"Ritratto di un paese tra padania e Wall Street", di Eugenio Scalfari
Di Umberto Bossi parlerò poco, dopo quanto abbiamo saputo di lui e della Lega. Le testimonianze che coinvolgono non soltanto i suoi familiari e la Rosy Mauro (che è addirittura vicepresidente del Senato) sono certamente testimonianze di parte, di chi ce l´ha con lui perché non ha difeso l´indifendibile Belsito, ma sono tuttavia confermate, quelle testimonianze, da documenti inoppugnabili, intercettazioni chiarissime, lettere, ricevute, assegni e bonifici bancari con intestazioni che parlano da sole. Aspettiamo i seguiti dell´istruttoria e l´eventuale rinvio a giudizio, ma il giudizio politico va dato subito e l´ha già scritto venerdì scorso Ezio Mauro. La linea del nostro giornale è chiarissima: Bossi è stato al centro del malaffare che ha inquinato la famiglia e gran parte del gruppo dirigente leghista, specie quello di provenienza lombarda. Quel gruppo dirigente è interamente presente nel triumvirato che reggerà la Lega fino al Congresso. L´immagine che hanno del vecchio capo e fondatore è quella d´un uomo assolutamente integro e raggirato eventualmente dai familiari. Quanto a lui, il “Senatur” si dice convinto d´esser vittima d´un complotto. I …
