Giorno: 28 Dicembre 2010

"Fiat, Bersani chiama il Parlamento. La Fiom vuole lo sciopero generale", di Laura Matteucci

L’accelerazione di fine anno sulla Fiat che verrà, su cui Marchionne ha voluto spingere con l’accordo di giovedì scorso per Mirafiori, è ai massimi. Azienda e sindacati (eccetto la Fiom Cgil, che non ha firmato l’intesa del 15 giugno) si riuniscono oggi a Roma per mettere a punto il contratto della newco di Pomigliano, che interessa 4600 lavoratori: si discuterà di salario, orari, scatti di anzianità e diritti sindacali, con i firmatari che annunciano un contratto migliore di quello nazionale dei metalmeccanici e che «non rappresenterà alcuno sfregio» ai diritti. «Un contratto – dice BrunoVitali della Fim – che dovrà poi rientrare dentro Confindustria e rappresentare un salario più alto per tutti i lavoratori ». Il testo sarà chiuso in settimana, anche perchè da gennaio dovrebbero partire le assunzioni. E domani, invece, si riunisce in via straordinaria il comitato centrale del sindacato escluso, la Fiom, proprio per discutere le iniziative da assumere dopo l’intesa per Mirafiori. Il segretario del Pd Pierluigi Bersani, intanto, chiama in causa governo e Parlamento, perchè si pronuncino sul modello di …

"Se il Paese del buon cibo umilia i contadini", di Carlo Petrini

In Italia, invece, di agricoltura non si parla. Certo, il cibo è al centro dei nostri dibattiti culturali e mondani, economici e sociali. Negli ultimi vent´anni persino la sinistra ha iniziato ad accettare l´idea che occuparsi di cibo non è cosa indegna per un vero intellettuale, e la destra ha iniziato ad accettare l´idea che occuparsi di cibo non deve solo servire a solleticare i peggiori istinti identitari e nazionalisti. Ma l´agricoltura resta un argomento da evitare, buono per riunioni tecniche e convegni noiosi che potendo non si sceglierebbe di frequentare. Probabilmente l´Italia del dopoguerra, proiettata sulla siderurgia, l´edilizia, il massacro di coste e ambiente a fini di lucro e di sedicente progresso, vedeva nell´agricoltura un imbarazzante ritratto di quel che era stata: povera, arretrata, inadeguata. Così per decenni i ministeri dell´Agricoltura furono i meno ambiti, una specie di Vandea in cui confinare chi non era riuscito a meritarsi di meglio. Gli ultimi due ministri, pur appartenendo allo stesso governo, si sono distinti per politiche e visioni totalmente opposte. Quote latte, Ogm, nuova ruralità: se …

"Formazione, rivoluzione emiliana Pronta la legge sulle qualifiche. Possibile anche diplomarsi", di Emanuela Micucci

La formazione professionale non va di moda? Le regioni si fanno la propria riforma per renderla più attraente agli studenti. L’ultima l’Emilia Romagna, che sta approvando le delibera della giunta regionale sul nuovo sistema regionale d’istruzione e formazione professionale (Ifp). Intanto, in Sardegna è la Cisl a chiedere la riforma regionale del settore. Mentre la Lombardia si gode il successo del proprio sistema d’Ifp appena decretato dall’ultimo rapporto PISA 2009. Il modello emiliano prevede dal prossimo anno scolastico un percorso unitario tra istruzione e formazione professionale che raccorda i percorsi degli istituti scolastici e dei centri di formazione, rendendoli equivalenti e complementari. «Permette a tutti i ragazzi», spiega dall’assessore regionale alla scuola e formazione Patrizio Bianchi, «di fare un percorso di 5 anni per arrivare al diploma oppure di 3 anni per acquisire una qualifica. Nel nuovo sistema la regione investirà 55 milioni di euro all’anno». A gestire i percorsi triennali istituti professionali in sussidiarietà o enti di formazione professionale accreditati, secondo una coprogettazione tra scuola e enti che rappresenta la sfida del modello emiliano. …

"Unità sindacale, la lezione che viene dal 1960", di Carlo Ghezzi

Nel luglio sessanta imponenti agitazioni scuotono il Paese, i morti di Reggio Emilia e della Sicilia, lo sciopero generale della Cgil pongono fine all’avventura del governo Tambroni appoggiato dal Movimento sociale italiano e determinano la fine dell’agonia del centrismo che impediva l’apertura di una fase politica nuova che porta al centro-sinistra ma anche all’avvio della «riscossa operaia». È a Milano che si compiono in quell’anno scelte sindacali che segnano un cambiamento epocale. La Fiom milanese (la rappresentanza sindacale dei metalmeccanici nella Cgil, ndr), diretta da Giuseppe Sacchi, e la Fim, ove opera Pierre Carniti, danno il via ad una stupefacente stagione di mobilitazioni caratterizzata da convergenze unitarie e da forme di lotta che anticipano quanto accadrà nell’autunno caldo mentre si vedono per la prima volta degli studenti sfilare con i lavoratori. Il dieci dicembre 1960 Intersind sottoscrive un accordo che recepisce le richieste degli elettromeccanici ma Assolombarda non accetta. Il suo fronte si sgretola e alcuni industriali cominciano a firmare accordi a livello aziendale. Il 1960 si conclude con l’immensa manifestazione indetta dalla sola Fiom …