Giorno: 16 marzo 2014

"Fondi europei fuori dai vincoli libertà di spesa ai Comuni virtuosi", di Valentina Conte

Mettere fuori dal patto di stabilità degli enti locali i fondi strutturali europei, o meglio la parte cofinanziata dall’Italia di quei fondi. E premiare i soli Comuni virtuosi, consentendo loro di spendere quanto hanno in cassa per aggiustare le scuole, rifare le strade, investire. Il governo Renzi prova ad allentare i vincoli europei, senza violarli. Fermo restando dunque il tetto invalicabile del 3% nel rapporto tra deficit e Pil (che però nel 2016 dovrà essere ricondotto a zero, dunque pareggio di bilancio), l’urgenza immediata per il premier è quella di dare ossigeno al territorio. Le due strade individuate – e all’esame di Palazzo Chigi – rispondono allo scopo. Ma la prima porta a Bruxelles, via Berlino. E potrebbe essere oggetto di confronto già domani, quando Renzi incontrerà la cancelliera Merkel. La seconda strada, tutta interna, conduce al tavolo con gli enti locali. A partire da quello in agenda per giovedì prossimo con l’Anci, l’associazione dei Comuni guidata dal sindaco Fassino. «Cambieremo il patto di stabilità interno per consentire ai nostri figli di avere scuole degne …

"Permessi e divieti sul Circo Massimo non si difendono così i Beni culturali", di Paolo Fallai

Sì, no, forse. Povero Circo Massimo, addossato al colle Palatino, da quando ospitò il ratto delle Sabine è uno dei luoghi più discussi di Roma. Anche per l’evento musicale dell’anno, il concerto dei Rolling Stones, unica data italiana il 22 giugno, la scelta della spianata di 620 metri ha scatenato uno scontro di pareri. Entusiasta il sindaco Ignazio Marino che vuole trasformarlo in «un luogo di riferimento per i grandi eventi culturali». Nettamente contraria la Soprintendenza archeologica che denuncia «rischi per la conservazione del patrimonio archeologico». Ma il «no» della massima autorità chiamata a vigilare sulla conservazione della Roma archeologica è stato superato dal «sì» del direttore regionale del ministero per i Beni culturali, Federica Galloni. Ha ragione Edoardo Sassi che ieri, sulla cronaca di Roma di questo giornale, ha rivelato per primo lo scontro: il ministero contro il ministero. Condito da altri pareri: quello favorevole della Soprintendenza ai beni architettonici, che ha competenza ma solo per la parte paesaggistica, e quello della Sovrintendenza capitolina, retta da un «interim» e che difficilmente avrebbe potuto smentire …

“Il Jobs Act va bene così tra 10 mesi vedrete i risultati”, di Luisa Grion

Ecco ministro parliamo dei paletti levati: aumentare le possibili proroghe di un contratto a termine da una a 8 volte entro 36 mesi senza dovere nemmeno specificare le causali, è o no, come dice Susanna Camusso della Cgil, un inno alla precarietà? «No, perché queste modifiche permetteranno all’azienda di assumere con maggiore tranquillità e daranno ai lavoratori maggiori possibilità di ottenere tre anni continuativi di lavoro». Tre anni con il cuore in gola ogni quattro mesi per l’attesa del rinnovo e con l’impossibilità di ottenere un mutuo in banca? «Chiariamo una cosa: oggi di contratti a termine che durano 36 mesi ne vedo in giro pochissimi. Le aziende, temendo vertenze proprio sulla causalità, mandano a casa i ragazzi dopo pochi mesi e ne assumono altri al loro posto. I paletti previsti dalla riforma Fornero avevano il giusto obiettivo di limitare l’uso dei contratti temporanei, ma hanno prodotto l’effetto inverso. Questa situazione merita di essere difesa? Allora io, come ministro non ho capito nulla ». Secondo lei il lavoro si crea aumentando la flessibilità? «No, ma …

