Giorno: 18 dicembre 2010

Bersani: alleati con chi vuole una nuova Italia

Pier Luigi Bersani è lapidario: «Chi parla di inseguimenti di Casini contro Vendola e di altri simili arzigogoli politicisti semplicemente non ha capito un tubo». Eppure è stato proprio questo, assieme al tema del “rivedere le primarie”, ad aver suscitato le reazioni più aspre all’intervista al segretario del Pd apparsa ieri su Repubblica. Così Bersani, 24 ore dopo, torna sulla questione. E lo fa a partire dal presupposto dell’intero ragionamento: la fase politica che il paese sta vivendo, le preoccupazioni per la stessa tenuta democratica, il tramonto avvelenato del berlusconismo. «Si tratta di mettersi d’accordo – dice – su come valutiamo quanto accade. Incontro gente sempre più spaventata che grida: bisogna salvare questo paese. Mai in passato, nemmeno nel 1992, avevo assistito a un distacco tanto drammatico tra politica e società: penso al silenzio rabbioso di un milione e 700.000 tra cassintegrati e nuovi disoccupati: tre-quattro milioni di persone, considerando le famiglie. Penso agli studenti che sfilano con cartelli dove si legge: “Non ci fidiamo dello Stato, nessuno ci rappresenta”, penso ai ricercatori sui tetti …

Galilei di Mirandola, il Pd: solito sciacallaggio della destra

L’on. Ghizzoni replica agli esponenti della destra che descrivono le scuole modenesi come allevamenti di integralisti islamici: “Famiglie, territori e scuola abbandonati dal governo”. L’on. Manuela Ghizzoni replica all’on. Bertolini che descrive le scuole modenesi come allevamenti di integralisti islamici. Ecco la sua nota. «La stampa locale riporta l’episodio di un ragazzo turco che all’Istituto Galilei di Mirandola, avrebbe minacciato un suo coetaneo costringendolo a pregare Allah. Se dovessero esserci conferme, sarebbe certamente un fatto molto grave e riprovevole, come gravi e riprovevoli sono gli episodi di bullismo sempre più frequenti nelle nostre scuole e compiuti in gran parte da ragazzi italiani. I rappresentanti della destra però non hanno esitato a fare sciacallaggio sulla vicenda descrivendo le scuole modenesi – quindi, secondo loro, “rosse” e di centrosinistra – come allevamenti di integralisti in erba. In un Paese normale basterebbe una risata a seppellire simili sciocchezze. Invece nell’Italia di Berlusconi anche le teorie più fantasiose hanno diritto di cittadinanza. La destra modenese ripropone ossessivamente, tramite l’on. Bertolini e il consigliere regionale Aimi, il solito disco rotto …

«Mia figlia è una precaria Ha 30 anni e nessun sogno», di Valentina Strada

Una mamma milanese riflette sul futuro della figlia nel giorno del trentesimo compleanno. Ripensa al giorno della nascita e ai presagi di un avvenire felice. E si interroga su un presente che sconforta. È una lettera sul futuro senza certezze dei giovani. La lettera di una «mamma arrabbiata». Caro direttore, ieri mia figlia ha compiuto trent’anni. Da diversi anni lavora nella stessa azienda con contratti «a progetto». Subito dopo la sua nascita, in una gelida notte di luna piena, da un finestrone del reparto maternità dell’allora già vetusto ospedale Principessa Jolanda di Milano (oggi non c’è più) ho potuto ammirare la cupola di Santa Maria delle Grazie del Bramante incorniciata da un cielo terso, luminoso e azzurro che sembrava finto, nel quale, a far da contrappunto alla luna, brillava una stella solitaria. Uno scenario di rara bellezza che mi era sembrato un ottimo auspicio per la mia bambina. Oggi sono una madre molto arrabbiata. Non è mia figlia che mi ha deluso. E non è di lei che voglio parlare, ma dell’indifferenza di chi assiste …

