scuola | formazione

“Un falso problema. La rivolta scoppierà sui precari”

Mimmo Pantaleo, segretario della Cgil scuola, il regolamento appena varato scatenerà polemiche, specie per l’insegnamento della religione?«In quanto regolamento non introduce delle novità sostanziali. Ma proprio per questo il ministero poteva evitare lo scontro con la giustizia amministrativa sull’ora di religione e aspettare che la questione giungesse a sentenza definitiva. Io credo, tuttavia, che la protesta nella scuola non scoppierà su questo».

E su cosa, invece?
«Sulla vertenza dei precari. Mi spiego: intanto per ora sono precari tutti, dal momento che la circolare sulle assunzioni che doveva già essere pubblicata, di fatto non c’è. Ma quella si farà. Quanto a precari in senso stretto, i numeri dicono tutto: i tagli prevedevano 42 mila insegnanti e 15 mila dipendenti amministrativi in meno. Ci sono stati i pensionamenti, ci sono state 16 mila immissioni in ruolo, ma i conti non tornano e alla ripresa scuola 18 mila lavoratori resteranno a spasso».

Senza un posto per tutto l’anno?
«Certamente senza un posto per ora. Ma se la situazione non cambia queste persone, da anni nella scuola e con un’età media di 41 anni, rischiano proprio di essere espulse dal sistema dell’istruzione».

Il sindacato che farà?
«Vogliamo, intanto, che porti a dei risultati il tavolo aperto con il ministero e con l’Inps sulla questione dei lavoratori della scuola che rischiano la disoccupazione. Nel frattempo non staremo fermi: ci sarà una forte mobilitazione, con scioperi forse, ma anche con occupazioni simboliche delle scuole. L’autunno non sarà una stagione tranquilla, ma non per responsabilità nostre».

La Stampa, 21 agosto 2009

1 Commento

  1. La redazione dice

    “Scuola, ecco le nuove regole. Crediti anche per la religione”, di GI. VI.

    Sono cambiate da ieri le regole di valutazione degli alunni italiani. Ma non è stata recepita la sentenza del Tar che estromette le ore di religione dal comuto dei crediti formativi.
    Il nuovo testo è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, con un decreto del Presidente della Repubblica. Il provvedimento conferma le novità già parzialmente anticipate in questo anno scolastico, tra cui l’obbligo di acquisire la sufficienza in tutte le materie per essere ammessi a sostenere l’esame di maturità e di licenza media, il voto in condotta determinante per la media scolastica, il voto espresso in numeri, e l’equiparazione dei docenti di religione ai colleghi delle altre materie relativamente all’assegnazione dei crediti scolastici.
    L’equiparazione dei docenti di religione significa che il provedimento non tiene conto del parere espresso il 17 luglio scorso dal Tar del Lazio, che aveva estromesso questi docenti dal computo del credito. Secondo i giudici, infatti, per non discriminare gli allievi che non si avvalgono dell’insegnamento delle religione bisognava non rendere utile la frequenza della materia ai fini dell’assegnazione dei punti utili alla formulazione del voto di maturità.
    Sul piano pratico, però, la sentenza non è stata recepita. Il primo risultato sarà che la composizione dei consigli di classe chiamati a svolgere gli esami di riparazione ai primi di settembre dovrebbe comprendere anche i docenti di religione. Il nuovo regolamento prevede che per gli esami di licenza media dal 2009/2010 il voto finale sia calcolato con la media aritmetica dei voti conseguiti in tutte le prove d’esame, scritte e orali. Confermato il voto numerico e un’altra novità per le superiori: a riforma avvenuta gli studenti avranno l’obbligo di aver frequentato almeno i 3/4 delle lezioni.

    L’Unità, 21 agosto 2009

I commenti sono chiusi.