Giorno: 27 marzo 2014

"Province addio, 160 sì", di Claudia Fusani

La campagna delle riforme parte. Ma le serve una bella spinta per non restare inchiodata ai blocchi di partenza. La legge che svuota le Province, in attesa che la riforma costituzionale le abolisca, strappa la fiducia al Senato e torna alla Camera per la terza e definitiva lettura. Ma i numeri pronunciati ieri sera alle sette dal presidente Grasso non sono una festa per il premier. Su 296 presenti, votano 193 senatori e il ddl Delrio passa con appena 160 sì. I no sono 133. Sono ventidue voti di differenza. Per chi ha in mente gli equilibri numerici del Senato, è subito chiaro che senza i venti voti di Popolari e Scelta civica la prima delle tante invocate riforme sarebbe stata bocciata. Ed è inevitabile chiedersi cosa sarebbe successo se Forza Italia fosse stata presente al gran completo. Il leghista Roberto Calderoli si frega le mani, a modo suo: «Questo governo è fermo a 160, non ha la maggioranza che è 161. In queste condizioni non potrebbe neppure eleggere il Presidente del Senato ». Calderoli …

"Meno di 15mila euro per un italiano su due e 180 miliardi in mano al 5% più ricco", di Roberto Petrini

E’ l’Italia dei paradossi, delle ingiustizie e della crisi quella che disegnano le dichiarazioni dei redditi. Il paradosso: i lavoratori dipendenti guadagnerebbero, secondo i dati fiscali, più di artigiani e negozianti con ditte individuali. L’ingiustizia: il 5% dei contribuenti più ricchi guadagna quasi un quarto del reddito, il 22,7%: più di 180 miliardi. La crisi: rispetto al 2008 ci sono 350 mila lavoratori dipendenti e 32 mila imprenditori in meno. Le cifre diffuse ieri dal Dipartimento delle Finanze, relative all’anno d’imposta 2012, sono il termometro di un paese piuttosto provato, dove l’evasione fiscale non è affatto debellata e dove la ricchezza è assai mal distribuita. Complessivamente metà degli italiani guadagna meno di 15.654 mila euro lordi all’anno mentre un pugno di supericchi ha in mano un quarto del reddito. Chi guadagna di più e chi dichiara di meno. Il reddito medio dichiarato al fisco è di 19.750 euro. Chi sta sopra questo livello? Senz’altro il mondo del lavoro autonomo, professionisti, avvocati, notai, medici e commercianti, che guadagnano molto e hanno dichiarato al fisco in media …

"Le tribù dei separatisti", di Francesco Merlo

A chi le Tremiti? Se le contendono la Moldaunia libera, il Salento indipendente e persino la Repubblica del Sannio. Non c’è insomma solo il Veneto, con i suoi referendum, e non sono solo folclore i diecimila internauti che vorrebbero vendere la Sardegna alla Svizzera. Al prezzo di 90 miliardi di euro il primo cantone marittimo, il ventisettesimo della Confederazione. C’è anche lo straziante problema: a chi le Tremiti? Forse alla Moldaunia dell’ingegnere Gennaro Amodeo a cui il Tar ha negato il referendum e che ora, arrabbiato come un dhauno, cioè un ‘lupo’, mi dice: «Lo hanno permesso in Veneto, a Piacenza, nelle Marche…,tranne qui a Foggia dove sono succubi della politica barese e della massoneria». La Moldaunia verrebbe fuori dall’unione del Molise più la Daunia, che è quel pezzo di Puglia foggiana che va da Cerignola sino alla porzione irpina di Benevento. Alle Tremiti aspirano anche i romantici indipendentisti di quel ‘Salentu lentu lentu’ — Lecce Taranto e Brindisi — «che il traditore leccese Aldo Moro svendette a Togliatti» dice l’editore di Telerama Paolo Pagliaro. …

