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Bastico: “Cie, sull’immigrazione solo slogan dal governo”

Criminalizzare tutti gli immigrati aumenta le tensioni sociali e non fo rniscesicurezza. Gli immigrati in Italia sono necessari, aiutano in particolare l’occupazione femminile.

“Episodi come quello accaduto al Cie di Modena sono gravi , e per questo è doveroso trovare e punire i responsabili. Tuttavia questa protesta è l’ennesimo segnale che i provvedimenti del governo sulla sicurezza non solo producono tensioni e arroventano il clima sociale, ma si rivelano slogan completamente inefficaci se non sono seguiti da impegni veri in termini di risorse e finanziamenti, e da un nuovo modo di concepire politiche per l’immigrazione”. Con queste parole Mariangela Bastico – candidata alla segreteria regionale del Partito Democratico – commenta la rivolta al Centro di identificazione ed espulsione di Modena.
“Il pacchetto sicurezza – continua Bastico – contiene solo promesse, perchè se a parole il governo sembra usare il pugno duro, nei fatti non risolve nulla, aumentando le tensioni sociali. Non si può criminalizzare l’intero fenomeno dell’immigrazione, ma si deve riconoscere quanto dimostrato dalla banca d’Italia nel Rapporto sulle economie regionali: e cioè che, al contrario di quanto va dicendo la destra da anni, l’afflusso di lavoratori stranieri ha consentito di svolgere lavori che gli italiani non facevano più e ha accresciuto le opportunità lavorative per le donne.
Mi riferisco in particolare alle badanti e alle donne impegnate nei lavori domestici che hanno alleggerito gli impegni di cura delle donne italiane liberando per loro tempi ed energie professionali. Gli immigrati quindi non sono solo un problema ma una risorsa economica – dichiara Bastico – fiscale e previdenziale. Si legge infatti nel rapporto che le donne avrebbero beneficiato in particolare della presenza straniera nei settori sociali e di cura, “attenuando i vincoli legati alla presenza dei figli e all’assistenza dei familiari”. E mentre la Lega parla di inni regionali e di dialetti nelle scuole – conclude Bastico – la Banca d’Italia (ed episodi come quelli al Cie) dimostrano in modo preciso l’inefficacia e “l’esibizione ideologica” delle politiche del governo”.

Rivolta al Cie, il Pd: “Conferma di quanto temevamo”
Anche il sen. Giuliano Barbolini ha commentato i disordini avvenuti al Centro di identificazione ed espulsione di Modena. Ecco il testo della sua dichiarazione: «Nessuna indulgenza nei confronti di chi provoca disordini e commette azioni violente. I comportamenti illegali vanno contrastati severamente. Ma è un gravissimo errore pensare di affrontare la delicata questione dell’immigrazione solo ed esclusivamente con il pugno di ferro. Quello che sta accadendo nei Centri di identificazione ed espulsione in tutta Italia, anche a Modena, è una drammatica conferma di ciò che andiamo dicendo da tempo: non è possibile fare di tutta un’erba un fascio, mettere in uno stesso spazio criminali veri e clandestini che arrivano in Italia per sfuggire alla miseria e alle persecuzioni nei loro paesi.

Pare che anche nel centrodestra qualcuno abbia cominciato a capirlo. E’ stato il sottosegretario Giovanardi a dichiarare che occorre separare gli irriducibili con la fedina sporca che non hanno niente da perdere dai clandestini veri. Meglio tardi che mai. E’ apprezzabile che anche sulla questione dei Cie il centrodestra dia segnali di resipiscenza, come già ha fatto con le badanti e con le colf.

Tuttavia questa è la diretta conseguenza di una politica del governo che, nelle sue linee guida, è stata di fatto appaltata alla Lega e alla sua visione rozza e xenofoba dell’immigrazione. L’ultimo rapporto di Bankitalia dice che l’aumento degli stranieri in Italia non sottrae posti di lavoro agli italiani ma crea migliori opportunità per l’economia generale del paese, in particolare per le donne e per chi ha un livello medio-alto di istruzione, quindi per i giovani diplomati e laureati.

