Giorno: 17 marzo 2014

"ANVUR: Italia meglio di Germania, Francia e Giappone come efficienza della ricerca pubblica", di Giuseppe De Nicolao

Domani l’ANVUR presenterà il primo Rapporto sullo stato del sistema universitario e della ricerca. Quale sarà la diagnosi? Roars prova ad anticiparne il contenuto, almeno per quanto riguarda il posizionamento internazionale della ricerca italiana. Una fuga di notizie dovuta a qualche “gola profonda” interna all’agenzia? No, nessun “ANVURgate”: molto più semplicemente era stata l’ANVUR stessa a fornire un’anteprima all’interno della Relazione finale VQR del luglio scorso. Un’anteprima che però aveva avuto eco quasi nullo sia nei comunicati dell’agenzia che sui mezzi di stampa. Ma quei dati erano veramente privi di interesse? 1. Cosa dirà il primo Rapporto sullo stato del sistema universitario e della ricerca? Il 13 marzo è apparso sul sito dell’ANVUR il seguente avviso. Anvur presenta il primo rapporto sullo stato del sistema universitario e della ricerca. Dal momento che si tratta della prima versione del rapporto, è più che lecito domandarsi quali aspetti verranno coperti e quale sarà la diagnosi complessiva che verrà proposta dall’ANVUR. In questa sede, crediamo di poter anticipare almeno alcuni dei contenuti relativi ai confronti internazionali in termini …

Taddei: "Rinegoziare il Fiscal compact, delicato ma inevitabile", di Andrea Carugati

Filippo Taddei, 38 anni, economista bolognese e responsabile economico Pd da tempo proponeva una riduzione dell`Irpef come primo passo necessario. L`aveva fatto alle primarie con Civati, a Renzi l`idea era piaciuta e l`ha chiamato in segreteria. Ora quel disegno sta muovendo i primi passi. «Non voglio certo prendermi meriti non miei. La decisione è di Renzi. Sono ben felice di osservare che la sinistra di questo Paese si impegna con la più grande riduzione fiscale degli ultimi vent`anni e parte dai lavoratori dipendenti, che sono i contribuenti più fedeli e vanno premiati. La stella polare è questa, i loro interessi vengono messi davanti a tutto e il resto si muove di conseguenza. In passato, nei momenti di difficoltà, lo Stato metteva le mani nelle tasche di queste persone per tappare le falle: c`è un ribaltamento della logica. L`obiettivo primario è premiare il lavoro, poi certo ci aspettiamo dei vantaggi sulla crescita. La Cgia di Mestre stima che il 90% di questa restituzione vada in consumi: io sono più prudente, però la stragrande maggioranza di quei …

"Meno istruzione meno Pil: è crisi capitale umano", di Carlo Buttaroni

​​In Italia,negli ultimi cinquant’anni,la crescita dei livelli di scolarizzazione e l’andamento del Pil sono andati di pari passo. Negli anni Sessanta, i diplomati nelle scuole secondarie superiori sono cresciuti del 105% rispetto al decennio precedente, con una crescita del Pil del 56%. Negli anni Settanta, il numero di diplomati è cresciuto del 91% e il Pil del 45%. Tendenza positiva proseguita fino al 2000, anno in cui è iniziata un’inversione di tendenza che ha visto, nella decade 2000-2010, un calo del numero dei diplomati del 6% rispetto al decennio precedente e il Pil fermo sotto il 3%. Un caso? Non proprio. L’istruzione, nelle economie avanzate, è il più importante fattore di crescita. Proprio come per gli investimenti in «capitale fisico», un Paese investe in istruzione e formazione per migliorare il proprio «capitale umano» sostenendo dei costi che in futuro si trasformano in maggiori guadagni. Se si analizza la capacità di creare valore aggiunto, cioè l’incremento di valore che si verifica nell’ ambito dei processi produttivi a partire dalle risorse iniziali, ci si rende conto che …

"L’austerity non è più un dogma", di Paolo Soldini

Forse lui non lo sa nemmeno, ma alla vigilia della sua difficile trasferta Matteo Renzi ha trovato a Berlino un alleato prezioso. Si tratta di Peter Bofinger, uno dei «cinque saggi» istituzionalmente incaricati di consigliare il governo federale in materia economica. È forse l’economista più conosciuto in Germania e certo il meno allineato sul- la tradizionale linea dell’austerity. Bo- finger stavolta ha indirizzato la sua inesausta vis polemica contro il proposito del ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble, annunciato con grande battage propagandistico nel piano finanziario presdentato in parlamento, di raggiungere nel 2015 il pareggio assoluto di bilancio, ovvero l’eliminazione di ogni debito. Secondo l’economista, non è proprio il momento di puntare allo «zero nero», come in gergo viene definita l’eliminazione totale dell’indebitamento nel bilancio. Oggi, alla luce del livello bassissimo del costo del denaro, che non è mai stato tanto favorevole, sarebbe invece molto conveniente eliminare il blocco degli investimenti in fatto di infrastrutture imposto dall’attuale rigida disciplina. Bisognerebbe spendere di più, insomma. Nell’anno in corso e nel prossimo, secondo l’economista dei «saggi», il governo …

"Pinotti: dalla Difesa tre miliardi il piano degli F35 sarà ridotto", di Rosaria Amato

La spending review arriverà anche agli F-35. Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, rispondendo a una domanda di Maria Latella su Sky Tg24, annuncia che «è lecito immaginare una razionalizzazione». E poco dopo, al Tg5, il premier Matteo Renzi conferma: «Il programma continua ma sarà rivisto. Da qui ai prossimi tre anni sono circa 3 miliardi di euro di risparmi sulla spesa della Difesa. Non tutti dagli F-35, ma anche dal recupero delle caserme e dalla riorganizzazione delle strutture militari». Il piano F-35 prevede l’acquisto di 90 caccia in 15 anni: il costo è di 14,3 miliardi di euro. Il ministro Pinotti precisa che verranno dismessi 385 tra caserme e presidi: «Entro un mese porterò il provvedimento in Cdm e attiverò una task force». In programma anche la riduzione dei militari di Aeronautica, Marina ed Esercito che, da qui al 2024, dovrebbero passare da 190.000 a 150.000. Dibattito anche su Jobs Act e pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione. Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha difeso con forza nell’intervista data ieri a Repubblica il …

"Meno istruzione meno Pil: è crisi capitale umano", Carlo Buttaron

​​In Italia,negli ultimi cinquant’anni,la crescita dei livelli di scolarizzazione e l’andamento del Pil sono andati di pari passo. Negli anni Sessanta, i diplomati nelle scuole secondarie superiori sono cresciuti del 105% rispetto al decennio precedente, con una crescita del Pil del 56%. Negli anni Settanta, il numero di diplomati è cresciuto del 91% e il Pil del 45%. Tendenza positiva proseguita fino al 2000, anno in cui è iniziata un’inversione di tendenza che ha visto, nella decade 2000-2010, un calo del numero dei diplomati del6% rispetto al decennio precedente e il Pil fermo sotto il 3%. Un caso? Non proprio. L’istruzione, nelle economie avanzate, è il più importante fattore di crescita. Proprio come per gli investimenti in «capitale fisico», un Paese investe in istruzione e formazione per migliorare il proprio «capitale umano» sostenendo dei costi che in futuro si trasformano in maggiori guadagni. Se si analizza la capacità di creare valore aggiunto, cioè l’incremento di valore che si verifica nell’ ambito dei processi produttivi a partire dalle risorse iniziali, ci si rende conto che l’elemento …