ambiente, politica italiana

Milleproroghe, quanti sprechi

La Lega ripropone il Piano Casa e il rinvio sul taglio delle poltrone comunali. Il Pdl risponde con una nuova sanatoria per gli abusi edilizi. Insomma, il decreto diventa il 1000sprechi. Alla faccia della crisi….Si chiama decreto Milleproroghe e mai fu nome più azzeccato. Una maxi normativa contenuta della nuova Finanziaria dove la maggioranza può sfogare ogni sua fantasia più esagerata. Si ritorna al Piano Casa, si stabiliscono fondi per Padre Pio, nuove tratte autostradali, Roma Capitale e rinvii scomodi, come quello sui tagli alle poltrone comunali e provinciali, prima della prossima tornata elettorale.

Siamo ancora agli inizi dell’iter che potrebbe confermare il decretone ma si può già dire con certezza che a farla da padrone nelle richieste/proposte sono gli esponenti della Lega. Il senatore Lucio Malan ha presentato tante idee per la casa a cominciare con il mantenimento del salotto buono e delle poltrone da non toccare, più una bella sanatoria per il giardino. In altri termini è stato riportato in auge il cosiddetto Piano Casa, quello che, per bocca di Berlusconi, autorizzava i proprietari di solo ville e villette ad ampliare la metratura cubica fino al 20%; ipotizzata – ma qui il “merito” è dei senatori del Pdl, Sarro e Nespoli – una speciale sanatoria per gli abusi edilizi realizzati entro il 31 marzo 2003; il rinvio al 2011 del taglio delle poltrone nei comuni e nelle province.

Non è un’iniziativa personale quella di Malan ma concordata con il ministro Roberto Calderoli, anche lui leghista. Per il bene dell’Italia (del Nord) la maggioranza ha richiesto la costruzione di particolare segmento della A4, la Milano-Brescia, “nel tratto intersezione A4-A26” per dirottare i Tir su “percorsi alternativi” e lo sgravio fiscale di quasi un milione l’anno “per gli acquirenti di tartufi dai raccoglitori dilettanti o occasionali”. Della serie: in crisi sì, ma mai senza tartufi!!

Alle iniziative leghiste il Pdl non ha fatto mancare il suo contraltare meridionale. Il senatore Cosimo Izzo ha richiesto 1,5 milioni l’anno per il Comune di Pietralcina prorogando, di fatto i benefici della legge del 2006 dopo la santificazione di Padre Pio. Della serie: ricordiamo i voti professati dal giovane fra’ Pio, povertà, castità ed obbedienza.

Ma tutto quello che luccica non è oro. Anche all’interno del decreto Milleproroghe emergono le antipatie all’interno della stessa maggioranza. Roma ladrona o Roma Capitale? Il governo sostiene la seconda ipotesi e propone lo stanziamento di 600 milioni per la città eterna di cui 500 destinati al Commissario per Roma Capitale. Ma ecco il piccolo emendamento che rompe le uova nel paniere di Alemanno che faceva tanto affidamento sui fondi. La Lega ha proposto una piccola modifica nel testo molto “pesante” nel merito: “il Commissario non dovrà più essere necessariamente il Sindaco di Roma ma anche un’altra persona”. Ai leghisti Alemanno non sta davvero simpatico e il sindaco ricambia lo stesso sentimento. Ma quando sono vicine le elezioni tutti si vogliono,come per magie, molto più bene.

“Apprendiamo dalla stampa che la maggioranza starebbe per presentare, tra le centinaia di emendamenti al cosiddetto ‘decreto milleproroghe’, anche emendamenti che riguardano sanatorie e condoni edilizi. Nella Conferenza dei Capigruppo di ieri si sono stabiliti tempi per la discussione di questo decreto. Alla luce pero’ di queste notizie che ci parlano di emendamenti, che se veri, non esitiamo a definire molto gravi e inaccettabili, chiediamo alla Presidenza del Senato un’ulteriore fissazione dei tempi, perché con le due ore a disposizione del mio Gruppo non si può affrontare con l’approfondimento e con la compiutezza necessarie una materia che è diventata così complessa e anche, voglio ripeterlo, così densa di disposizioni irricevibili. Non e’ possibile schiacciare a questo punto la discussione su temi cosi delicati per l’assetto ambientale e strutturale del paese”.
Lo ha dichiarato nell’Aula di Palazzo Madama la Presidente del Gruppo del PD Anna Finocchiaro, commentando le notizie apparse sui quotidiani stamattina che riguardano gli emendamenti presentati dalla maggioranza in vista della discussione del ‘decreto milleproroghe’.

