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"Tempi lunghi per il tirocinio breve", di Mario D'Adamo

Di percorso di abilitazione semplificato e riservato ai docenti con esperienza lavorativa significativa alle spalle si riparlerà nel 2012/2013. In sede di programmazione del prossimo anno scolastico è intenzione del ministero far partire, in parallelo alla seconda tornata di tirocinio formativo attivo, un percorso abbreviato per consentire a questi docenti «di accedere direttamente alla formazione in aula e all’esame finale» per conseguire l’abilitazione di cui ora sono privi, nonostante abbiano prestato servizio in tutti questi anni.

Più verosimilmente la partenza avverrà con l’anno scolastico 2013/2014, visto che il prossimo anno sarà già occupato dall’espletamento del primo tirocinio formativo attivo che sarebbe dovuto partire già con quest’anno. In ogni caso, tempi, modi e requisiti di servizio dei partecipanti li dovrà stabilire un provvedimento ministeriale a integrazione di quello del 10 settembre 2010, n. 249, sulla formazione iniziale dei docenti. La precisazione viene dal ministero con un comunicato del 29 maggio scorso, con il quale si ammette che «l’avvio dei moduli aggiuntivi ai corsi di Tfa, riservati ai docenti non abilitati, con servizio, richiede una modifica del D.M. n. 249/2010 con un altro provvedimento regolamentare di pari rango». E qui si capisce che si è fatto valere il principio di gerarchia delle fonti, spesso e volentieri dimenticato, secondo il quale non basta la decisione di un ufficio, una circolare o un’ordinanza, per modificare un decreto.

il provvedimento

Occorre un provvedimento adottato allo stesso livello, in questo caso un altro decreto, per modificare le procedure sulla formazione iniziale dei docenti, altrimenti la Corte dei conti rifiuta la registrazione e bisogna ricominciare da capo. Prima occorrerà acquisire i pareri degli stessi organi sentiti per il primo: il Consiglio universitario nazionale, il Consiglio per l’alta formazione artistica e musicale, il Consiglio nazionale degli studenti, il Consiglio nazionale della pubblica istruzione, il Consiglio di Stato, le competenti commissioni parlamentari. Poi occorrerà anche sentire Mario Monti, nella sua qualità di ministro dell’economia e delle finanze, e Filippo Patroni Griffi, ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione. Se si aggiungono i tempi di registrazione, la procedura per far conseguire l’abilitazione ai docenti con servizio sarà sì abbreviata ma non sarà adottata in tempi altrettanto abbreviati. Il comunicato del ministero si può anche intendere come un indiretto invito ai docenti con servizio di insegnamento, ai quali sarà riservato il Tfa speciale, a non iscriversi entro il 4 giugno al Tfa ordinario. Se i docenti accolgono l’invito e il treno rapido non partirà o partirà con molto ritardo, essi avranno anche perso l’accelerato e rischieranno di non arrivare più a destinazione.

Il servizio

Mentre è abbastanza chiaro il percorso, formazione in aula ed esame finale, non altrettanto definiti sono i requisiti di servizio. Nello stesso comunicato del 29 maggio si fa riferimento, nel primo periodo, «ai docenti non abilitati, con servizio», che diventano, nel secondo, «docenti con tre anni di servizio». Gli stessi che, invece, nel comunicato dell’8 maggio scorso, erano «i docenti con 36 mesi». I docenti con servizio si possono intendere, come chiede ad esempio lo Snals, quelli che complessivamente hanno insegnato in più anni scolastici almeno trecentosessanta giorni. I docenti con tre anni di servizio sono quelli che, secondo la nostra legislazione, lo hanno fatto per almeno per 180 giorni consecutivi in ciascun anno scolastico, 540 in tutto. La durata di 36 mesi è un’altra cosa ancora, riferita alla direttiva comunitaria, che non fa dispute di calendario e intende proprio 1080 giorni, il doppio di quelli considerati dalla nostra più benevola legislazione. Il ministero, con tutta evidenza, non ha ancora maturato una linea chiara né si è ancora pronunciato sull’altra questione, se i servizi debbano essere prestati nello stesso ordine di scuola e nella stessa classe di concorso per la quale ci si intende abilitare o se sia sufficiente averli prestato in qualsiasi ordine e in qualsiasi classe di concorso. E a partire da quale anno scolastico. Senza contare che, contemporaneamente o prima ancora dell’attivazione dei percorsi abbreviati, entreranno in vigore le nuove classi di concorso con tanto di fase transitoria, che si sovrappone all’altrettanto transitoria fase dei Tfa speciali. Se poi si mettono in cantiere due concorsi ordinari, uno con le vecchie regole della legge 124 del 1999 e le vecchie o le nuove classi di concorso, l’altro con il nuovo regolamento e le nuove classi, l’ingorgo è assicurato.

da ItaliaOggi 05.06.12

9 Commenti

  1. Dario dice

    On. Presidente Ghizzoni
    Io mi domando
    visti i pareri già espressi dal Consiglio nazionale della pubblica istruzione e dal Consiglio di Stato su quello che successivamente diventò il DM 10 settembre 2010, n. 249. Dove si proponeva di riconoscere come titolo transitorio di accesso a TFA anche in soprannumero il servizio prestato per almeno un biennio presso le istituzioni scolastiche nazionali.
    Se ci fosse la possibilità di un Decreto Legislativo e evitare quindi il più lungo iter del Decreto Ministeriale.

  2. hillari dice

    ho sbagliato delle parole ma il discorso si capisce..

