Giorno: 3 marzo 2014

"Gioventù bevuta. Mezzo milione di adolescenti è a rischio alcolismo", di Maria Novella De Luca

I più stupiti di solito sono i genitori: «Pensavamo che fossero soltanto delle sbronze». Invece il baby alcolista ha gli occhi spenti e la vita segnata. Uno di quei cinquecentomila ragazzini italiani che nella deriva delle notti ubriache di milioni di adolescenti, perdono la testa e i confini della realtà. E poi è davvero dura risalire. Neknominate, eyeballing, binge drinking: il clamore delle sfide mortali a base di liquori pesanti che mietono vittime sui social network, riporta l’attenzione sulla piaga dell’alcolismo giovanile, droga sommersa e sottovalutata. E se i nomi di questi giochi pericolosi (versarsi vodka negli occhi, bere fino a stordirsi, filmare se stessi mentre si ingurgitano litri di birra) suonano ostili a chi ha più di vent’anni, attenzione perché dietro c’è molto altro. C’è la storia di come e quando, in meno di due decenni, le nordiche sbronze collettive del sabato sera abbiano conquistato i riti dei teenager italiani, facendo impennare i numeri di chi finisce nella vera e propria dipendenza. Dallo sbarco pianificato sul mercato degli “alcolpops” ai micidiali “shortini”, cocktail dolci …

"Lo Stato spenda di più per ridare fiato all’Italia", di Carlo Buttaroni

La crescita del tasso di disoccupazione arriva come una doccia fredda sulle tiepide speranze di una rapida uscita dalla crisi. Attese alimentate dal miglioramento di alcuni parametri economici, e in particolare dal Pil dell’ultimo trimestre del 2013 che ha registrato un incremento, seppur modesto, dello 0,1%. Entrambi i risultati erano già stati annunciati dalle previsioni e, proprio da queste colonne, abbiamo più volte denunciato il rischio di una ripresa debole senza riflessi positivi sul piano occupazionale. Un andamento che, peraltro, riguarderà tutto il 2014, con una modesta risalita del prodotto interno lordo e una crescita della disoccupazione. A gennaio l’Istat ha registrato un tasso di disoccupazione del 12,9% che equivale a un esercito di oltre 3,2 milioni di persone senza lavoro. Ma dentro quel «quasi 13 per cento» c’è di più e di peggio, giacché più della metà dei disoccupati è composto da ex lavoratori, da coloro cioè che un lavoro ce l’avevano e l’hanno perso. Osservando gli andamenti dei due principali indicatori economici, Pil e disoccupazione, è lecito chiedersi perché essi vadano in direzione …

"Nel gioco d’azzardo un mese di pensione", di Massimo Solani

Più o meno un mese di pensione all’anno per giocare d’azzardo. È quanto spendono, di media, gli over 65 italiani in giochi come Lotto, Superenalotto, Gratta e vin- ci, giochi di carte, slot e video lottery. È il risultato più sorprendente dell’indagine «Anziani e Azzardo», condotta da Gruppo Abele, e Auser Nazionale in collaborazione con Libera che sarà presentata oggi a Torino. Mille interviste in 15 regioni d’Italia, spiega il presidente nazionale Enzo Costa, Auser per «far crescere tra le persone anziane la consapevolezza di quanto possa essere facile cadere nei rischi del gioco d’azzardo patologico che ha ricadute umane e sociali pesantissime». Perché se in Italia la diffusione del gioco d’azzardo ha costi sanitari e giudiziari per lo Stato che raggiungono ogni anno i sei miliardi di euro, la penetrazione del «vizio» fra gli over 65 è costante- mente in aumento. «La ricerca, purtroppo, mette in risalto la capillarità che ha raggiunto oggi il gioco d’azzardo in Italia e ne conferma l’allargamento verso le aree tradizionalmente più indifese, costituite soprattutto da minori, anziani e …

Il grande orgoglio

“In queste ore dobbiamo pensare ad altro e lo stiamo facendo. Ma il momento orgoglio italiano per Sorrentino e La Grande Bellezza ci sta tutto”. Così in un tweet il Presidente del Consiglio Matteo Renzi. “In queste ore dobbiamo pensare ad altro e lo stiamo facendo. Ma il momento orgoglio italiano per Sorrentino e La Grande Bellezza ci sta tutto”. Così il presidente del consiglio Matteo Renzi, con un tweet alle 6 e 18 del mattino, ha commentato la vittoria agli Oscar del film, come migliore film straniero. “In queste ore dobbiamo pensare ad altro e lo stiamo facendo. Ma il momento orgoglio italiano per Sorrentino e ‘La grande bellezza’ ci sta tutto”. L’Oscar conquistato da ‘La grande bellezza’ “sarà per l’Italia un’iniezione di fiducia in se stessa”. Ancora su twitter il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini. “Viva Sorrentino, viva il cinema italiano! – quando il nostro Paese crede nei suoi talenti e nella sua creatività, torna finalmente a vincere. L’Oscar a Sorrentino è la dimostrazione che se in Italia ci si crede ce …

