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“Tagli alle scuole materne? La responsabilità è del governo”

Bastico e Ghizzoni: “E’ l’impatto della finanziaria sulla vita reale”. “Così si alimenta la crisi e si nega il diritto all’istruzione per i bambini”

“A distanza di un anno i numeri ed i provvedimenti della manovra d’estate 2008 hanno un impatto dirompente sui posti di lavoro, sul diritto all’educazione dei bambini e quindi sulla vita reale delle persone. Gli effetti dei tagli imposti alla scuola dell’infanzia dal ministro Gelmini dodici mesi fa, come previsto, arrivano oggi anche nella nostra provincia”.
Così la responsabile nazionale scuola del Pd Mariangela Bastico e la Capogruppo in commissione cultura alla Camera Manuela Ghizzoni denunciano l’impossibilità da parte di oltre 180 bambini di frequentare le scuole materne in alcuni comuni della provincia di Modena.
“Il PD novella Cassandra, come qualcuno ha voluto far credere? No, più amaramente era immaginabile – continuano Bastico e Ghizzoni – che a fronte di una crescita della popolazione scolastica, il taglio del personale docente previsto della finanziaria si ripercuotesse sull’accesso dei bambini alla scuola e quindi sul loro diritto all’istruzione. Per mesi – continuano le due parlamentari modenesi – abbiamo denunciato questo rischio, ed oggi si verifica esattamente quanto preannunciato dal Pd già l’anno scorso, in occasione dell’approvazione della manovra d’estate che ha previsto tagli alla scuola per ben 8 miliardi di euro. Mancano le risorse, quindi gli insegnanti e di conseguenza i posti per accogliere i bambini alla scuola. Peraltro – aggiungono le parlamentari – il governo si rende paradossalmente responsabile di “aiutare” la crisi, invece di contrastarla, tagliando oltre 120 mila posti di lavoro nella scuola pubblica. Continueremo per questo a chiedere il ritiro del provvedimento del governo, perché se da un lato i tagli costituiscono un grave danno alla qualità dell’offerta scolastica, dall’altro creano danni sociali lasciando senza lavoro e senza ammortizzatori sociali decine di migliaia di docenti e personale amministrativo.
Accogliamo – concludono Bastico e Ghizzoni – pertanto l’invito della Cgil a proseguire il nostro impegno parlamentare per contrastare la politica scolastica del Governo e a sostenere le iniziative locali in favore della tutela del diritto all’istruzione per i nostri ragazzi”.

1 Commento

  1. Il Codacons denuncia la Gelmini, di Cristina Provenzano da TRC Modena

    Il Codacons denuncia il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini e i direttori scolastici regionali presso tutte le procure italiane per turbativa di pubblico servizio e violazione delle norme sulla sicurezza delle classi che superano i 25 studenti. Nelle aule in cui si inseriranno più di 25 alunni per sopperire alla mancanza di docenti, infatti, si commette, secondo l’associazione dei consumatori, “un grave reato, mettendo a repentaglio la sicurezza dei ragazzi”. Anche il Codacons modenese chiede, quindi, il sequestro delle classi definite “illegali” perché vanno contro alle norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica per le quali “il massimo affollamento ipotizzato è di 25 studenti più un insegnante”. Inoltre il numero di alunni che possono essere affidati ad un solo docente non può superare le 25 unità ai fini del buon andamento delle attività svolte. “Se per risparmiare si aumenta il numero di ragazzi sui banchi – ha affermato il presidente del Codacons di Modena Fabio Galli, raggiunto telefonicamente da Trc-Telemodena – il rischio è quello di rendere un servizio peggiore”. Intanto non si ferma la polemica legata alle scuole d’infanzia della nostra provincia. La responsabile nazionale scuola del Partito Democratico Mariangela Bastico e la Capogruppo in commissione cultura della Camera Manuela Ghizzoni denunciano, dopo l’allarme lanciato dalla Cgil, l’impossibilità da parte di oltre 180 bambini modenesi di frequentare appunto le scuole materne, dopo i tagli approntati dal ministro Gelmini. “In questo modo – affermano le due esponenti del Pd – si nega il diritto d’istruzione per i più piccoli e si alimenta la crisi”.

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