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Terremoto: Docenti volontari cercansi

Svolgeranno attività educative, in luglio e agosto, dedicate ai bambini dai tre ai 14 anni che vivono nei comuni terremotati. E’ l’appello di Flc-Cgil che stanno studiando un progetto per offrire attività educative di gruppo a tutti i bambini fra i tre e i 14 anni che vivono nelle zone terremotate nel periodo di chiusura delle scuole, in luglio e agosto. Il progetto è denominato “Insieme la scuola non crolla” e la Flc è pronta a sostenere le spese per il viaggio e l’alloggio dei docenti volontari, ma anche a pagare i materiali necessari per le attività. In pista, poi, grazie ad un accordo con l’ Alma mater , scenderanno anche studenti (volontari) della Facolta’ di Scienze della formazione dell’Universita’ di Bologna , che daranno il contributo alle attività educative svolgendo il loro tirocinio nelle zone terremotate.

Il progetto, ideato dalla Flc regionale e dal centro nazionale Flc, sta prendendo corpo in sinergia con le istituzioni scolastiche, i Comuni coinvolti, la Protezione civile, la Regione e altre realta’, tra cui l’Universita’ di Bologna, ci tiene a sottolineare il sindacato.

« Non ci vogliamo sovrapporre ad altre attività , la nostra idea e’ metterci a disposizione con personale qualificato, ma siamo aperti a collaborare con chi condivida le nostre finalita’ e il nostro metodo», spiega Raffaella Morsia, segretaria regionale Flc.

«Quando il progetto sarà ultimato e avremo raccolto le adesioni, lo consegneremo a Vasco Errani e al direttore dell’ufficio scolastico regionale», aggiunge Morsia. Il progetto è portato avanti anche col contributo del Centro Flc nazionale: «Noi mettiamo a disposizione le nostre risorse, organizzative e non solo, ma vogliamo agire di concerto con gli altri soggetti e in particolare con le istituzioni locali, che più di tutti possono avere il polso dei bisogni che ci sono sui territori», sottolineano Diana Cesarin e Claudio Franchi del centro nazionale della Flc.

Le attivita’ saranno “educative e di animazione”, spiegano Cesarin e Franchi, ma i locali dove saranno svolte devono ancora essere individuati. Queste decisioni verranno prese nei tavoli aperti nelle diverse province (con cui ci sono gia’ stati contatti), spiega la Cgil, anche a seconda delle esigenze locali. Di certo, “l’idea non e’ quella di fare lezione nei campi, pensiamo piu’ ad un ambiente neutro, in cui cercare di far iniziare una nuova quotidianita’ per questi bambini”, spiega Franchi.

I docenti e i bidelli che intendono rendersi disponibili (il periodo minimo e’ una settimana) devono essere inviare la propria adesione all’apposito indirizzo mail attivato dalla Cgil , [email protected] . Possono partecipare tutti i docenti di ogni grado. La Cgil punta sulla loro “competenza” di insegnanti, ma per tutti (e in particolare per gli studenti di Scienze della formazione dell’Alma mater) sono previsti dei brevi corsi di formazione e forme di tutoraggio per mettere a punto meglio le “strategie” con cui organizzare le attivita’. I corsi saranno organizzati con la collaborazione dell’Universita’ di Bologna: tra gli altri, la Cgil sta lavorando con il professor Andrea Canevaro, che gia’ in passato si e’ occupato di attivita’ per ragazzi in situazione difficili (in Giappone, Ruanda, ex Jugoslavia e all’istituto Salvemini di Casalecchio)

da Www.flcigl.it

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