"Sorpresi da una precipitazione annunciata", di Luca Mercalli

Una banale nevicata diventa «una scintilla che fa esplodere una società sempre sull’orlo del collasso». La Stampa, 18 dicembre 2010 Appennino Pistoiese, è mezzanotte di giovedì, la luna splende in un gelido cielo, non c’è da credere che domani nevichi, ma si sa, oggi le previsioni meteo sono quasi infallibili. A guardar bene c’è un sottile velo di cirrostrati che avanza da occidente, appena un alone attorno alla luna, eccolo lì l’indizio. Alba di venerdì 17, cielo plumbeo e primi fiocchi, alla stazione di Prato comincia a imbiancare per terra. Treni in ritardo, anche il mio intercity da Napoli, dove tuttavia non nevica e ci sono tre gradi. Passato l’Appennino i prati sono verdi, a Bologna termometro a meno quattro, qualche fiocco svolazzante e altri treni in ritardo. La neve ricompare a Forlì e a Rimini ce ne sono dieci centimetri, un paesaggio fiabesco che prosegue lungo un ceruleo Adriatico fino in Puglia, dove però la nevicata si era fatta vedere soprattutto mercoledì e giovedì: a Bari appena una spruzzata. E non è certo la …

"Ddl Gelmini, un mostro chiamato riforma", di Walter Tocci

Sciolgo volentieri il dubbio di Tommaso Nannicini sul giudizio del Pd in merito al ddl Gelmini. Esso incide con forza nella direzione sbagliata e rientra sicuramente nel caso c) della sua tavola dei giudizi. A parole promette valutazione, nei fatti produce solo burocrazia. È un tipico esempio del format berlusconiano delle leggi-manifesto che in 15 anni hanno prodotto ottimi slogan mediatici e aggravato i problemi, come è sotto gli occhi di tutti. Il testo è composto di 171 norme, che diventeranno più di 500 con le deleghe e richiederanno 1000 regolamenti attuativi e ben 47 decreti del governo. I professori passeranno le loro giornate a scrivere regolamenti e a interpretare le nuove norme, d’altronde non avendo soldi per la ricerca potranno dedicarsi a tempo pieno alla burocrazia. Le università saranno bloccate per almeno due anni a metabolizzare l’indigestione legislativa. Anche la legge Moratti venne presentata come la riforma epocale della meritocrazia. Le degenerazioni dei corsi e delle sedi sono cominciate proprio mentre si approvava quel provvedimento, passato come acqua fresca sui difetti dell’accademia. E certo …

"Uniti oltre il senato", di Roberto Ciccarelli

I ricercatori anti-riforma continueranno a rifiutarsi di insegnare gratuitamente. Le proteste contro la riforma Gelmini dell’università non termineranno con la sua approvazione al Senato. I ricercatori manterranno la loro indisponibilità ad insegnare gratuitamente e non escludono di adottare altre forme di dissenso quando la riforma verrà tradotta in regolamenti e decreti. Quelli di Tor Vergata hanno nel frattempo espresso la loro indignazione «per il vergognoso trattamento subito da tutti i fermati» durante la manifestazione di martedì a Roma, insieme alla solidarietà per Gerardo Morsella, matematico trentasettenne, anche lui fermato ingiustamente e poi rilasciato. «Penso che quella di martedì sia stata un’enorme esplosione di indignazione – afferma Alessandro Ferretti, fisico e membro della rete 29 aprile – catalizzata dalla contigente e indegna votazione sulla fiducia al governo, ma anche da anni di malgoverno e dall’insofferenza per la pessima distribuzione della ricchezza e del lavoro nel nostro paese. Spero che i giovani non restino abbacinati dalla sensazione liberatoria dovuta allo sfogo di una rabbia repressa e continuino a mobilitarsi con la stessa forza e maturità che hanno …

"E l´Ara Pacis diventa un palco per le auto", di Francesco Merlo

Non c´è nemmeno un Andy Warhol alla vaccinara, una versione provinciale dell´arte-provocazione, dello scandalo creativo. C´è soltanto l´insipienza estetica del sindaco di Roma coniugata con la furbizia imprenditoriale di un allegro neocostruttore d´auto. Il risultato è l´esibizione – gratis – dentro l´Ara Pacis, di due modelli di una stessa utilitaria. Il lancio commerciale della Dany, una piccola automobile che, per quello che si vede, somiglia a tutte le altre utilitarie del mondo. Ma se è vero che questa automobile stona dentro il museo, non stona certo come accadde ai baffi sul viso della Gioconda, senso forte dei tempi moderni, né ha la forza dei monumenti impacchettati dal bulgaro Christo, non è l´ossimoro visivo, non è la contaminazione dei generi, ma è solo una delle mille volgarità – piccola questa volta, anche se significativa – commesse di questi tempi contro la cultura italiana. Gli avessero almeno chiesto dei soldi a Stefano Maccagnani, che adesso non sa spiegare perché hanno concesso a lui quello che hanno negato a tanti altri, Maserati compresa: «È vero, mi hanno fatto …