politica italiana

Salvaliste a un soffio dalla bocciatura alla Camera. Salvato dalle assenze nell'Udc. Franceschini furioso con i centristi

L’Udc salva il decreto “salvaliste”. E’ stato solo grazie alle assenze nel gruppo dei centristi che oggi alla Camera la maggioranza è riuscita a bocciare le tre pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni. La Camera le ha bocciate con 259 voti a favore contro 272, sei solo in più della maggioranza richiesta.
«Una maggioranza risicata», commenta Bersani. E il capogruppo del Pd Franceschini, che in questi giorni aveva lavorato di concerto con tutte le opposizioni per garantire una presenza parlamentare massiccia contro il decreto, è furioso con i centristi. Al termine della votazione, ha sbattuto un pugno sul banco e ha scaraventato a terra il fascicolo del provvedimento. Poi si è sfogato con i vertici dell’Udc: «Se fossimo riusciti a bocciare quel decreto oggi, per il Pdl la campagna elettorale si sarebbe messa male», ha tuonato.

Dei 39 deputati dell’Unione di centro, solo ventidue hanno votato. Degli altri 17, due erano in missione: il leader Pier Ferdinando Casini e il presidente Rocco Buttiglione. Quindici invece i deputati che non hanno partecipato al voto e tra loro il segretario Lorenzo Cesa e il vicecapogruppo Michele Vietti che pure era stato il primo firmatario di una delle tre pregiudiziali che chiedevano lo stop all’iter del dl.

In aula erano presenti 532 deputati, di cui uno non ha votato, e la maggioranza richiesta era di 266 voti. Quasi compatta è stata la presenza del Pd: mancavano in aula solo tre deputati. E al gran completo era la compagine dell’Idv. Tutti e 24 i deputati dell’Italia dei valori erano presenti e hanno votato. Nel Pdl mancavano 51 deputati su 268, di cui 25 in missione. Dei 60 deputati della Lega nord 9 erano assenti e 5 di questi perchè in missione.

«Il leader Udc Casini ci spiega ogni giorno in televisione che la battaglia contro il governo non si fa nelle piazze ma in parlamento: peccato che proprio oggi avrebbe avuto una straordinaria occasione per contribuire ad una fondamentale vittoria parlamentare. La sua assenza, insieme a quella del segretario Cesa e si altri 15 deputati dell’Udc, ha determinato la bocciatura della pregiudiziale di costituzionalità al decreto salva liste. Ecco, dunque, cosa accade quando si predica bene e si razzola male», attacca Roberto Giachetti, segretario d’aula del gruppo del Pd a Montecitorio.

L’esame del decreto è stato rinviato a dopo le regionali. A oggi non risulta ancora calendarizzato.
L’Unità 17.03.10

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Via libera della Camera solo per le assenze dell’Udc

“Il leader Udc Pierferdinando Casini ci spiega ogni giorno in televisione che la battaglia contro il governo non si fa nelle piazze ma in Parlamento: peccato che proprio oggi avrebbe avuto una straordinaria occasione per contribuire ad una fondamentale vittoria parlamentare. La sua assenza, insieme a quella del segretario Cesa e di altri 15 deputati dell’Udc, ha determinato la bocciatura della pregiudiziale di costituzionalità al decreto salva liste. Ecco, dunque, cosa accade quando si predica bene e si razzola male”. Lo afferma Roberto Giachetti, segretario d’Aula del Gruppo del Pd a Montecitorio.

1 Commento

  1. Marzia dice

    Udc: in piazza no, neppure in Parlamento e passa il decreto “salva liste”

    E’ proprio un simpaticone questo Pier Ferdinando Casini che causa assenze dei deputati dell’Udc dai banchi della Camera, fa passare indenne il decreto salva liste all’esame di costituzionalità. Dal momento che ha fatto accordi elettorali sia con la banda dei berlusconidi che con il centrosinistra deve dare un colpo al cerchio e uno alla botte.

    Come taluni giornalisti del Corriere della sera e di altre testate noti come “terzisti” o “cerchiobottisti”. Dunque il Pieferdi non va in piazza. Ci mancherebbe altro che si confondesse con il popolo viola, peggio ancora con Di Pietro, uno che grida, a volte si fa sfuggire battute che sarebbe meglio riservasse ad una ristretta cerchi di amici. Meno che meno con Nichi Vendola, uno che fa i comizi come si facevano una volta.

    Certo Bersani è proprio una brava persona ma, per il futuro vedremo. E poi ogni volta che si va in piazza è un regalo che si fa a Berlusconi. Pensate se il Pierferdi si fosse avvicinato a Piazza del Popolo avrebbe incocciato la Bonino. Ma lui è alleato della Polverini, con il peggior Pdl possibile, che ha come sponsor massimo Francesco Storace e il senatore Fazzone, quello che ha impedito lo scioglimento per mafia del Consiglio comunale di Fondi.

    E pensare che uno degli slogan dell’Udc a Roma è “noi stiamo con i migliori”. E vero che il suo partito ritiene incostituzionale il decreto salva liste. Tanto che un esponente di primo piano, come Michele Vietti, è il primo firmatario alla Camera di una mozione, insieme a quelle del Pd e dell’Idv, che ritiene, appunto, il decreto da bocciare.

    Ma è anche alleato proprio con chi, a Roma, aveva bisogno di quel decreto per rimediare alla mancata presentazione della lista del Pdl, causa risse fra fazioni. Però il Pierferdi, sostenuto dal giornalone della famiglia della consorte, le manda a dire anche a Berlusconi perché il capo di un governo non deve organizzare manifestazioni. Classico democristiano: un colpo al cerchio e alla botte, perfetto. Ma, c’è sempre un ma. L’Udc, dice il leader, non scende in piazza, le battaglie si fanno in Parlamento. Bene.

    Alla Camera era in discussione, come abbiamo detto, il decreto “salva liste”. Si doveva votare sulla costituzionalità o meno. Con la maggioranza di soli tredici voti il decreto ha superato la prova di costituzionalità e il governo ha tirato un respiro di sollievo.

    Berlusconi l’ha passata liscia per il rotto della cuffia, visto che una cinquantina dei suoi erano assenti, qualcuno giustificato, si fa per dire. Quando nell’aula di Montecitorio si è arrivati alla conta erano assenti anche 15 parlamentari dell’Udc, compresi Casini e Cesa impegnati a La Spezia e Novara a far campagna elettorale. Assente perfino Vietti primo firmatario della mozione del partito. Pieferdi ha già pronto un nuovo slogan, “né in piazza né in parlamento”. Dove allora?

    http://www.dazebao.it

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