francesco Scrima, segretario Cisl scuola. «I regolamenti evitano la liceizzazione dei percorsi, e questo è un buon risultato. Ma anticipare la riforma anche alle seconde classi creerà molti problemi organizzativi», concorda Massimo Di Menna, segretario della Uil scuola.

ItaliaOggi, 19 maggio 2009

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