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"Le donne politiche sono bellissime (e non intendo la Carfagna)", di Daniela Tazzioli

Appello a Bindi, Finocchiaro, Franceschini, Bersani

Domenica, io, il nonno e la Chicchi siamo andati alla lasagnata di Cervarolo, una festa paesana dove, si capisce, il piatto forte sono le lasagne preparate in tanti modi diversi.
Cervarolo è un paesino che dista pochi chilometri da Fontanaluccia ed è a noi tristemente noto per i racconti che i nostri familiari ci hanno tramandato sul truce eccidio che i nazisti lì compirono il 20 marzo 1944. Ventiquattro uomini furono adunati e uccisi insieme al parroco in un’aia del paese mentre le case, le stalle, i fienili venivano dati alle fiamme.
Il mio papà, che all’epoca aveva solo cinque anni, si ricorda ancora la visione di quel fumo e l’odore di carne bruciata che da Fontanaluccia si poteva sentire. Da qui partì Don Mario, insieme a Bacìn che possedeva un somaro, per andare a vedere cos’era successo. Trovarono un ammasso di cadaveri e la disperazione di un paese così ferocemente colpito perché sospettato di aver fornito ricovero e coperture ai partigiani nascosti fra i boschi.
Cervarolo è un paese piccolo. D’estate conta adesso forse 150 abitanti, in inverno trenta, quaranta, all’epoca dell’eccidio circa 200. Ventiquattro uomini, seppur non più giovani, sottratti a un paese di così piccole dimensioni, è una cifra enorme.
Siamo andati nell’aia perché volevo che la Chicchi vedesse e mi ha fatto una certa impressione pensare che queste aie erano per me e i miei cugini da piccoli luoghi di magia e divertimento assoluto. Adesso sono diventate quasi tutte cortili di case vecchie restaurate per chi viene qui in vacanza, ma anche solo trent’anni fa erano utilizzate dai nostri nonni come fienili, stalle o ricoveri di attrezzi ed era per noi uno spasso potercisi intrufolare e nasconderci, saltare nel fieno o spiare le cugine più grandi che lì si appartavano per amoreggiare.
Quella di Cervarolo è una delle “piccole” stragi che non hanno avuto la risonanza mediatica di altri eventi simili come Sant’Anna di Stazzema o Marzabotto forse perché il numero delle vittime non è altrettanto importante, ma qui, fra le nostre montagne, è un evento di cui si tramanda il ricordo tra le generazioni.
C’è una lapide con una frase commemorativa nel solito italiano retorico che contraddistingue ceppi e marmi della memoria e c’è una frase in tedesco in cui si dice che qui vennero, nel 1985, da Berlino i discendenti degli artefici dell’eccidio per chiedere perdono e riconciliazione.
Non c’è rabbia nella memoria che ci è stata trasmessa, quanto piuttosto serena rassegnazione, come se il miracolo della riconciliazione qui fosse avvenuto davvero. Nei ricordi della nostra famiglia, ad esempio, è sempre stata fatta la distinzione fra i “tedeschi”, che erano quelli buoni dell’esercito regolare e che si fermavano per settimane, per mesi, nelle nostre borgate, e i nazisti che compivano le loro marce lugubri dentro i boschi e nei paesi a caccia dei partigiani e dei loro protettori.
Il mio papà racconta che lui e gli altri bambini giocavano a calcio con l’elmetto dei soldati buoni, che, anche se facevano un po’ paura per le loro divise, erano tristi e malinconici perché pensavano ai loro paesi e alle loro famiglie.
Così, grazie ai racconti di mio padre, io sono cresciuta con l’idea che bisogna sempre distinguere, che non tutti i tedeschi erano nazisti e che i cow-boys non erano affatto degli eroi.