"Per le riforme ci vuole un metodo", di Ugo De Siervo

Questa settimana sapremo finalmente se la proposta di modificare il nostro sistema elettorale va davvero avanti, come sarebbe certamente auspicabile. Ma alcune delle tante difficoltà che la proposta sta incontrando dovrebbero far riflettere Matteo Renzi su alcune evidenti debolezze progettuali. Proprio lui, che si è speso in prima persona per questa importante innovazione, così come per le due riforme costituzionali collegate (bicameralismo e modifica del riparto dei poteri fra Stato e Regioni) che dovrebbero caratterizzare ciò che resta di questa legislatura. Non vi sono, infatti, solo importanti contrasti «politici» sulla soglia di voti richiesta al partito più votato per far scattare il premio di maggioranza (35%, 37%, 40%?), o per prevedere o no la possibilità di esprimere un voto di preferenza, o per rinviare l’efficacia della legge al momento in cui non esisterebbe più l’attuale Senato, ma pure tutta una serie di carenze ed imperfezioni del testo legislativo che – così com’è attualmente – lo renderebbero praticamente inefficace. Questa situazione evidenzia il problema, serio e più generale, che finora è mancata una regia adeguata alle …

"Un grave rischio per l’Europa", di Silvio Pons

La crisi in Ucraina era ampiamente annunciata da molto tempo. Non da mesi ma a anni. Le sue radici stanno nella dissoluzione dell’Unione Sovietica nel 1991. Nell’ultimo decennio del secolo scorso, la nascita di uno Stato indi- pendente ucraino non è stata basata su un adeguato sistema di equilibri internazionali tra l’Europa e la Russia. Per oltre un decennio, l’Ucraina ha vissuto una tormentata transizione economica e politica, seguendo un modello di democrazia autoritaria non molto diverso da quello russo, anche se con modalità più pacifiche. La «rivoluzione arancione» del 2004 ha rappresentato il punto di arrivo di un’onda lunga del crollo del comunismo, rivelando una genuina spinta democratica e riformatrice dal basso. Tuttavia ha anche avuto seri limiti. Non ha prodotto un’autentica stabilizzazione politica, non ha ricomposto le fratture esistenti nel paese e ha fatto anzi emergere rilevanti tendenze nazionaliste. Da allora l’Ucraina è rimasto un paese frammentato e conflittuale al suo interno, oltre che privo di un chiaro riferimento internazionale. Salvo il legame con la Russia consolidato dagli scambi economici ed energetici e …

"La prudenza di Obama, come Kennedy con Cuba", di Sam Tanenhaus

Di colpo lo spettro della Guerra Fredda è tornato. Certi conservatori spingono Obama ad affrontare Putin nella grandiosa tradizione di altri presidenti coi leader sovietici da Stalin a Gorbaciov. Obama quasi l’ha fatto quando ha avvisato «(Mosca) pagherà l’intervento militare in Ucraina». Alcuni insistono che Obama può evitare la guerra civile, dichiarando il sostegno agli ucraini in piazza. Una posizione simile richiama l’“Ich bin ein Berliner” di Kennedy a Berlino Ovest nel 1963, o la visita di Reagan nel 1987 col suo “Tirate giù il muro” indirizzato ai sovietici. Persino Obama sembrava pescare dalla memoria collettiva di vecchie lotte fra superpotenze quando ha dichiarato che l’approccio americano all’Ucraina «non dev’essere visto come una scacchiera da Guerra Fredda dove siamo in concorrenza con la Russia». L’immagine della scacchiera è una metafora familiare della Guerra Fredda. Però, trae in inganno. Molte scelte ricordate oggi per la lungimiranza, genialità tattica, furono denunciate all’epoca come debolezza. Gesti eclatanti, pubblici valsero meno di altri piccoli, nascosti. Nata con l’età nucleare, la Guerra Fredda fu definita meno dalla conflittualità che dalla …