“Un nuovo condono edilizio? Per Berlusconi sarebbe il terzo”, così Stella Bianchi responsabile Ambiente del Pd. “Come al solito la destra, dopo smentite e dietro-front, tenta ugualmente di far passare norme pericolose e dannose per la salute del territorio e dei cittadini.

Questa volta utilizza un emendamento al decreto “mille proroghe” per riproporre il condono edilizio del 2003 e tornare quindi a una irresponsabile sanatoria degli abusi sui beni ambientali e paesaggistici, la terza dei governi Berlusconi. Non dubitavamo dell’insensibilità della destra verso la tutela di un patrimonio culturale e ambientale unico quale è il territorio italiano. A stupire è l’assoluta indifferenza di fronte a tragedie come terremoti e alluvioni e al loro dolorosissimo tributo di vittime, che esigono un urgente ripensamento sullo sviluppo edilizio nel nostro Paese per garantire l’integrità del territorio e la sicurezza dei cittadini.

Per Ermete Realacci “il lupo perde il pelo ma non il vizio. Quando si parla di edilizia questa maggioranza non perde l’occasione per mandare al paese messaggi devastanti per il suo futuro. Con l’emendamento presentato dal senatore del PdL Lucio Malan al decreto milleproroghe si sta cercando di reintrodurre un nuovo piano casa che in barba alle norme vigenti consentirà nuove colate di cemento sparpagliate a caso e nuovi scempi nelle città e nel territorio. Un nuovo tana libera tutti da fermare con decisione prima che raccolga interessi illegali e speculatori e produca ulteriori scempi nel paese. All’Italia per uscire dalla crisi serve ben altro, è necessario un piano per rilanciare l’edilizia di qualità legata al risparmio energetico e alla bellezza, serve un piano di riqualificazione dell’edilizia pubblica e opere di manutenzione urbana. L’Italia ha già pagato un prezzo molto alto ai condoni edilizi di Berlusconi”.

Dello stesso parere anche i sentaori del Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante. “Gli emendamenti del Pdl in arrivo al decreto milleproroghe hanno un contenuto gravissimo. Oltre al cosiddetto ‘piano casa’ per l’ampliamento delle abitazioni, infatti, ci sarebbe anche un emendamento molto peggiore che proporrebbe di fatto un nuovo condono edilizio, esponendo per l’ennesima volta il nostro Paese alla cementificazione selvaggia con i pericoli che essa comporta”.
“Si profila dunque, di nuovo, un danno duplice per i cittadini – hanno proseguito i due senatori ecodem – Accanto al danno ambientale e paesaggistico, ci sarebbe infatti il danno per la sicurezza degli italiani. Il terremoto dell’Aquila e le alluvioni di Messina e Ischia, con molti morti e feriti, hanno drammaticamente riproposto la necessità di uno sviluppo edilizio equilibrato e rispettoso delle regole, in primis antisismiche, tutto il contrario di quello che farebbe la riapertura dei termini del condono edilizio. Una nuova ondata di cemento selvaggio e di costruzioni ‘fai da te’ esporrebbe tutti a grandi pericoli di instabilità degli edifici, soprattutto in caso di terremoti, alluvioni e altre calamità. Un nuovo condono edilizio sarebbe un atto di grande irresponsabilità da parte della maggioranza e del governo”.

A.Dra
www.partitodemocratico.it

1 Commento

  1. La Redazione dice

    Nel milleproroghe spunta il piano casa e un condono edilizio

    Case, giù ancora prezzi e compravendite. I venditori diventano più ragionevoli . Immobili, le variazioni dei prezzi .Milleproroghe, sì del Senato
    Bonus da 50 euro per pc e banda larga.
    Tetto agli stipendi e divieto di stock option per i manager delle banche
    Modifiche al legittimo impedimento sul fronte degli impegni del premier
    Nel milleproroghe entra la rottamazione dei ciclomotori
    Nel puzzle del decreto milleproroghe spunta il piano casa. Un emendamento firmato dal relatore, Lucio Malan (Pdl), al decreto all’esame della commissione Affari Costituzionali del Senato, prevede, infatti, aggiungendo al provvedimento l’articolo 6-bis, che le leggi regionali emanate in attuazione dell’Intesa sancita dalla Conferenza unificata nella seduta del 1º aprile 2009, relativa a misure per il rilancio dell’economia attraverso l’attività edilizia, possano «prevedere, con disposizioni aventi validità temporale definita, interventi di trasformazione edilizia e territoriale, in particolare mediante il riconoscimento di forme di incentivazione volumetrica e di semplificazione, anche in deroga alle norme e agli strumenti di pianificazione vigenti in materia territoriale e urbanistica». La commissione Affari costituzionali inizierà domani con le inammissibilità ad entrare nel vivo dell’esame dei 646 emendamenti al milleproroghe, come annunciato dal presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, Carlo Vizzini (Pdl).

