Giorno: 24 marzo 2014

"Parità di genere, la sfida viene dall’Onu", di Valeria Valente e Pia Locatelli

L’umanità è composta da donne e uomini. Rispettarne l’uguaglianza riconoscendone la differenza è un segno di civiltà, che conduce alla condivisione del governo dei processi politici, culturali, economici e sociali. Si tratta di una scelta fondamentale, profonda, cui consegue chiaramente che le donne, al pari degli uomini, sono indispensabili per lo sviluppo economico e sociale dell’umanità e che la parità di genere e le politiche concrete di pari opportunità non sono il punto di vista di una parte o l’obiettivo proprio delle donne ma temi che riguardano tutti. A mettere nero su bianco che le donne sono «soggetto politico che vuole e deve partecipare ai processi di crescita e di sviluppo» indispensabili per consentire agli Stati e ai governi di raggiungere gli obiettivi del Millennio è l’Onu, in particolare la Commissione sulla condizione femminile alla cui 58esima sessione abbiamo partecipato in rappresentanza del Parlamento italiano. Da quel punto di osservazione, in cui ci siamo trovate per qualche giorno, il voto della Camera che ha bocciato gli emendamenti all’Italicum sulla rappresentanza di genere, è apparso ancora …

Ferrara – I professionisti dei beni culturali: nuovi protagonisti delle politiche culturali del Paese

Salone del Restauro di Ferrara – 29 marzo 2014, h. 10,00 I PROFESSIONISTI DEI BENI CULTURALI, NUOVI PROTAGONISTI DELLE POLITICHE DEL SETTORE Un incontro per favorire il confronto tra i professionisti dei beni culturali, archivisti, archeologi, bibliotecari, demoetnoantropologi, restauratori ed archeologi per stimolare la riflessione su quali politiche siano necessarie per le professioni del settore. Al dibattito parteciperanno i rappresentanti delle associazioni professionali ed esponenti del mondo politico e sindacale. Promuovono: Associazione Nazionale Archeologi ANA, La Ragione del Restaturo ARR., MAB Musei Archivi Biblioteche (ICOM Italia, ANAI, AIB) Con la partecipazione di: Archivisti in Movimento (ARCHIM), Associazione Bianchi Bandinelli, Assotecnici, Confederazione Italiana Archeologi (CIA), Storici dell’Arte in Movimento (St.Art.Im) In una fase in cui il patrimonio culturale italiano comincia ad assumere sui media e nel dibattito politico il ruolo che merita e in cui si fanno strada nuove proposte di gestione integrata dei beni culturali, appare particolarmente opportuno promuovere iniziative di confronto tra le principali associazioni dei professionisti del settore. La recente normativa in materia di professioni non organizzate (L. 4/2013 e Dlgs. 13/2013) e …

"Gli Usa e l’Ue volti in crisi dell’Occidente", di Gianni Riotta

Quanto tempo è passato dall’aprile 2009 quando il presidente Barack Obama, entusiasta per l’elezione, proclamava a Praga di volere «un mondo in pace, sicurezza e senza armi nucleari»? E quante stagioni son passate dall’aprile 2010, quando nella stessa capitale Ceca, Obama parlava con al fianco l’allora presidente russo Medvedev, definendolo «amico e partner…che condivide l’impegno di cooperazione»? Quanto in fretta America, Europa e Russia hanno logorato le speranze del dopo Guerra Fredda, mentre la crisi Ucraina vede la prima violazione di confini in Europa dalla caduta del Muro di Berlino. Obama ritorna in Europa, leader ridimensionato dalla forza della Storia, non più Dioscuro infallibile, «anatra zoppa» in minoranza nei consensi, accolto con diffidenza dagli alleati –che hanno detestato la sua performance nel caso dei metadati segreti Nsa-, con preoccupazione dai sauditi, che vedrà in chiusura della missione, delusi dalla Casa Bianca su Siria e Iran. E il Cremlino di Vladimir Vladimirovich Putin gioca sempre lo stesso bluff, mettere alla prova la risolutezza di Usa e Ue, come ai tempi di G.W. Bush in Georgia, scommettendo …

