Giorno: 7 maggio 2009

Sul sistema nazionale di istruzione pubblica

Intervento in aula dell’On. Ghizzoni per le dichiarazioni di voto su mozioni in materia di scuole paritarie. Signor Presidente, come Partito Democratico, riteniamo che non si possa affrontare il tema delle scuole paritarie senza fare riferimento alla politica scolastica attuata dal Governo Berlusconi in questo primo anno di legislatura e, in particolare, alla volontà di penalizzare il sistema nazionale di istruzione pubblica, mediante il depauperamento delle risorse finanziarie ed umane, attuato già con la famigerata manovra estiva, che ha sottratto 7 miliardi 800 milioni alle istituzioni scolastiche nel prossimo triennio. È una scelta draconiana, rafforzata dalle ulteriori riduzioni dei fondi per il funzionamento amministrativo e didattico delle scuole, previste dalla legge finanziaria del 2009. Solo una massiccia dose di ipocrisia può spacciare tutto questo come un intervento di razionalizzazione. Le vostre scelte minano le basi dell’istruzione pubblica e, cosa ancora più grave, sono il primo passo per ridisegnare il profilo della società italiana, cancellandone i contorni ispirati ai principi costituzionali di libertà, solidarietà, equità ed uguaglianza, che proprio nella scuola pubblica, seppur faticosamente e lentamente, hanno …

“Nella scuola, il futuro”. Incontro a Scandicci con l’On. Ghizzoni

“Nella scuola, il futuro”. Questo il titolo dell’iniziativa organizzata dal Partito democratico di Scandicci che si terrà questa sera, alle ore 21.15, presso la Saletta CNA, Piazzale della Resistenza, della cittadina toscana. All’iniziativa parteciperanno Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione Cultura alla Camera, e il candidato sindaco Simone Gheri. Per info La locandina dell’incontro

Niente class action retroattiva. Beffa per i consumatori

Stop alla retroattività per la class action. L’azione di classe arriverà in Italia ma varrà solo per gli illeciti che verranno commessi dopo l’approvazione del Collegato Sviluppo, ora all’esame del Senato e che comunque vedrà un altro passaggio alla Camera. Una beffa per gli obbligazionisti Alitalia. L’ennesimo rinvio è sancito da un emendamento della maggioranza (a firmarlo è Alberto Balboni del Pdl) al disegno di legge Sviluppo che contiene norme sull’energia e il nucleare e sulla competitività delle imprese italiane. La proposta di modifica deve avere ancora l’ok dell’Aula di Palazzo Madama, che ha cominciato a votare gli emendamenti al ddl, ma sembra evidente che su questa proposta dovrebbe convergere il sì di gran parte della maggioranza «perchè la retroattività delle norme giuridiche – commenta fuori dall’ufficialità il relatore Antonio Paravia del Pdl a margine dei lavori in Senato – è sempre molto difficile da accettare». Un principio dunque di correttezza giuridica che rischia di passare però sopra le aspettative di migliaia di consumatori frodati dai grandi crac che hanno investito il Paese negli ultimi …

“Gioventù di pietra”, di Giuseppe Provenzano

Si vive come in attesa, di questi tempi. Specie se hai vent’anni o trenta, non hai un contratto di lavoro, non hai ancora guadagnato cento euro. File di praticanti, in attesa che l’avvocato si accorga che non sei una segretaria. Molti in attesa di un concorso pubblico: come si dice, gli esami non finiscono mai. Gli esami sono finiti, e sono finiti i concorsi. Lo sanno quelli in attesa di una borsa di dottorato, o da ricercatore – ma meno, ché «fare ricerca è da figli di papà». In attesa di partire, spinti qua e là alla ventura,o verso le mete di sempre: il Nord, l’America, l’Australia. E mentre Berlusconi sale nei sondaggi, l’Italia si laurea in scienze della comunicazione, che non è una facoltà: è il marchio, il modo d’essere più diffuso di una generazione. Deve attendere, chi ha la folle idea di fare sul serio giornalismo: meglio inseguire sceneggiature di fiction, fare l’autore di reality. Lì, almeno, lo zingaro, il transessuale, il giovane di provincia, possono farcela. Da Maria De Filippi a Sanremo: …

