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Il governo in debito con le scuole: per 1 miliardo.

Ghizzoni: siamo al collasso e il duo Tremonti-Gelmini scarica i costi sul famiglie. l’11 marzo saremo in piazza per la difesa della scuola. Il governo parla di riforma della scuola ma taglia le ore, le risorse e la qualità. E non è tutto. Dà un taglio netto anche alla memoria, visto che dimentica di avere oltre un miliardo di debito con le scuole. Tra il 2002 e il 2006, infatti, sono stati progressivamente decurtati i trasferimenti delle risorse alle scuole.

Una condizione deprecabile che è stata ulteriormente incancrenita dalla politica dei tagli del duo Tremonti –Gelmini che ha messo in discussione lo stesso pagamento delle supplenze, il funzionamento amministrativo e didattico e, addirittura, i servizi di pulizia e di sorveglianza degli istituti.
La situazione è molto grave e il PD non può accettare che ora il governo attraverso una circolare ministeriale zeppa di tecnicismi contabili dica, di fatto, alle scuole di arrangiarsi, sia pure in violazione dei vigenti regolamenti di bilancio.

Per Manuela Ghizzoni, Capogruppo del Pd in commissione Cultura alla Camera, “il Governo sovverte la realtà e ancora una volta non risponde nel merito dell’interpellanza parlamentare sul credito di un miliardo di euro vantato dalle scuole nei confronti dello Stato e sugli effetti nefasti della recente nota ministeriale per la compilazione dei bilanci delle scuole”. Quello che il PD contesta è la volonta da parte del Governo di non restituire alle scuole quanto dovuto e la straordinaria malafede mostrata nel tentativo di attribuire al Governo Prodi la difficilissima condizione finanziaria degli istituti che, dati alla mano, è invece da attribuirsi al Governo Berlusconi (clicca qui per leggere l’intervento di Ghizzoni).

Quella del governo, dunque, è una risposta irricevibile. In realtà una non-risposta che danneggia definitivamente la scuola pubblica facendone ricadere gli effetti sui bilanci delle famiglie: i contributi volontari dei genitori, infatti, nella previsione di Tremonti e Gelmini sono assimilabili ad una vera e propria tassa sulla scuola. Il Partito Democratico continuerà a battersi contro questo attacco all’autonomia e alla dignità della scuola pubblica e, promette Ghizzoni, l’11 Marzo promuoverà nelle piazze italiane una giornata nazionale di mobilitazione per la difesa della scuola.

Una mobilitazione che vuole porre l’accento sui mille problemi che attanagliano l’istruzione pubblica italiana. Una noncuranza che investe non solo gli studenti ma anche i docenti. A ricordarlo è Tonino Russo, deputato Pd in commissione Cultura , che chiede al governo di “intervenire per tutelare i docenti messi fuori graduatoria illegittimamente all’atto dell’aggiornamento delle stesse graduatorie”.

“Sono stupito dell’approssimazione e della superficialità con la quale al ministero dell’Istruzione trattano le questioni e preparano le risposte del Governo agli atti parlamentari. Forse – continua il deputato Pd – sono frutto di malafede ed imbarazzo per la consapevolezza di aver agito male e contro la legge, producendo gravi conseguenze per tanti docenti discriminati nei loro diritti”.

Come anticipato, l’impegno del PD non si ferma alle aule parlamentari ma scende in piazza per raccogliere le testimonianze degli studenti, come dei genitori e dei docenti. Accanto a quella reale, ci sarà poi anche la piazza virtuale, dove verrano raccolte le esperienze e le foto dalla “scuola tagliata”. Ognuno può diffondere l’iniziativa e trovare tutti gli appuntamenti su
www.partitodemocratico.it/scuolatagliata.

2 Commenti

  1. Scuola, De Pasquale (Pd): siamo allo ‘scippo di stato’, si blocca programmazione scolastica

    “Il ministero sta bloccando la programmazione scolastica e legalizzando, di fatto, lo ‘scippo di Stato’ di oltre un miliardo di euro nei confronti della scuola pubblica”. Così la deputata democratica, componente della commissione Cultura della Camera, Rosa De Pasquale che oggi ha interpellato il ministro dell’istruzione sugli ‘effetti sciagurati’ della recente nota ministeriale contenente le istruzioni per la predisposizione dei bilanci scolastici per l’anno 2010. “Le risposte che ci sono state date confermano che le scuole non rivedranno quel miliardo di euro che vantano come credito nei confronti dello Stato. E’ molto grave perché così blocca la possibilità di programmare le attività di ricerca e si compromette la crescita dell’istruzione, della cultura, della formazione dei nostri figli. E poi, con questa legalizzazione dello ‘scippo’, si viola palesemente la Costituzione che impone allo Stato di finanziare le scuole pubbliche. La verità – conclude De Pasquale – è che taglio dopo taglio, riduzione dopo riduzione, impoverimento dopo impoverimento, la scuola pubblica non solo non potrà più offrire un servizio di qualità, ma neppure potrà più offrire un servizio minimamente accettabile”.

  2. dal PD di Modena

    Incubo bilanci in rosso per le scuole modenesi
    Una circolare del Ministero stabilisce che non si tenga conto dei crediti
    L’Istituto Selmi che ha maturato nel 2008 un credito di 350 mila euro

    Incubo bilanci in rosso per le scuole modenesi che devono approvare entro il 14 febbraio il Programma annuale. La nota 9537 del ministero della Pubblica istruzione, università e ricerca (Miur) stabilisce infatti che l’avanzo di amministrazione vada calcolato senza tenere conto dei residui attivi e cioè dei crediti che le scuole vantano nei confronti del Miur per spese a suo carico, come le supplenze e gli esami di Stato. Ma così facendo tutti gli istituti che hanno un fondo cassa inferiore ai residui passivi si troverebbero con i bilanci in rosso. Una situazione paradossale, visto che molte delle scuole che risulterebbero in deficit hanno in realtà crediti con lo Stato di decine, a volte centinaia, di migliaia di euro. Complessivamente i crediti delle scuole modenesi ammontano a 19 milioni di euro. Qui di seguito riportiamo, a mo’ di esempio, i crediti maturati alla fine del 2008 da singoli istituti superiori e da alcune scuole elementari di Modena e provincia. Il record va all’Istituto Selmi di Modena, con 350 mila euro di credito, e al 6° circolo di Modena con oltre 200 mila euro di credito. Ma è verosimile che nell’ultimo anno i crediti nei confronti dello Stato siano ulteriormente cresciuti. E’ il caso dell’Istituto Galilei di Mirandola che, alla fine del 2009, ha accumulato un credito di 530 mila euro.

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