"Europa, è arrivato il momento dell’autocritica", di Paolo Soldini

L’avanzata del Front National di Marine Le Pen alle elezioni amministrative francesi non è certo una sorpresa, pur se essa pare aver assunto dimensioni peggiori delle più previsioni più nere. Così come appariva largamente pre- vedibile la stangata elettorale che ha colpito i socialisti del presidente Hollande, i quali hanno affrontato questa tornata elettorale con la zavorra di un malcontento per l’operato del governo che non era mai stato tanto alto. Il segnale che arriva dalla Francia è inquietante. Lo è tanto più perché arriva a due mesi da elezioni europee sul- le quali grava già la minaccia di una affermazione di partiti e movimenti populisti pronti a portare nell’unica istituzione europea diretta espressione della volontà democratica dei cittadini la massiccia testimonianza del rifiuto dell’Europa che si sta facendo strada in larghi settori dell’opinione pubblica in tutti i Paesi dell’Unione. Non è il momento delle recriminazioni, ma la sinistra e più in generale tutte le forze democratiche e europei- ste non possono non riflettere, con urgenza, sui motivi che stanno al fondo di questa deriva. …

«Via Fani, gli 007 proteggevano le Br», di Massimo Solani

Trentasei anni dopo la strage di via Fani e con una nuova commissione di inchiesta che potrebbe vedere la luce presto, l’agguato in cui venne rapito Aldo Moro e trucidati i cinque uomini della scorta, si arricchisce di un nuovo mistero. Rivelazioni che sollevano nuove ombre su un presunto coinvolgimento di uomini dello stato e su coperture di cui le Brigate Rosse avrebbero goduto. Un mistero che ruota attorno alla misterioso moto Honda blu presente sulla scena dell’agguato la mattina del 16 marzo del 1978 e i suoi due passeggeri che aprirono il fuoco contro l’ingegnere Alessandro Marini, uno dei testimoni della strage. Due persone che secondo i brigatisti Mario Moretti e Valerio Morucci non avrebbero avuto nulla a che fare con le Br. A sollevare i nuovi dubbi è Enrico Rossi, ispettore di Polizia in pensione per anni all’antiterrosimo. È lui, dopo un lungo silenzio, a raccontare all’Ansa la nuova «verità». «Tutto è partito da una lettera anonima scritta dall’uomo che era sul sellino posteriore». Secondo Rossi i due appartenevano ai servizi segreti, e …

"I giovani in fuga dalle università del Sud", di Pietro Greco

I giovani stanno lasciando il sud. E quelli che restano, stanno lasciando gli studi. La nuova divaricazione è drammatica, perché è sia tra il Mezzogiorno e il resto del Paese, sia tra il Mezzogiorno e l’alta formazione. La conferma viene dal Rapporto sullo stato del sistema universitario e della ricerca 2013 reso pubblico nei giorni scorsi dall’Anvur, l’Agenzia nazionale per la valutazione dell’università e la ricerca. La crisi dell’università riguarda l’Italia intera. Perché se il numero di laureati dal 2005 al 2011 è stabile intorno ai 300.000 l’anno, il calo delle immatricolazioni è netto. Dalle 338.000 raggiunte nell’anno accademico 2003/2004 si è scesi ad appena 270.000 nel 2012/2013, con una perdita sec- ca del 20%. È un’autentica fuga dall’università. Un dato allarmante per l’intero Paese. Vi- sto che, secondo l’Ocse, il numero dei laureati in Italia raggiunge appena il 20% della popolazione in età compresa contro i 25 e i 34 anni; contro il 40% della media Ocse; il 60% circa di Giappone, Canada e Russia; il 64% della Corea del Sud. Certo, la frase …

"Solo una matricola su due arriva a conquistare la laurea", di Walter Passerini

È stata una settimana di passione per l’istruzione italiana. Prima l’insoddisfazione dei diplomati (il 41% dichiara di aver sbagliato a scegliere la scuola; dopo un anno gli stessi si dichiarano pentiti della scelta nel 44% dei casi, spiega il Rapporto AlmaDiploma). Poi i ritardi e il disorientamento dei laureati, che chiamano in causa orientamento e servizi di accompagnamento. Questa a volta ad affermarlo è il primo Rapporto biennale sullo stato del sistema universitario e della ricerca, realizzato dall’Anvur, l’ente di valutazione del sistema universitario, che ci spiega la drammatica dispersione tra immatricolati e laureati italiani: quasi uno su due non ottiene la laurea. Troppi dottori? Il Rapporto segnala che negli ultimi vent’anni c’è stato un aumento di laureati. “Tra il 1993 e il 2012, infatti – spiega Roberto Torrini, direttore generale Anvur e coordinatore del Rapporto – la quota dei laureati sul totale della popolazione in età da lavoro è salita dal 5,5 al 12,7%; tra i giovani in età compresa tra i 25 e i 34 anni si è passati dal 7,1 al 22,3%”. …