Giorno: 16 Dicembre 2009

Finanziaria: dichiarazione di voto del capogruppo Pd Dario Franceschini alla Camera sulla fiducia

Signor Presidente, siamo alla fiducia numero ventisette. Siamo davanti ad un altro passo verso un silenzioso svuotamento del sistema parlamentare. La fiducia – l’abbiamo utilizzata anche noi quando eravamo al Governo – non è più un modo per garantire la conversione dei decreti-legge nei tempi previsti, e non è più nemmeno un modo per contrastare l’ostruzionismo delle opposizioni; è diventata il modo ordinario di legiferare: un decreto-legge, un maxiemendamento nel quale si inseriscono tutte le cose che non erano state previste per tempo o che potevano incontrare resistenze nella firma del Presidente della Repubblica, e poi su quel maxiemendamento si mette la fiducia, all’inizio del dibattito, senza problemi di tempo, senza nemmeno più – come abbiamo visto ieri – avvertire l’esigenza di motivarla all’Aula. Questa volta si è fatto qualche cosa di più, perché l’atteggiamento dell’opposizione (dichiarato pubblicamente e privatamente), e dell’opposizione unita, è stato un atteggiamento assolutamente responsabile proprio per togliere ogni pretesto. Abbiamo ridotto gli emendamenti a 49, sulle questione più essenziali (mai un numero così basso di emendamenti ad una finanziaria) e …

Finanziaria, passa la fiducia. Bossi: “Così si evitano pasticci”

Con 307 sì e 271 no l’aula di Montecitorio ha dato il via libera alla fiducia sulla Finanziaria. E’ la ventisettesima da inizio legislatura. Il voto finale sui provvedimenti che compongono la manovra (Finanziaria, bilancio e nota di variazione) è in programma per domani in tarda mattinata. Poi i testi passeranno al Senato, dove il via libera definitivo è in programma martedì prossimo. “Lo scudo fiscale rappresenta la più grande manovra finanziaria mai fatta negli ultimi anni” dice il ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Che indica la cifra di 80 miliardi come possibile traguardo. E’ stato giusto – spiega Tremonti – mettere a bilancio un euro e poi salire fino ad 80 miliardi”. Poi aggiunge di non conoscere precedenti di un rimpatrio “di 5 punti di Pil in tre mesi”. Dati più precisi si avranno nelle prossime ore, forse già stanotte quando “ci saranno i dati stile exit poll e nei prossimi giorni quelli ufficiali”. Dalle ultime indicazioni che arrivano dal settore finanziario e da fonti di maggioranza il rimpatrio sarebbe in realtà più corposo assestandosi …

“Procure vuote a mezzogiorno”, di Calogero Ferrotti *

Enna sarà il primo ufficio di procura in Italia completamente privo di sostituti e con il solo procuratore capo. Dunque destinato a non essere più operativo. E’ il primo esempio di un progressivo svuotamento di tutte le procure del Sud. Dovuto principalmente a una norma del 2007 che vieta di destinare a quei posti i magistrati di prima nomina. Ma anche a un contesto di riforme annunciate e a un clima generale di continua delegittimazione della magistratura. Ecco perché se ne occupa lavoce.info. Mentre il ministro della Giustizia fa orecchie da mercante. Tra qualche settimana, anche l’ultimo magistrato lascerà la procura della Repubblica di Enna, perché trasferito in altra sede: il capoluogo siciliano sarà il primo ufficio di procura in Italia completamente privo di sostituti e con il solo procuratore capo, quindi fatalmente destinato a non essere più operativo, come un ospedale con solamente il primario. Non rimarrà un caso isolato, è solo il primo squarcio di un più ampio scenario che sta vedendo il progressivo svuotamento di tutte le procure siciliane e più in …

“Ue: cresce la disoccupazione. Segnali di ripresa, ma non in Italia”

