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Franceschini: “Dedichino lo stesso tempo in prima serata ai precari della scuola”

“Io faccio una proposta al governo: dedichino lo stesso tempo in prima serata con lo spostamento di tutti gli altri programmi ai precari della scuola, come hanno fatto ieri sera con ‘Porta a Porta”. Lo ha affermato il segretario del Pd, Dario Franceschini, presentando la sua mozione a Aci Castello, nel Catanese.
‘Li chiamino in trasmissione e li facciano parlare – ha aggiunto Franceschini – e sentano con quali paure e angosce sono costretti a vivere gli educatori dei nostri figli senza che nessuno si accorga di loro. Perché controllare il sistema dell’informazione – ha osservato il segretario del Pd – significa accendere i riflettori, come hanno fatto ieri sera, ma significa anche spegnerli, cioè non fare vedere quello che sta avvenendo in tutti i provveditorati e davanti le scuole italiane con persone che dicono ‘non ce la facciamo, abbiamo bisogno d’aiuto’. E su questo – ha concluso il segretario del Pd – è scesa una cappa di silenzio. Dedichino una bella puntata in prima serata di due ore ai precari della scuola’.

3 Commenti

  1. (ER) SCUOLA BOLOGNA. DIVIETO PREFETTO ACCORCIA PRESIDIO SABATO
    MANIFESTAZIONE DOVEVA FINIRE A MEZZANOTTE, INVECE STOP ALLE 14

    (DIRE) Bologna, 16 set. – Manifestazione per la scuola “accorciata” a causa dell’ordinanza del prefetto di Bologna, Angelo Tranfaglia, che nel fine settimana vieta cortei e manifestazioni in parte del centro storico della citta’. Lo annuncia una nota dell’assemblea provinciale dei docenti e dei genitori, che (insieme al coordinamento dei precari e degli studenti medi) organizza il corteo in programma venerdi’ 18 e a seguire il presidio in piazza Re Enzo fino a sabato.
    “La manifestazione avrebbe dovuto concludersi alla mezzanotte di sabato- spiega la nota- ma non e’ stato possibile a causa del decreto prefettizio che vieta tutte le manifestazioni nelle piazze Nettuno, Maggiore e Re Enzo e nell’intera zona ‘T’ dalle 14 del sabato e la domenica”. Il provvedimento prefettizio “ci impedisce, ancora una volta- scrivono genitori ed insegnanti- di accogliere nella cornice piu’ degna di Bologna i genitori e gli insegnanti della regione”. Per questo, “in nome della liberta’ di espressione non solo nostra ma di tutti- e’ l’appello dell’assemblea delle scuole- chiediamo che questo decreto, in vigore fino al 30 settembre, non sia piu’ reiterato”. Il programma della giornata, intanto, prende forma. Il corteo sara’ animato da percussionisti, musicisti e trampolieri e a seguire, in piazza, cena per tutti. La serata si aprira’ con uno spettacolo di afrodanza e continuera’ con gli artisti che hanno gia’ da ora assicurato la loro presenza: gli attori Vito, Matteo Belli, Maurizio Cardillo, Anna Amadori, Bruno Stori. Dopo la favola della buona notte, a cura del teatro Testoni ragazzi, “sara’ allestito l’accampamento notturno- spiega la nota- con decine di tende e persone che trascorreranno la notte in piazza”. Sabato mattina, fino alle 14, continuera’ l’attivita’ di informazione mentre una delegazione si rechera’ all’Ufficio scolastico regionale. In piazza Re Enzo si alterneranno animazioni teatrali, laboratori e un aperitivo con gli attori Ivano Marescotti e Luciano Manzalini, sullo sfondo delle vignette del fumettista Davide Ceccon.
    Numerose le adesioni giunte finora, riferisce l’assemblea della scuole: da Flavio Delbono, sindaco di Bologna, agli assessori comunale, provinciale e regionale alla Scuola (Simona Lembi, Anna Pariani e Giovanni Sedioli), oltre ad amministratori di svariati altri Comuni della provincia, il Pd con anche Mariangela Bastico (responsabile nazionale Scuola) e Manuela Ghizzoni (capogruppo nella commissione Scuola della Camera), Prc, Bologna citta’ Libera, Altra Citta’, Prc, e i sindacati Flc-Cgil, Cobas e Cub scuola.