Per un insegnante l’Italia spende 28 euro all’anno

Ma quanto si spende e quanto ci costa la formazione permanente? Quindici miliardi di euro, ovvero circa 30.000 miliardi di lire è questa la cifra di spesa al 2002 della formazione in Italia. A ricordarlo è l’Unieda, secondo cui la formazione in oggetto è quella professionale per i disoccupati e quella continua per i lavoratori e quella permanente per il resto della popolazione. Quindici miliardi di euro significano l’1,2% del PIL nazionale da aggiungere al 4,58% della istruzione (scuola e Università). Il 60,3% delle risorse proviene da fonti pubbliche (nel 2002), il resto dalle imprese e dai singoli cittadini. Come ribadito nel documento “Istruzione & formazione 2010. L’urgenza delle riforme per la riuscita della Strategia di Lisbona”, gli investimenti nell’istruzione e nella formazione sono per l’Unione “un fattore chiave della competitività, della crescita e dell’occupazione e di conseguenza sono il requisito preliminare per conseguire gli obiettivi economici, sociali e ambientali fissati a Lisbona”. L’obiettivo ambizioso di fare dell’Europa, entro il 2010, “il sistema economico basato sulla conoscenza più competitivo e dinamico del mondo, in condizioni …

“Impariamo a dire: «Stasera cucini tu»”, di Maria Laura Rodotà

Ottanta minuti al giorno, 560 minuti in una settimana. Insom­ma nove ore e venti, buone per giocare a calcetto, andare in giro a farsi chiamare «papi», prendere aperitivi, guardare lo sport in tv, stare online, o altro. Gli uomini italiani, dice l’Ocse, hanno tutto questo tempo libero più di noi. Anzi, di voi, forse. Perché c’è una forbice, e si sta allargando: c’è una minoranza di donne italiane (chi scrive ne fa parte) che gli ot­tanta minuti li ha. Per fare i lavori di casa paga un’altra persona, ge­neralmente straniera (ci sono femministe anglosassoni che han­no teorizzato la liberazione delle donne cioè la loro attraverso la fa­tica domestica di altre donne; ma la maggioranza di noi femmini­ste di ogni etnia si sente, onesta­mente, in colpa). La paga col suo stipendio, o con quello del marito. Anche se, nella maggior parte dei casi, i minuti li butta. Perché ci sono le pazze delle la­vatrici, le devono fare personal­mente e spesso restano a guarda­re l’elettrodomestico mentre gira. Le maso­chiste della stiratura, anche con dieci colf so­no loro …

“Il rinvio accentua la competizione tra Pdl e Carroccio”, di Massimo Franco

Più che le polemiche con l`opposizione, le tensioni che si addensano intorno alle norme sulla sicurezza rivelano un profondo nervosismo nella maggioranza. I contrasti fra Pdl e Lega stanno diventando espliciti, e pesano più delle accuse lanciate dal Pd al governo di riproporre «leggi razziali». Riguardano solo in parte il merito dei provvedimenti, utilizzati piuttosto per stabilire quali siano i rapporti di forza dentro il centrodestra. II tentativo del partito di Umberto Bossi di accelerare i tempi è fallito di fronte alle resistenze del Parlamento. E gli allarmi lanciati ripetutamente dal ministro leghista dell`Interno, Roberto Maroni, sono stati lasciati cadere nel vuoto. Il rinvio del voto di fiducia a metà della settimana prossima suona come una sconfitta del Carroccio. Il leader della Lega ieri mattina aveva annunciato che oggi sarebbe stata votata la legge. Non solo. Maroni rivelava candidamente che palazzo Chigi aveva deciso di ricorrere alla fiducia per aggirare «i malumori in una parte della maggioranza»: questioni slegate, a suo avviso, dal merito delle misure da prendere; e dava la colpa ai postumi della …