  3. hillari dice

    Io mi domando solo se in Italia ci sono duemila istituzioni ognuno che si permette di dire fare parlare e pensare a modo suo… il Ministro dell’Istruzione si siede al tavolo con un giornalista e gli dice
    “sai faremo un Tfa ordinario…” il Miur dice “… lo faremmo partire 2012-2013 in parallelo all’ordinario…” e lei dice “sapete lo faremmo partire 2013-2014…”…
    E noi che sono 5 anni che tappiamo i buchi A CHI DOBBIAMO CREDERE? COSA DOBBIAMO PENSARE?
    Scusate se cado sul retorico ma con 7000 euro al mese anche io al bar potrei permettermi di dire ciò che mi passa per la testa… con 400 euro invece (come me da un anno e mezzo) diventa dura anche pensare di mettere al mondo un figlio… ma la passione è la passione….
    Anche perchè ormai a 32 anni non mi vuole più nessuno…sono vecchia per essere assunta… ok ho deciso… farò la parlamentare…
    Desidererei solo che ci “comanda” capisca che parla a gente stanca, sul lastrico, che apsetta la stabilità da anni… e che magari fossere per una volta chiari magari saremmo tutti più sereni…

  4. Gabriella Altare dice

    Gentilissima vorrei solo condividere un mio pensiero, l’abilitazione a 3000 euro con numero chiuso che senso ha???? essere abilitati è un merito in più che non obbliga l’ente scuola a nulla, garantisce solo insegnanti supplenti più preparati e allora che senso ha il numero chiuso?????
    Vogliamo insegnanti di merito? allora finiamola con i numeri chiusi per la formazione… il numero chiuso vale solo per il concorso per l’immissione in ruolo tutto il resto deve fare curriculum compresa una formazione obbligatoria e costante.
    Da sette anni insegno ininterrottamente alle medie e mi capita in alcune scuole tra sissini e exmaestre o nuovi arrivi da graduatoria di concorso (99) di essere tra coloro che hanno più esperienza!!! ci vuole una riforma collegata alla realtà!!!! grazie e buon lavoro

  5. silvy dice

    IO sono convinta che è solo questione di volerle le cose. Sono convinta che tale allungamento dei tempi faccia sia funzionale a tenerci fuori dalle scatole e continuare a sfruttarci. Questo è il paese delle sanatorie e dei condoni e volete farmi credere che non è possibile far partire un tfa speciale accanto ad uno ordinario su moduli che già esistono??? Fate bene! Perchè i cretini come me, che da anni servono lo Stato, anche a centinaia di km da casa, domani saranno a lavoro, zitti e boni, faranno gli esami zitti e boni, farano il test e il tirocinio e, sempre zitti e boni, pagheranno il salasso!!! E lo faranno perchè hanno 40 anni e nessuno più se li prende, perchè hanno un mutuo da pagare e non hanno babbo e mamma come i neolaureati! E questo voi lo sapete bene!!!! Il mio unico augurio è che si arrivi a pregare le persone per farle salire in cattedra! Non mi auguro altro!
    Cordialmente
    Una docente laureata con lode, sei anni di docenza alle spalle, cinque di esami di stato, due da coordinatore, un dottorato di ricerca, un master di II livello, un titolo di cultore della materia e un gran giramento di scatole a dovermi sedere accanto ad un neolaureato a fare un test con domande da imbecilli, fatte da qualcuno che, forse, ne sa meno di me!!!

  6. Emilia dice

    Gentilissima Onorevole, le faccio i miei personali auguri di buon lavoro per questo prestigioso incarico che si appresta ad onorare con la competenza maturata in anni di impegno e attenzione ai problemi della scuola.
    Mi permetto, in qualità di docente con anni di servizio aspirante all’abilitazione all’insegnamento, di ricordarle che in relazione alla tempistica ipotizzata in questo articolo per il tfa riservato, posporre l’uscita con abilitazione dei docenti del riservato a quella degli aspiranti colleghi dell’ordinario significherebbe precludere ai primi l’accesso all’annunciato concorso. Questo, Lei comprenderà bene, non è assolutamente accettabile. Pertanto spero che alla luce delle esternazioni del ministro, dei pronunciamenti delle organizzazioni sindacali, delle posizioni di vari esponenti politici favorevoli ad una attivazione del riservato che comporti un percorso parallelo all’ordinario, Lei saprà assumere le decisioni più opportune nelle sedi di sua pertinenza per una pronta quanto giusta soluzione di questa vicenda, protrattasi davvero ormai in maniera estenuante: la politica che operi scelte lontane dalle legittime esigenze delle persone che ne sono origine e destinazione insieme è inevitabilmente destinata all’autodistruzione.
    Cordialmente

  7. maria dice

    Spero di rientrare nel tfa speciale visto che questo è il mio quarto anno di insegnamento anche se il primo anno sono stata assunta dal mese di novembre.Bisogna agevolare tutti noi docenti che gia’ abbiamo lavorato e continuiamo a farlo con sacrifici soddisfazioni e soprattutto speranze.Buon lavoro a tutti i colleghi..

  8. Maria Rosaria Mazza dice

    In tutta questa confusione di notizie, molti hanno dimenticato che negli altri paesi europei, chi ha conseguito un Dottorato di Ricerca (titolo di grado superiore alla laurea) può lavorare come docente a tempo indeterminato. Per cui avendo al mio attivo sette anni di servizio nella scuola secondaria di primo grado e un Dottorato di ricerca dovrei,secondo le direttive europee, già essere di ruolo da tempo. Vergogna per tutti quei ministri, che si sono avvicendati nei vari governi,che non sono mai riusciti a risolvere un problema cosi grave che affligge i precari della scuola da decenni.

  9. Anonimo dice

    Tutto questo sembra fatto per far perdere tempo ai giovani e meno giovani in modo da farli arrivare alla pensione, senza averne diritto,
    senza di avere la possibilità di avere un contratto a tempo indeterminato

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