Giorno: 3 dicembre 2010

“Gli aiutini per legge a mister Cepu e alle casse dei partiti”, di Sergio Rizzo

Non è vero che con la riforma dell’università ci rimettono tutti. C’è qualcuno che ci guadagna: sono gli atenei «telematici», le università che laureano a distanza, le quali potranno accedere alla quota di fondi destinata agli istituti non statali «in base al merito». Non una distribuzione a pioggia, sia chiaro. Deciderà il ministero, sulla base delle indicazioni di «consulenti». Ma che questa sia altra benzina sul fuoco non c’è ombra di dubbio. Anche perché, dice Walter Tocci, dal ministro Mariastella Gelmini starebbe arrivando un altro «regaluccio» a queste università. E ben più grosso. Il deputato del Pd ha denunciato che nella bozza di decreto «per la programmazione» inviato dal ministro alla Conferenza dei rettori per il parere di rito c’è una norma che consente alle «telematiche» di trasformarsi su loro proposta in «normali» università non statali (come la Bocconi). Tanto basta a Tocci per individuare il principale beneficiario di questa metamorfosi: «Il Cepu, che potrebbe entrare nel sistema universitario trasformando la sua telematica E-Campus in università non statale autorizzata a svolgere sia didattica a distanza …

"Sei famiglie su dieci in difficolà a pagare mutui e bollette. L'evasione fiscale vale 100 miliardi l'anno", di Nicoletta Cottone e Claudio Tucci

Sei famiglie su 10 sono in difficoltà a pagare bollette, mutui, prestiti. Il 7,8%, nel 2009, non è riuscito a rispettare le scadenze previste, il 13,4%, lo ha fatto con molte difficoltà, il 38,5% con qualche difficoltà. Risultato? Che «l’Italia appiattita dalla crisi stenta a ripartire», sottolinea l’annuale rapporto del Censis sulla situazione sociale del Belpaese, presentato al Cnel, dal presidente del Censis, Giuseppe De Rita. A soffrire di più sono state le famiglie monogenitoriali e le coppie con figli. E per cercare di resistere alla crisi si punta soprattutto sul risparmio: nel biennio 2009-2010 è aumentata la liquidità detenuta dalle famiglie (+4,6% in termini reali i biglietti e depositi a vista, +10,3%, gli altri depositi), con la quale si cerca di tamponare spese impreviste. Il 28% degli italiani é «molto preoccupato» e il 40% «abbastanza preoccupato» perché il proprio reddito in vecchiaia sarà insufficiente a garantire un livello dignitoso di vita. Gli aumenti tariffari per il prossimo anno vengono calcolati in poco meno di mille euro a famiglia. Poi ci sono i contributi aggiuntivi …

"Gli studenti europei uniti contro i tagli", di Nadia Urbinati

La prima pagina del New York Times del 1° dicembre portava la stessa fotografia della prima pagina di Repubblica: quella che riprende lo scontro tra gli studenti di Bologna e la polizia. la foto a colori lascia intravedere del sangue sullo scudo di un poliziotto. Segno di una tensione non epidermica. In diversi Paesi europei questi mesi autunnali sono stati segnati da proteste e manifestazioni che hanno visto come protagonisti gli studenti. In Francia come in Grecia o in Spagna e in Inghilterra. L´Italia segue a ruota. In tutti i casi l´elemento centrale dei movimenti è stata la denuncia di riforme che minano alla radice il futuro vicino e remoto dei giovani. Lo minano in due sensi: perché mettono in discussione l´eguale opportunità di avere una formazione qualificata, riducendo con ciò le possibilità dei giovani di competere per un´occupazione che non sia un lavoro quale che sia per un misero salario; e perché mettono a repentaglio la solidarietà intergenerazionale (cosa che è già iniziata nel nostro Paese) con proposte di riforma della previdenza che penalizzeranno …

L’occasione mancata e quella da cogliere (Newsletter n. 11 – dicembre 2010)

