Giorno: 6 maggio 2009

Scuola, Zampa e Ghizzoni (Pd) a Garagnani: basta strumentalizzare insegnanti della scuola Longhena di Bologna

“Sulle ispezioni alle Longhena c’è una sola persona che si deve vergognare ed è l’on. Garagnani”. Così le deputate democratiche Sandra Zampa e Manuela Ghizzoni replicano al deputato del Pdl Fabio Garagnagni, che le ha accusate di aver ‘sostenuto l’illegalità’. “Non è così – sottolineano – le maestre delle Longhena hanno esercitato in modo esemplare il proprio mandato di educatrici nell’ambito dell’autonomia scolastica. Non hanno attribuito alcun voto politico, la loro e’ stata una scelta pedagogica, assunta nella difficolta’ di attribuire un voto numerico di sintesi dopo trent’anni di valutazione attraverso i giudizi e in assenza di una normativa definitiva. Garagnani farebbe pertanto bene a non andare oltre, la sua strumentalizzazione politica ha già prodotto molti danni: le insegnanti sono state minacciate personalmente e sull’istituto si è creato un clima pesante che certamente non fa bene alle famiglie e ai bambini. Nel continuare ad esprimere la nostra solidarietà alle insegnanti delle Longhena – concludono – chiediamo al governo di mettere da parte questo atteggiamento restauratore che vuole soffocare ogni voce di dissenso e ridurre la …

“Ma le pensioni del futuro sono condannate a svalutarsi fino a un terzo dei salari”, di Luisa Grion

Il temuto tracollo della spesa per la previdenza non ci sarà, perché vivremo di più, lavoreremo di più, saremo più produttivi e perché un esercito di immigrati – ronde permettendo – pagherà i contributi anche per noi. Ma detto questi i figli staranno peggio dei padri: se vorranno far sì che il loro assegno sia più o meno riconducibile a quello dei loro vecchi dovranno rassegnarsi ad andare in pensione più tardi. E comunque sia, senza un sostanzioso aiuto dalla previdenza integrativa, le loro rendite saranno via via più povere. Intersecando le linee della demografia, del Pil, dell’occupazione e della durata e qualità del lavoro un corposo studio voluto ed elaborato dal Cnel e dal Cer ci racconta come sarà la nostra previdenza da ora al 2050. Un lasso di tempo lungo durante il quale – visto il pieno passaggio che intanto si realizzerà fra sistema retributivo e contributivo – la tenuta dei conti dovrebbe restare salda: messa in rapporto con il Pil continuerà a crescere fino al 2010, ma poi finirà per l’assestarsi fra …

“Presidi-spia, marcia indietro del governo”, di Liana Milella

Niente presidi-spia. Definitivamente cancellata, per la scuola dell’obbligo, l’imposizione per l’immigrato di presentare il permesso di soggiorno. Proprio com’era successo per i medici-spia. Prevale la linea di «piena costituzionalità» chiesta via lettera da Fini a Maroni, ma per il ministro dell’Interno, che pure giudica «fondato» il rilievo del presidente della Camera, è «esagerato» che si parli di una sua «vittoria». Semmai è «un compromesso» in cui si garantisce ai minori di poter studiare, ma senza scalfire «il principio generale dell’obbligo del permesso per chiedere licenze, autorizzazioni o iscrizioni». Tant’è che Maroni è «soddisfatto». E per almeno un altro paio di ragioni: rientra nel ddl sicurezza, anche per le insistenze del Guardasigilli Alfano che prima ne aveva autorizzato l’attenuazione, la norma che obbliga gli imprenditori a denunciare l’estorsione, ma con la clausola di salvaguardia dello «stato di necessità», rientrano i pieni poteri del procuratore antimafia Grasso, ma soprattutto passa il ricorso alla fiducia. Anzi, a ben tre voti di fiducia sul ddl che sarà diviso in tre parti: norme sull’immigrazione (reato di clandestinità, Cie a sei …

