Giorno: 6 dicembre 2010

"Questa povera scuola", di Ilvo Diamanti

Un disagio profondo e generalizzato. Che va ben oltre i contenuti della riforma Gelmini. Un disagio che riguarda lo stato del sistema scolastico, che appare in profondo e continuo degrado, da molto tempo. Ecco cosa c´è al fondo della protesta degli studenti. Il rinvio del voto al Senato, in attesa della fiducia (o della sfiducia) al governo, il prossimo 14 dicembre, non ha fermato la protesta contro la riforma dell´Università, firmata dal ministro Gelmini. In molte città, le occupazioni continuano. Nelle sedi universitarie ma anche nei licei e negli istituti superiori. Non intendiamo entrare nel merito della riforma, ma valutare il sentimento verso le politiche del governo, sull´università e sulla scuola. Parallelamente, ci interessa l´atteggiamento della popolazione nei confronti delle manifestazioni e delle polemiche che, da settimane, agitano il mondo studentesco. A questi argomenti è dedicato il sondaggio dell´Osservatorio sul Capitale Sociale di Demos-Coop, condotto nei giorni scorsi. I dati suggeriscono che, al fondo della protesta, vi sia un disagio profondo e generalizzato. Che va oltre, ben oltre i contenuti e i provvedimenti previsti dalla …

A Grosseto i più contenti, Milano e Londra le più desiderate

Anche quest’anno la graduatoria delle province italiane più felici evidenzia una tendenziale omogeneità, accompagnata da casi interessanti e inattesi. Nella rilevazione del 2009 il dato particolare fu la conquista del primo posto da parte di Cagliari, seguita da alcune lombarde: Pavia, Milano, Bergamo e Lodi. Quest’anno l’indagine ci riporta sulla penisola, assegnando la posizione di vertice a un’altra porzione di territorio bagnata dal mare, Grosseto. Restando nella parte alta della classifica, la folta presenza lombarda del 2009 perde consistenza in favore di una composizione accomunata dall’ubicazione alpina e prealpina: sono infatti le province di Aosta e Lecco a occupare il podio, seguite da Trento, Pordenone e Como. Il vessillo del centro-sud è sostenuto quest’anno da Sassari, Pistoia ed Enna (rispettivamente settima, ottava e nona). Le meridionali meglio piazzate nel 2009 (appunto Cagliari e la quarta classificata Lecce) precipitano rispettivamente al 55° e al 32° posto: il passo indietro compiuto dal Mezzogiorno, però, è solo apparente, soprattutto se valutato entro un intervallo temporale più esteso. Nel 2008, infatti, bisognava scorrere 18 posizioni per trovare, dopo L’Aquila, …

"2010, l’anno nero del lavoro" di Bianca di Giovanni

È una fotografia che il governo non vuole mostrare, ma che gli italiani hanno stampata nella carne e nel sangue. Le crisi aperte in Italia durante la crisi (attualmente si contano 170 tavoli) coinvolgono 216mila dipendenti. Di questi almeno un quarto (53mila) sono a rischio. Vuol dire che a fine crisi resteranno a casa. Numeri secchi che disegnano un dramma. Ad elaborarli per il Pd sono stati Cesare Damiano e Matteo Colaninno. Un lavoro a due teste, per analizzare dal punto di vista dei lavoratori (Damiano ha un passato di sindacalista in Cgil, oltre all’eperienza al ministero di Via Veneto) e degli imprenditori (Colaninno ha calcato per un ventennio i corridoi di Confindustria, e oggi è alla Piaggio). I dati sono pesantissimi. Nel 2010 si arriverà a un totale di oltre un miliardo e 200milioni di ore di cassa integrazione, con un aumento del 44% rispetto all’anno scorso. In particolare sono aumentate più di due volte e mezzo le cig, e di quattro volte le casse in deroga. Per il mondo produttivo, è come se …

"Medici, 45mila in pensione ma non saranno rimpiazzati", di Michele Bocci

Esodo fino al 2015. I sindacati: specializzandi subito in ruolo. L´esodo è iniziato e sarà molto difficile fermarlo. I medici vanno via dagli ospedali italiani e in buona parte non vengono sostituiti. Dal 2010 in avanti, ogni anno ne verranno pensionati in media oltre il doppio di quelli che saranno assunti. Perché il numero di chi entra torni ad essere identico a quello di chi esce bisogna aspettare tantissimo, addirittura fino al 2028. A lanciare l´allarme è il sindacato Anaao che, in una ricerca presentata di recente, riporta dati inequivocabili: già quest´anno potrebbero smettere di lavorare 14mila dottori dei 120mila dipendenti del servizio sanitario. E dal 2011 al 2015 se ne andranno altri 30mila. In sei anni più di un terzo della forza lavoro sparirà. Il tutto mentre dalle facoltà di Medicina vengono sfornati solo 5mila specialisti all´anno, di cui appena 3.500 scelgono di lavorare negli ospedali pubblici. Anche il Ministero ha fatto una previsione a tinte fosche: nel 2018 al nostro sistema sanitario mancheranno 22mila camici bianchi. Come se ne esce? Secondo il segretario …

"Governi europei troppo buoni con i banchieri", di Stefano Lepri

Reggerà l’area euro senza un soccorso anche per il Portogallo? Reggerà senza annunciare un aumento del Fondo di stabilità finanziaria, sul quale ci si confronta in queste ore, la Germania contraria? Da oggi – nei giorni che in Italia ci separano dalla votazione di fiducia sul governo – si verificherà se bastano a placare i mercati le parziali soluzioni adottate dalle autorità europee. Il sollievo di giovedì e venerdì scorsi è dovuto a una nuova espansione del ruolo della Banca centrale europea; ma la Bce non è in grado di tenere in piedi tutto da sola. Siamo sempre sul filo del minimo necessario per impedire che la situazione degeneri. Inutile deprecare la corta veduta dei politici, o la mancanza di solidarietà fra i popoli del continente. In concreto, le difficoltà di oggi discendono dall’incapacità dei governi nazionali di affrontare alcuni problemi nazionali. Sono state cattive politiche interne, intraprese per sudditanza a gruppi di potere, o nel timore di toccare radicati interessi elettorali, a produrre disastri di portata sovrannazionale. Se oggi si parla di possibile bancarotta …

"Silvio e il falò delle vanità", di Filippo Ceccarelli

Polvere di stelle, ma un po´ anche polvere di stalle, dopo le rivelazioni di WikiLeaks che del presidente Berlusconi hanno appena cominciato a mettere in evidenza l´inadeguatezza politica, la vanità personale, lo stile di vita borderline, le condizioni di salute preoccupanti e più in generale l´impressione che egli non continuerà a guidare ancora per molto una nazione come l´Italia. Ciò nonostante, o forse proprio per questo, il Cavaliere ha ieri trovato il modo di proclamare ancora una volta ciò che lui pensa di se stesso: «Io sono stato la star degli ultimi due summit internazionali. Tutti venivano a farsi le foto con me – ha aggiunto – non solo per la mia esperienza, ma anche perché tutti mi conoscono come un tycoon e non come un politico». Sottinteso, come tutti gli altri «maneggioni» che mai potrebbero rappresentare l´Italia come faccio io, io, io, io e via dicendo secondo i moduli della più scontata e pervicace egolatria. Ora, solo la faccenda delle foto è teneramente inedita, nella sua ingenuità quasi infantile, e forse è perfino accaduto …