Durante il mese di luglio, qui in montagna, dal lunedì al venerdì, nelle nostre case ci siamo solo io, la Sandra, i vecchi e i bambini. E’ pace assoluta. Dormiamo, leggiamo, parliamo, mangiamo. Nel fine settimana invece arrivano tutti i cugini e gli zii che lavorano giù in pianura e può capitare che nel cortile siamo in cinquanta, settanta persone. Spesso si intavolano discussioni che riguardano questioni familiari, politiche o religiose. Io vorrei solo parlare di letteratura, ma i miei parenti sono in genere più interessati a scambiare opinioni sulla situazione attuale dell’Italia o internazionale. Della Svizzera c’è poco da dire, perché lì non succede mai niente, ma quest’anno, siccome io sono coinvolta in prima persona, sono tutti interessati alle mosse che vari esponenti del PD svizzero hanno messo in atto per rimpatriare gli insegnanti statali impegnati sui corsi di lingua e cultura a vantaggio di enti privati definiti “associazioni di genitori” o “enti pubblici-privati” (…ma sono pubblici o privati?!) a cui starebbe a cuore unicamente la diffusione della lingua e della cultura italiana fra i pargoli discendenti dei nostri emigrati.
In sostanza, il PD, che in Italia è il primo sostenitore della scuola pubblica, in Svizzera sostiene enti e scuole private gestite da cittadini italiani ivi residenti perché, si dice, forniscono servizi essenziali alle italiche comunità locali meglio di noi. Siccome i governi degli ultimi anni si sono abbattuti con scure pesante sui fondi che lo Stato italiano destina al mantenimento di questi enti, un senatore PD eletto in Svizzera ha pensato di chiedere insistentemente il ritiro degli insegnanti statali impegnati nei corsi di lingua e cultura italiana per destinare i fondi così risparmiati a questi enti o scuole di “associazioni di genitori”. L’ultimo tentativo è di questi giorni, in occasione del taglio già pesante preventivato dalla spending review. Va bene il taglio di 400 insegnanti su 997 proposto dal governo, dice il senatore in questione, ma che sia a partire da quelli impegnati sui corsi di lingua e, con i risparmi ottenuti, si girino alcuni milioni di euro a questi enti “pubblici-privati”.
Per convincere i suoi colleghi senatori, il senatore eletto in Svizzera ha costruito e diffuso un dossier con lettere di genitori di alunni dei corsi di lingua italiana che si lamentano del cattivo operato degli insegnanti statali impegnati su tali corsi.
Di queste lettere, cinque provengono da un piccolo paesino dei Grigioni che, per ragioni familiari, conosco benissimo. Delle cinque spedite dal cantone di Zurigo due provengono da un paesino e due da un altro. Una arriva dal canton Svitto (non ridete: è l’italianizzazione di Schwyz), una dal cantone di Neuchâtel, una da un ente di Berna che sta per fallire e due dalla Germania.
A parte che certe affermazioni rasentano la diffamazione, tipo che noi perdiamo continuamente alunni e gli insegnanti degli enti no, che noi per completare la cattedra rubiamo le ore a loro (ma il privato non interviene nella scuola solo laddove non può arrivare il pubblico? se c’è un insegnante statale che deve completare la cattedra, perché lo Stato deve continuare a pagare un privato al suo posto?); a parte il fatto che c’è da chiedersi se in un paesino del canton Zurigo e in uno dei Grigioni non siano finiti dei colleghi particolarmente incapaci, ma si può verificare e, nel caso non fosse così, segnalare il danno alla loro reputazione; a parte che, averlo sospettato, ci mettevamo veramente poco a costruire anche noi un bel dossier di lamentele sull’operato degli enti e dei loro docenti (ma non si fa! non si fa! non siamo mica la Stasi o il Giornale, su!) e comunque lo avremmo fatto il più possibile completo, ad ampio raggio cioè, prendendo da tutti e cinque i continenti, non solo dalla Svizzera; a parte tutto questo, insomma, io mi chiedo come sia possibile che tanti illustri senatori, fra cui, naturalmente, quelli dell’ala riformista-veltroniana del PD, si siano bevuti la bufala che quindici lettere su un gruppuscolo di insegnanti statali di stanza nella Svizzera nord-orientale rappresentino un dato epidemiologico significativo dell’inettitudine dell’intera categoria dei docenti statali all’estero.