La Camera ha approvato a maggioranza il disegno di legge Gelmini, mentre gli studenti scendevano in piazza e i ricercatori salivano sui tetti per protestare contro un provvedimento che non migliorerà il nostro sistema universitario e ne ingesserà la gestione, non affronta il problema della precarizzazione dei giovani ricercatori e nemmeno le istanze di chi già lavora all’interno degli atenei, riduce di fatto la competitività del nostro sistema Paese e penalizza il sapere. Il netto voto contrario del PD al ddl Gelmini si è unito ai tanti “no” espressi dal mondo universitario, inascoltati per ideologico pregiudizio. Il sistema universitario necessita di una riforma. Ma la ricetta giusta non é quella “prescritta” dirigisticamente dal ministro Gelmini. L’università italiana ha infatti bisogno di un intervento in grado di rilanciare l’autonomia responsabile degli atenei basata sulla valutazione, di sostenere il diritto allo studio, di valorizzare le competenze ed i talenti e di mettere in campo un credibile progetto di investimento (come è stato lucidamente osservato, una riforma che non costa niente allo Stato, alla fine non vale niente). …

"Il potere grottesco", di Giuseppe D'Avanzo

Gianni Letta e Giampiero Cantoni. Bisogna cominciare da qui, dalle fonti dell´ambasciatore degli Stati Uniti a Roma, dalla loro qualità, dai loro nomi. La strategia diversiva organizzata dagli uomini di Berlusconi nelle prime ore della “crisi WikiLeaks” è nota: l´ambasciata di via Veneto – ripetono ugole obbedienti – invia al Dipartimento di Stato niente di più e niente di meno che una miserabile “rassegna stampa” con un “copia e incolla” delle cronache dei giornali più ostili al Cavaliere. Giornali come Repubblica, per capirci. Che volete che sia? Vi aspettate una bomba? Avrete un petardo bagnato! Questa filastrocca è stata ripetuta a mo´ di giaculatoria in questi giorni e c´è ancora chi, come l´infelice avvocato Niccolò Ghedini, ha da ripeterlo in queste ore, per contratto e per passione. Si comprende la trama: il premier deve trasformare le rivelazioni dei cablogrammi diplomatici in fuffa; banalizzarne il significato; minimizzarne gli esiti politici interni; limitare i catastrofici effetti internazionali per la sua reputazione e per la credibilità dell´Italia. Bene, in questo teatro di cartapesta irrompono ora i nomi delle …

"Se la Fiat parla ancora italiano", di Cesare Damiano

Può essere la svolta. Per Mirafiori e per le relazioni sindacali alla Fiat. Dopo gli anni del progressivo abbandono, culminati la scorsa estate con la decisione di trasferire in Serbia la produzione della nuova monovolume in precedenza destinata a Torino, il recente annuncio di Marchionne di realizzare negli stabilimenti torinesi un Suv da 280mila pezzi l’anno col marchio Alfa- Chrysler, sembra segnare l’attesa inversione di rotta. Anche il fatto che, dopo lo scontro dei mesi scorsi, la Fiat abbia avviato una trattativa con tutte le organizzazioni sindacali, Fiom compresa, sembra aprire una nuova fase. L’auspicio è che dal confronto – che continua a vedere il governo incredibilmente assente – emerga un compromesso utile per la competitività dell’impresa e la tutela del lavoro e che si creino le condizioni per una ripresa di relazioni sindacali improntate all’unità e alla ricerca di obiettivi condivisi. Gli interrogativi, però, non mancano. Non basta che a Mirafiori sia prevista la realizzazione di nuove vetture. È necessario sapere anche quali saranno le produzioni degli altri stabilimenti italiani, dove si farà ricerca, …

"Dimissioni", di Ezio Mauro

In un brutto giorno per l´immagine del nostro Paese nel mondo, il Presidente del Consiglio ha incassato tre sfiducie, che lo rendono ormai palesemente inadatto a governare una grande democrazia occidentale. In Parlamento Fini, Casini, Rutelli e Lombardo hanno portato tutti i loro uomini a firmare una formale mozione di sfiducia nei confronti del governo e dunque a partire da oggi, sommando queste firme con quelle già pronte del Pd e dell´Idv, il ministero Berlusconi non ha più una maggioranza politica. Ma dalla valanga di WikiLeaks emerge un altro elemento di drammatica e crescente fragilità. È la insistita e costante diffidenza dell´amministrazione americana – espressa nel normale svolgimento del suo lavoro quotidiano riservato e dunque autentica – nei confronti del Premier italiano a causa del suo rapporto pericoloso con Putin. Una relazione che la diplomazia americana sospetta basata su affari inconfessabili e addirittura su tangenti, oltre che su un mimetismo machista e autoritario: e che viene descritta nei dispacci riservati come innaturale per un leader occidentale, dunque politicamente allarmante. Infine, com´era naturale attendersi, questa serie …