    Un nuovo condono edilizio nel pacchetto della maggioranza. Fra gli emendamenti depositati, uno fra quelli presentati da esponenti del Pdl, chiede più esplicitamente un nuovo condono per alcuni abusi edilizi, compresi quelli commessi prima del 2003. L’emendamento a firma dei senatori del Pdl Carlo Sarro e Vincenzo Nespoli, cancella anche i palettì degli abusi commessi ai danni dei «beni ambientali e paesistici». La norma, inoltre, è retroattiva: «la speciale sanatoria di cui al presente articolo si applica anche agli abusi edilizi realizzati entro il 31 marzo 2003». Gli interessati potranno, se l’emendamento sarà appprovato, presentare domanda entro il 31 dicembre 2010. Non manca la sospensione dei procedimenti in atto: «sono sospesi – recita l’emendamento – tutti i procedimenti sanzionatori, di natura penale ed amministrativa, già avviati, anche in esecuzione di sentenze passate in giudicato, fino alla definizione delle predette istanze».

    I dividenti alle ex municipalizzate fuori dal patto interno. In base a un emendamento firmato dal relatore Lucio Malan le risorse che derivano dalla distribuzione di dividendi determinati da operazioni straordinarie di società quotate sui mercati regolamentati operanti nel settore dei servizi pubblici locali non concorrono alla definizione del calcolo del saldo finanziario 2007 ai fini del Patto di stabilità interno per gli enti locali. La disposizione si applica esclusivamente a province e comuni con popolazione superiore a 5mila abitanti che, avendo rispettato il patto nel 2007, per ciascuno degli anni 2009, 2010 e 2011 devono conseguire un saldo finanziario in termini di competenza mista almeno pari al corrispondente saldo finanziario dell’anno 2007, come risulta dai conti consuntivi, peggiorato del 10% per il 2009, del 10% per il 2010 e dello 0% per il 2011.

    Nuova stretta agli organici della Pa. Nuovo giro di vite sugli uffici e gli organici della pubblica amministrazione dello Stato. Un emendamento del relatore Malan punta ora ad «apportare entro il 30 giugno 2010, un’ulteriore riduzione degli uffici dirigenziali di livello non generale, e delle relative dotazioni organiche, in misura non inferiore al 10%» di quelli che ci sono stati a seguito dell’applicazione della precedente manovra. Prevista anche una «rideterminazione delle dotazioni organiche del personale non dirigenziale, ad esclusione di quelle degli enti di ricerca, apportando una ulteriore riduzione non inferiore al 10% della spesa complessiva relativa al numero dei posti di organico di tale personale». Sul fronte delle amministrazioni inadempienti, a decorrere dal «30 giugno 2010 è fatto comunque divieto di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsiasi contratto».

    Riproposti gli agravi sui tartufi. Viene riproposta fra gli emendamenti al milleproroghe la norma sui tartufi bocciata nella Finanziaria 2010. La proposta del relatore Lucio Malan, piemontese, prevede sgravi fiscali per gli acquirenti di tartufi dai raccoglitori dilettanti o occasionali. Vale un milione di euro l’anno, a partire dal 2011.

    Commissione di garanzia sugli scioperi in carica per 6 anni. La commissione di garanzia sugli scioperi potrebbe rimanere in carica per sei anni e non più per tre anni com’è attualmente. Lo prevede un emendamento del relatore Malan al milleproroghe.

    Nuove regole per il finanziamento dell’Expo 2015. Novità in vista per il finanziamento delle opere per l’Expo 2015. Un emendamento al milleproroghe del relatore Malan prevede per la prosecuzione, per gli anni 2010 e successivi delle attività per la realizzazione dell’evento Expo Milano 2015, fatto salvo il finanziamento integrale delle opere, che possa «essere utilizzata, in misura proporzionale alle partecipazione azionaria detenuta dallo Stato, una quota non superiore al 10% delle risorse autorizzate» dalla manovra triennale «destinate al finanziamento delle opere delle quali la Società Expo 2015 è soggetto attuatore» e «ferma restando la partecipazione proquota alla copertura delle medesime spese da parte degli altri azionisti, a valere sui rispettivi finanziamenti». I contributi e le somme comunque erogate a carico del bilancio dello Stato a favore della Società Expo 2015 – si legge nella norma – sono versati su apposito conto corrente infruttifero da aprirsi presso la Tesoreria centrale dello Stato. (Nicoletta Cottone)
    Il Sole 24 ore 27.01.10

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