Giorno: 28 marzo 2014

L'Europa cambia se cambia l'Italia e l'Italia cambia se la cambia il PD

“Questa Direzione vuole segnare il punto della situazione del partito per il governo e le future scadenze. Solo parzialmente affronterà il tema delle europee. Una nuova riunione sulle liste elettorali, verrà fissata nella settimana tra il 7 e il 13, magari lunedì 7 o martedì 8 aprile.” Lo ha annunciato il premier e segretario del PD Matteo Renzi, aprendo i lavori della Direzione del PD. Il PD come motore di cambiamento. “Il PD a 60 giorni dalle prossime elezioni è il motore del cambiamento, ha la responsabilità di aver messo in moto un cantiere che suscita aspettative e speranza. Gli italiani ci danno fiducia, ce lo dice il clima, e sarebbe letale tradirla. Per questo ci vuole un lavoro pancia a terra nei prossimi giorni. Vorrei che alcuni Comuni – e cito sempre Prato – tornassero a guida PD. Prato è un simbolo del riscatto per me. Noi abbiamo preso degli impegni, durante le primarie, che ora dobbiamo mantenere: a Palermo un importante appuntamento sull’Europa e sul Mediterraneo, dove inviterò Martin Schulz; un evento a …

"Barack e Matteo asse anti-austerity", di Paolo Soldini

«Barack Obama per noi è un modella»: nelle parole pronunciate ieri da Matteo Renzi c’era qualcosa di più d’una espressione di cortesia diplomatica verso il Grande Alleato venuto d’oltre Oceano. Almeno per quanto riguarda la politica economica, non c’è dubbio che l’iniziativa dell’attuale amministrazione Usa, nel primo mandato e all’inizio del secondo, sia stata una fonte di ispirazione almeno per gli ultimi due governi italiani. La cosa è evidente per quanto riguarda le misure per il lavoro, tanto evidente da aver indotto il capo del governo italiano, quando ha voluto definire il proprio progetto, ad usare un anglicismo come Jobs Act, criticabile quanto si vuole sul piano della lingua ma rivelatore efficace della natura delle suggestioni. Ma non c’è soltanto il lavoro. La campagna che l’attuale amministrazione di Washington sta conducendo da almeno un paio d’anni per convincere Bruxelles e soprattutto Berlino a convertire la politica economica dal rigore alla crescita, dalle strette ai bilanci pure e dure agli investimenti e agli stimoli alla domanda interna, ha aiutato parecchio chi, come soprattutto l’Italia, metteva sui …

"Voti gonfiati al referendum veneto", di Davide Lessi

Per citare Dostoevskij si potrebbe dire che la famiglia degli indipendentisti veneti è infelice a modo suo. «Il referendum è stato una truffa», tuona dal suo blog il venetista Loris Palmerini. E giù statistiche e diagrammi per spiegare che al voto i partecipanti non sono stati «più di 100 mila». Un numero infinitamente più basso rispetto a quello riecheggiato venerdì sera a Treviso. «Con oltre 2 milioni di voti è rinata la repubblica veneta», aveva annunciato con toni trionfali Gianluca Busato, leader del comitato Plebiscito.eu. La consultazione, sull’onda di quella in Crimea, è rimbalzata sui media internazionali pur non avendo alcun valore legale. Le preferenze correvano sul web, è proprio partendo da internet che le cifre non tornano. Nessuna «secessione da clic», insomma. Secondo i dati di quattro contatori (Trafficestimate, Calcusta, Semrush e Alexa), che monitorano il traffico in entrata e in uscita in un sito, la media degli accessi quotidiana a Plebiscito.eu è stata di 22,5 mila. Moltiplicando il dato per i sei giorni di voto online si arriva a 135 mila. Cifra che …

"La bellezza matematica nascosta nel mondo", di Piergiorgio Odifreddi

L’artista, il musicista e il poeta percepiscono le meraviglie del mondo attorno a sé, raffigurandole e trasfigurandole nelle loro opere. Osservano i variopinti colori dei fiori nei prati, riproducendoli in tele realiste o impressioniste. Ascoltano i gorgheggianti canti degli uccelli, riverberandoli in composizioni pastorali. Guardano oltre una siepe, fingendosi sovrumani silenzi e profondissima quiete. Osservano la danza della graziosa e silenziosa Luna, domandandosi che ci fa in cielo. Ma rispetto all’artista, al musicista o al poeta, il matematico va oltre, e non al-trove. E la sua visione del mondo non sottrae bellezza alla descrizione dell’umanista, ma gliene aggiunge. Perché la bellezza c’è a tutti i livelli della Natura, dal microcosmo al macrocosmo: non solo al livello antropico, al quale siamo tutti abituati e allertati, ma che rimane marginale e secondario rispetto al tutto. Ad esempio, quando il matematico osserva un fiore, dietro al numero dei suoi petali nota la successione di Fibonacci e la proporzione aurea alla quale essa tende. Dietro ai suoi colori, riconosce le lunghezze e le frequenze di velocissime onde luminose. Dietro …