  2. SCUOLA: COSCIA E GHIZZONI (PD), ADERIAMO A MANIFESTAZIONE PRECARI 3/10 =
    (ASCA) – Roma, 16 set – ‘Nel ribadire il pieno sostegno alle richieste degli insegnati precari, assicuriamo piena adesione alla manifestazione nazionale del 3 ottobre. La protesta di chi rischia di rimanere senza lavoro dopo anni nei quali ha educato e istruito i nostri ragazzi e’ sacrosanta e va sostenuta, per non dimenticare che siamo di fronte al piu’ grande licenziamento di massa che il nostro Paese ricordi’.
    Lo dichiarano Maria Coscia, del dipartimento Educazione del Pd e Manuela Ghizzoni, capogruppo del Partito democratico in commissione Cultura della Camera.

  3. da Retescuole: «Mobilità, la Gelmini cerca solo di cambiare discorso», di Pino Patroncini

    Assillata dalla vicenda dei precari che “hic et nunc” hanno posto un problema vitale quello della sopravvivenza il Ministro Gelmini cerca disperatamente di cambiare discorso. La mobilitazione di questi giorni per quanto spezzettata in cento province ha dato l’idea dell’ampiezza del problema e di come questo sia stato aggravato dai tagli voluti da Tremonti, che hanno visto del tutto prona la Ministra dell’istruzione. Né servono a molto i contratti di disponibilità che lasciano scoperti proprio quelle decine di migliaia di supplenti temporanei che finora abarcavano il lunario lavorando su supplenze temporanee lunghe (maternità, aspettative, malattie gravi) e che quest’anno per lo più finiranno scalzati dai loro colleghi a loro volta scalzati dalle nomine annuali.
    Così la scorsa settimana su Tuttoscuola la Gelmini ha cercato di introdurre l’argomento delle carriere….a futura memoria però, dal momento che fino al 2011 non si potrà accedere a quel 30% di risparmi che i tagli dovrebbero produrre. Odiosa proposta di cannibalismo, come si è già detto, per cui si dovrebbe accondiscendere al licenziamento dei colleghi per carriere future in cui poi cannibalizzarsi ulteriormente.
    Questa settimana ha scelto quello della mobilità: circa 180.000 docenti su 800.000 cambiano di sede ogni anno. Così, sempre utilizzando l’amplificatore di Tuttoscuola, la Gelmini cerca di fare credere che la colpa sia degli insegnanti che si muovono troppo e propone di permettere i trasferimenti anziché ogni anno solo una volta ogni due anni.
    Se non che analizzando i dati stessi che enuncia Tuttoscuola si scopre che solo un terzo degli insegnanti si sposta volontariamente. Tutti gli altri o sono precari. che ruotano loro malgrado ogni anno, o sono neoassunti su assegnazione provvisoria (è bene che si sappia che l’assunzione avviene così per scelta del Ministero non dei neoassunti), o sono persone in mobilità obbligatoria per perdita del posto nella loro scuola ( fenomeno accentuato proprio dai tagli Tremonti-Gelmini). In altre parole su 180.000 spostamenti circa 120.000 sono responsabilità del Ministero e questi non sarebbero minimamente scalfiti da un raddoppio delle scadenze di trasferimento, perché il ministero i posti vacanti li deve pur coprire con i precari e i docenti in soprannumero li deve pur utilizzare, ogni anno e non ogni due!
    Se la Gelmini assumesse in ruolo tutti i precari sui posti vacanti al contrario otterrebbe due effetti: quello di stabilizzare il personale che ogni anno viene nominato su scuole diverse e quello di saturare il sistema lasciando oggettivamente meno spazio per la mobilità volontaria. Se poi la smettesse di fare i tagli ridurrebbe drasticamente anche la mobilità obbligatoria.
    Ma si sa: la Gelmini, prona ai voleri di Temonti o di Berlusconi, ai tagli non può rinunciare e i precari non li può assumere perchè le servono per questo, come camera di compensazione per le riduzioni di organico in atto. Lei i precari non li vuole assumere, lei li vuole tenere precari proprio per poterli licenziare “ alle bisogna”.

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