"Via Fani è ancora un mistero", di Gero Grassi

Quanti misteri sono ancora senza risposta nel caso Moro? Tanti, tantissimi. Dal commando di via Fani al covo in cui fu tenuto prigioniero il presidente Dc, alle stesse lettere inviate a familiari e politici. Il Pd chiede una nuova commissione d’inchiesta. Ecco perché. La domanda legittima è perché dopo 36 anni ancora una indagine? La risposta semplicissima: perché la verità non è ancora emersa e lo dice anche la Magistratura. «La verità è più grande di qualsiasi tornaconto. La verità è sempre illuminante e ci aiuta ad essere coraggiosi», diceva Moro. Ho letto interamente gli atti dei processi Moro e delle diverse Commissioni e per il Gruppo Pd della Camera ho realizzato una sintesi testuale perchè il Pd vuole la verità sul caso Moro. Chi è interessato può leggerla e scaricarla sui siti www.deputatipd.it e www.gerograssi.it link Aldo Moro. Anzitutto la dinamica dell’eccidio di via Fani. Non tutti i partecipanti sono stati individuati, soprattutto quelli che non facevano parte delle Brigate Rosse. Addirittura il brigatista Alessio Casimirri, che partecipa all’agguato, è in Nicaragua, non è …

"Berlinguer perchè ti abbiamo voluto bene", di Eugenio Scalfari

Comincio quest’articolo con un paradosso ed è questo: Enrico Berlinguer ha avuto nella politica italiana (e non soltanto) un ruolo in qualche modo simile a quello che sta avendo oggi papa Francesco nella religione cattolica (e non soltanto). Tutti e due hanno seguito un percorso di riformismo talmente radicale da produrre effetti rivoluzionari; tutti e due sono stati amati e rispettati anche dai loro avversari; tutti e due hanno avuto un carisma che coglieva la realtà e alimentava un sogno. Oggi, anziché commentare i fatti politici della settimana appena terminata, ho deciso di ricordare Berlinguer di cui quest’anno si celebra il trentennale dalla morte e sulla cui figura in questi giorni stanno uscendo libri e documentari che ne ricordano la forza morale, il coraggio politico, gli errori commessi e il profondo rinnovamento della sinistra. La sua somiglianza al ruolo di papa Francesco — l’ho già detto — è un paradosso, ma come tutti i paradossi contiene aspetti di verità. Se avessero vissuto nella stessa epoca si sarebbero sicuramente rispettati e forse perfino amati. Per quanto …

"Ma la vera partita si gioca in Germania", di Andrea Bonanni

Se si esclude l’ultimo governo di Berlusconi, a cui Sarkozy neppure rivolgeva la parola, tutti i primi ministri italiani degli ultimi anni, Monti, Letta e adesso Renzi, sono arrivati a Parigi freschi di nomina per annunciare una nuova “entente” italo-francese in nome della crescita da contrapporre al rigore della cancelliera Merkel. Nel frattempo, l’unico Paese che sia riuscito a crescere davvero è stata la Germania. Il copione si è ripetuto, con qualche piccola variazione, anche ieri in occasione della visita di Matteo Renzi all’Eliseo. Certo, la tentazione di cercare una sponda francese per arginare lo strapotere tedesco in Europa è non solo comprensibile ma anche perfettamente logica. E il presidente Hollande anche questa volta si è prestato volentieri al gioco ricordando che i programmi dei due governi «hanno molti punti in comune». In effetti da anni Francia e Italia annaspano per non affogare l’una sotto il peso del deficit e l’altra sotto il peso del debito. Ed è vero che, essendo deficit e debito calcolati in rapporto al Pil, solo aumentando la ricchezza prodotta attraverso …

"La differenza che può salvarci", di Claudio Sardo

Dalla dignità delle donne dipende anche quella degli uomini, hanno scritto l’8 marzo le promotrici di Snoq (Se non ora quando?) libere, chiedendo di cominciare un cammino insieme. Sì, donne e uomini insieme. Con le loro differenze, oltre le paure di questi decenni, gli opportunismi, i ritardi, le cadute per «ideare e realizzare un mondo condiviso». Così la più grande rivoluzione antropologica degli ultimi secoli – la libertà delle donne, appunto – potrà continuare a dare i suoi frutti di cambiamento e scongiurare un esito di omologazione. «Il femminismo – sottolinea il documento – ha determinato la fine del patriarcato. Il dominio incontrastato degli uomini, almeno nelle nostre società, non ha più alcuna autorità, ma la libertà conquistata ci dice che la separazione non è più utile a cambiare la realtà esistente. Dobbiamo pensare e sperimentare insieme idee e strumenti per realizzare la condivisione alla pari, nelle relazioni familiari, lavorative, politiche. Le paure e le insicurezze reciproche possono spingere a fare a meno dell’incontro con l’altro o con l’altra. A pensarci come individui onnipotenti pronti …