Bene, questo dimostra una volta di più la necessità di distinguere tra una minoranza criminale che va perseguita con severità e una maggioranza che va favorita nel processo di integrazione, non solo perché è giusto ma semplicemente perché è nell’interesse degli italiani».

[email protected], 19 agosto 2009

1 Commento

  1. La redazione dice

    “Incendi, proteste e digiuni: nei Cie e nelle carceri scoppia la rivolta”, di Massimo Solani

    Da Firenze a Perugia, i detenuti stipati all’inverosimile non ce la fanno più. Polveriera anche nei centri di identificazione ed espulsione: l’altra notte a Modena incendiati materassi e coperte

    C’è un mondo dietro alle sbarre che in questi giorni di agosto rischia di esplodere. Una polveriera caricata fino all’insostenibilità che adesso rischia di generare violenza e ribellione. Che si tratti di carceri o di centro di identificazione ed espulsione poco cambia. I fattori sono gli stessi, dal sovraffollamento alle condizioni di vita al limite del disumano, e stesso è anche il risultato: ribellioni, sommosse, proteste violente ed una situazione che rischia di degenerare sotto agli occhi di un governo che finge di non vedere l’emergenza carceraria (nessuna traccia del piano carceri più volte annunciato, il Guardasigilli Alfano è arrivato addirittura a prendersela con l’Europa) e nega quella dei Cie. Al collasso un po’ ovunque (nonostante le smentite ferragostane di Maroni) dopo l’entrata in vigore del pacchetto sicurezza con l’introduzione del reato di clandestinità e delle norme che prolungano i tempi di permanenza nei centri fino a 180 giorni.

    TENSIONE ALLE STELLE
    Calata finalmente la tensione al “Bassone” di Como, dove i detenuti per tre giorni hanno battuto le sbarre, versato acqua e sapone nei corridoi e danneggiato le strutture per protestare contro l’affollamento che ne fa una delle strutture più congestionate d’Italia, il livello di guardia è altissimo in tutta Italia. Dopo alcune aggressioni verificatesi nei giorni scorsi a Pistoia e San Gimignano ai danni di alcuni agenti di polizia penitenziaria, ieri la rivolta è esplosa a Firenze nel carcere di Sollicciano. Dove alcuni detenuti hanno incendiato coperte e lenzuola all’interno delle celle. Una protesta, ha spiegato il Garante Franco Corleone, causata dal pane muffito servito agli ospiti della struttura assieme al pranzo. Ma il sospetto, secondo alcuni agenti, è che il pane sia stata solo la scintilla che ha fatto deflagrare una tensione che in realtà covava da giorni. Situazione simile a quella del penitenziario di Capanne (Perugia) dove sempre ieri le fiamme si sono sviluppate in una cella. A causare il rogo un detenute che ha dato fuoco al proprio materasso. «La situazione penitenziaria è ogni giorno di più sempre più critica – commentava allarmato ieri il segretario del Sappe, sindacato autonomo della polizia penitenziaria, Donato Capece – Ogni giorno ci sono aggressioni ad agenti, risse, momenti di tensione e ogni giorno registriamo il colpevole silenzio dell’amministrazione penitenziaria. Sono giorni, settimane, mesi che ripetiamo che la situazione penitenziaria del Paese, a causa del costante sovraffollamento, è ogni giorno sempre più critica».

    IL FRONTE IMMIGRAZIONE
    Non diversa la situazione nei Centri di identificazione ed espulsione che si stanno ormai riempiendo fino a scoppiare dopo l’entrata in vigore del pacchetto sicurezza. A cavallo di ferragosto, infatti, tensioni violente e incidenti con la polizia ci sono stati nel centro milanese di via Corelli, in quello di Bari e a Torino. Lunedì notte l’ultimo episodio, questa volta a Modena. Dopo che una trentina di nordafricani avevano promosso uno sciopero della fame, infatti, altri extracomunitari reclusi nel centro di via Lamarmora hanno appiccato il fuoco a materassi e lenzuola.

    L’Unità, 19 agosto 2009

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