"L’Europa vista da sinistra", di Silvano Andriani

In un suo recente articolo Martin Schulz, candidato per il Pse alla presidenza della Commissione europea, ha fatto alcune affermazioni importanti che vanno oltre la generale ripulsa della politica dell’austerità e centrano il punto chiave della differenza fra destra e sinistra in politica economica. Secondo Schulz la politica macroeconomica dell’Unione ha puntato sull’austerità «senza dall’altra parte creare uno strumento per rilanciare una domanda interna depressa e investimenti al palo» giacchè «l’Unione si è focalizzata quasi totalmente sul lato dell’offerta». La conclusione è che «la creazione di una vera politica economica a livello europeo deve essere uno dei temi centrali della prossima legislatura e di conseguenza uno dei temi centrali delle prossime elezioni europee di maggio». Come abbiamo detto, è proprio qui che si comprende la differenza fra destra e sinistra in politica economica. Tale differenza non riguarda infatti la necessità di politiche strutturali: riguarda piuttosto il modo di in- tendere le politiche strutturali, la necessità di includere fra di esse la lotta alla corruzione e all’evasione fiscale, il buon funziona- mento dell’amministrazione pubblica e politiche …

"La sfiducia nella scienza danneggia tutti", di Eugenia Tognotti

Semmai ci fosse (ancora) bisogno di verificare il peso e l’influenza della cultura scientifica in Italia, ecco arrivare, da una parte, le dichiarazioni del procuratore della Repubblica di Trani, balzato agli onori delle cronache per aver avviato un’indagine sul possibile legame tra vaccino trivalente e autismo. Dall’altra, le notizie su una prossima discesa in campo di diverse Procure, indifferenti ai pronunciamenti di esperti, autorità sanitarie, dello stesso ministro della salute, che hanno ribadito come manchi, allo stato attuale, ogni evidenza scientifica per sospettare un nesso di causa-effetto. Ogni richiamo, ogni appello alla ragionevolezza ha avuto lo stesso ascolto delle proverbiali prediche di San Giovanni Battista nel deserto. Di certo non sembrano aver scalfito le certezze del procuratore di Trani che ha affermato di essersi basato – nientemeno – sul presupposto «che diverse sentenze del giudice del lavoro, competente per i risarcimenti, hanno accertato che esiste un nesso di probabile causalità». Aggiungendo di aver affidato la scelta dei periti ai carabinieri del Nas che si rivolgerà a «esperti di profilo internazionale e assoluta imparzialità». Affermazione che …

“La Ue cambi su crescita e occupazione”, di Massimo Giannini

Voglio un’Italia che cresca di più, e in modo sostenibile. Voglio una crescita che sia molto più alta di quella che abbiamo conosciuto negli anni che hanno preceduto la Grande Crisi. E soprattutto voglio una crescita che sia ricca di lavoro, di nuova e buona occupazione, in un Paese che sia finalmente in grado di far funzionare l’economia e lo Stato in modo di gran lunga più semplice rispetto al passato. Abbiamo tre anni di tempo per cambiare l’Italia: possiamo e dobbiamo farcela». Nel solito ufficio che fu di Quintino Sella, Pier Carlo Padoan riassume così la sua «visione» dell’Italia che, renzianamente, «cambia verso». Un’Italia stretta tra i vincoli europei, «che rispetteremo tutti», e le resistenze corporative, «che non possono e non devono fermarci». Il ministro dell’Economia non nasconde le difficoltà, «che sono tante», ma si concentra sulle «opportunità», «che ci sono e vanno colte». Padoan è preoccupato dallo scossone populista che scuote l’Europa. Le elezioni europee sono a un passo, l’onda antieuropeista cresce ovunque. Come si può arginare? Come deve cambiare il paradigma europeo? …

"Cari ragazzi difendete la vostra libertà", di Barack Obama

Questo è un momento di dura prova per l’Europa e gli Stati Uniti, come pure per l’ordine internazionale che ci siamo adoperati a costruire per generazioni. È proprio qui in Europa che, in secoli di conflitto, tra guerre e Illuminismo, repressioni e rivoluzioni, ha iniziato a prendere forma e affermarsi un insieme specifico di ideali, il principio che il potere deriva dal consenso di chi è governato, e che per tutelare questo principio si devono stabilire leggi e istituzioni. Questi ideali, però sono stati minacciati da una visione del potere più antica e più tradizionale. Questa visione sostiene che gli uomini e le donne comuni siano di vedute troppo corte per poter badare ai propri affari, e che ordine e progresso possono esserci soltanto quando i singoli rinunciano ai propri diritti a vantaggio di una potente sovranità collettiva. Sotto molti punti di vista, la storia dell’Europa nel XX secolo ha rappresentato lo scontro di queste due categorie di ideali. Questa mattina nei campi delle Fiandre mi è tornato in mente come la guerra tra i …