“Migliaia di precari sono a rischio. Brunetta insulta chi «li mitizza»”, di Massimo Franchi

In attesa del fatidico 30 giugno, data in cui migliaia di precari perderanno il posto nella Pubblica amministrazione, Cgil e ministro Brunetta continuano a scambiarsi stoccate. Conscia della sovraesposizione mediatica dell’esponente del governo, questa volta la Funzione pubblica gioca d’anticipo. Invece di rispondere al solito show del ministro ad un convegno Cnel, si cerca di ribaltare i ruoli andando all’attacco del monitoraggio Brunetta sugli atipici nella Pubblica amministrazione, la cui ultima versione (ma non era quella del 30 marzo?, Ndr) è datata 28 aprile. Qui si legge che i «regolarizzabili» (precari con almeno 36 mesi di contratti e un concorso superato) secondo la legge Prodi sono 15.746, Sicilia esclusa (che la regione guidata da Lombardo con i suoi 18mila sia un caso a parte è l’unica cosa che mette d’accordo i due contendenti). Dati diversi I dati della Cgil sono molto diversi e si basano sul Conto annuale della Ragioneria generale dello Stato 2007, con l’avvertenza che nel frattempo «le cose sono anche peggiorate»: «I precari sono 200 mila (scuola esclusa), 57 mila perderanno il …

“Se ritorna l’idea di uguaglianza “, di Laura Pennacchi

Vi sono segni che la parola «eguaglianza» – con tutto il lessico di moralità politica che comporta – possa uscire dall’oblio in cui molti, anche a sinistra, prigionieri o subalterni della fallace ideologia neoliberista, l’avevano lasciata colpevolmente cadere. Trovano oggi accoglimento i moniti del cattolicodemocratico Ermanno Gorrieri e del liberaldemocratico Ronald Dworkin i quali, a lungo inascoltati, hanno considerato l’eguaglianza come «virtù sovrana» tra la libertà e la solidarietà. Se così è, non può sfuggirci che nei processi inegualitari provocati dal neoliberismo – e di cui la crisi economica mostra, negli ingiustificati supercompensi dei manager, gli effetti parossistici – agiscono non una ma due componenti. Siamo di fronte, infatti, a un duplice fenomeno: a) sul valore aggiunto diminuisce la quota dei redditi da lavoro – essa si riduce addirittura fra i 10 e i 5 punti in tutti i paesi sviluppati – e aumenta quella dei redditi da capitale; b) crescono le diseguaglianze fra le retribuzioni, lungo tutta la scala distributiva, ma con un peso decisivo esercitato dall’aumento di quelle dei ricchissimi. Dunque, vanno sottolineati …

DDL sicurezza: il PD chiede l’incostituzionalità del decreto

Riportiamo l’intervento del deputato Gianclaudio Bressa a sostegno della richiesta di incostituzionalità presentata durante la discussione alla Camera del ddl sulla sicurezza “Signor Presidente, siamo arrivati al dunque: oggi comincia l’esame del disegno di legge recante disposizioni in materia di sicurezza pubblica. Si tratta di una proposta che contiene alcuni articoli relativi alla presenza degli stranieri in Italia. Alla fine ci siamo arrivati. Dopo uno stillicidio di parole d’ordine che hanno prodotto una retorica costruita su fatti ed opinioni che scaricano sugli stranieri la responsabilità di molti problemi; dopo, quindi, un linguaggio che produce razzismo, in ordine al quale non dovremmo mai dimenticare la grande lezione di Adorno che l’antisemitismo è un mezzo di comunicazione di massa, e il razzismo è un mezzo di comunicazione politica che questa maggioranza utilizza scientificamente; dopo uno stillicidio di norme sparse (dalle impronte digitali ai minori alla stretta sui ricongiungimenti familiari), alla fine siamo arrivati al nucleo fondante la vostra politica sull’immigrazione. Veniamo alla grundnorm, alla norma fondamentale: l’articolo 21 del disegno di legge, che voi rubricate «Ingresso e …