BRUXELLES – Nonostante i segnali di ripresa, la disoccupazione continua a crescere in Europa, con le previsioni sul mercato del lavoro che restano sostenzialmente sfavorevoli. La situazione è più critica in Paesi come l’Italia e la Spagna, meno in Francia e Germania. E’ questa l’analisi contenuta nel rapporto mensile dell’Osservatorio occupazione della Commissione europea, in base al quale, dall’inizio del 2009, si sono persi nella Ue 4,6 milioni di posti di lavoro. A ottobre i disoccupati erano 6,5 milioni in più rispetto al marzo del 2008, momento in cui è cominciata la crisi. “Gli ultimi dati di ottobre e novembre – si legge nel rapporto – mostrano un indebolimento ulteriore dei mercati del lavoro della Ue, sebbene in maniera più moderata. L’occupazione continua a ridursi e la disoccupazione ad aumentare. Le offerte di lavoro rimangono poche rispetto ad un anno fa – prosegue l’Osservatorio della Commissione Ue – e le imprese continuano ad annunciare più tagli ai posti di lavoro piuttosto che nuove assunzioni”. “Comunque – prosegue il rapporto – sui mercati del lavoro europei …

“Bersani: ‘Silvio non andrà al voto'”, di Carlo Bertini

Ma guardi, io a questa storia del voto anticipato non ci credo e comunque è Napolitano che decide se si va alle elezioni, mica qualcun altro». Pierluigi Bersani ha appena salutato il suo vice Enrico Letta di fronte all’ingresso della barberia di Montecitorio e calca il corridoio verso l’uscita posteriore della Camera dopo un’altra giornata di passione. Malgrado tutto quello che è successo alla Camera, con le bordate di Cicchitto in aula e il j’accuse di Fini al governo, malgrado il clima non si sia affatto svelenito come chiesto dal Capo dello Stato, la soluzione delle urne non sembra a Bersani la più probabile, anzi. Qualche ora prima dal suo scranno in aula il leader del Pd prova a dare il suo contributo per rasserenare gli animi dicendo che «i discorsi sul famoso clima nell’immediatezza di questi fatti sono scivolosi» con il rischio che «qualcuno si vesta da pompiere per fare l’incendiario, e che cominci un gioco di criminalizzazione tra noi, che va oltre il segno». Insomma fa di tutto per tenere la barra dritta …

“Il Consiglio di Stato: stop ad una riforma delle superiori con questi criteri. Il Tar ribadisce il tetto dei 25 alunni”, di F. Luppino

Il governo dell’amore, se restiamo al Berlusconi di ieri, non dovrebbe fare una riforma contro tutto e tutti. Dopo la maggioranza delle Regioni, il Consiglio superiore della pubblica istruzione, i sindacati, l’opposizione, e perché no i professori, gli studenti e i bidelli anche il Consiglio di Stato ha detto al ministro Gelmini che la mutazione genetica della scuola superiore non si può fare. Non come si sta facendo, non con la rapidità imposta dalla contabilità di Tremonti. La sentenza amministrativa parla addirittura di uno sforamento rispetto alla delega concessa: la così radicale trasformazione dei licei, come dei tecnici, la fine delle sperimentazioni, i tagli poderosi di ore e professori (come ampiamente spiegato nei giorni scorsi su queste pagine, ndr) non rientrerebbero nelle indicazioni date al ministro. Quindi, la Gelmini si deve fermare, deve circoscrivere i Regolamenti, così hanno deciso di chiamare la riforma. E per fare questo ci vuole tempo, molto tempo. Il che cozzerebbe con i piani di via XX settembre. Ma, sarebbe una dimostrazione di buonsenso. Del resto una scuola funzionante ed efficiente …

Più sicurezza? La soluzione non è bloccare internet

PD e giovani democratici contro gli sceriffi della rete. Anche perché le leggi ci sono già. Gentiloni: “La Polizia postale basta per colpire i criminali”. Gozi: “L’aggressione al premier non giustifichi limitazioni alla libertà, facciamo leva sulle responsabilità personali”. Il PD rifiuta la violenza senza se e senza ma. Per questo ha condannato subito il ferimento di Berlusconi da parte di Massimo Tartaglia, gesto sconsiderato e ingiustificabile. Un gesto che non può essere tollerato in un paese civile. Un gesto che, però, non può nemmeno diventare il pretesto per scatenare nuove tensioni e improbabili azioni restrittive contro la libertà sul web. Eppure sta succedendo proprio questo. I fatti di domenica stanno dando origine a una sequela di dichiarazioni che invece di stemperare il clima di tensione, foraggiano il nervosismo. “Guai a sottovalutare, c’è una brutta aria” dice il ministro Alfano. “Berlusconi poteva essere ucciso” aggiunge il ministro dell’Interno Roberto Maronia che annuncia che presto arriverà la stretta sui siti internet, forse già dal prossimo Consiglio dei Ministri, assieme a una stretta sulle manifestazioni, con un …