Eppure, a quanto pare, lo sdegno ha attraversato per giorni le aule sinistre del Senato della Repubblica, visto che, a più riprese, la Commissione Bilancio, incaricata di esaminare la spending review, ha pensato di prendere in considerazione la proposta di rimpatriare dapprima tutti i docenti statali dei corsi e destinare milioni di euro a tutti quelli che –assunti in loco dai privati- dovrebbero sostituirli.
Mi sono battuta in questi mesi contro questo disegno volto a smantellare quel poco di istruzione pubblica rimasto all’estero per diversi motivi. Molti penseranno che l’ho fatto per salvare, in primis, la mia pelle. Non è così. Innanzi tutto, per fortuna o mio malgrado, io me la salvo comunque, dal momento che la cittadinanza svizzera e i titoli e i diplomi di cui dispongo mi permetterebbero di rimanere in quella che è la mia seconda patria, nel caso volessi. In secondo luogo, chi conosce la mia storia sa bene che effetto ha su di me la constatazione di un’ingiustizia: lotte e vittorie contro ospedali, case automobilistiche, nonostante in partenza io mi sentissi sempre come Davide che sfida Golia.
Ma contro il Golia della Svizzera ovvero il più grande partito italico di maggioranza relativa nei suoi apparati e dirigenti e parlamentari, la lotta è stata da subito impari. Nel PD però non tutti sono, per fortuna, riformisti-veltroniani, qualcuno è rimasto comunista, e così si è creata una questione che ha portato quelli che già si impegnano concretamente e attivamente per sostenere l’istruzione pubblica in Italia a difendere, coerentemente, anche quella all’estero.
Il governo Monti –che, lo dico subito mi è quasi più antipatico di quello Berlusconi perché preferisco un nemico riconoscibile come il burlesque al potere che uno infido come il sérieux di banchieri e professori-, allora il governo Monti, così supponente in materia economica da voler impartire lezioni a tutti e così ignorante in materia scolastica da far pensare che nessuno dei suoi membri abbia mai frequentato una scuola pubblica, ha sfruttato la litigiosità interna del PD per cassare le proposte dei sostenitori della scuola pubblica che ci volevano salvare tagliando il 10% dell’indennità di tutti i dipendenti del Ministero degli Esteri (di tutti, compresi gli insegnanti) e sarebbe stata una proposta ragionevole che avrebbe portato il governo a risparmiare molti più milioni di euro di quelli dati dal rimpatrio dei 400, ma vallo a spiegare a Terzi che vuoi tagliare i 20.000 euro che guadagna un ambasciatore, lui che fino a pochi mesi fa era ambasciatore a Washington… Il governo Monti, visto che il PD litigava con sé stesso, ha sfruttato quest’ennesimo dissidio interno per cassare anche le proposte del senatore che dicevano sì al rimpatrio ma con priorità sui docenti dei corsi di lingua e poi girare i soldi agli enti “privati-associazioni di genitori”.
Io non so perché questo senatore ce l’abbia tanto con noi e non capisco come possa avercela con noi un signore la cui consorte è stata per tantissimi anni insegnante statale in Svizzera, quando ancora il mandato era pressoché illimitato e i privilegi di cui godeva questa categoria degli insegnanti statali all’estero erano ben più consistenti di quelli attuali. Mi dispiace che un senatore di un partito di sinistra voglia sostenere il privato a discapito dell’istruzione pubblica. Non ce l’ho con lui, anche se non capisco perché sia arrivato al punto di costruire un dossier contro di noi per suffragare le sue tesi. Io, per esempio, un dossier su di lui non lo costruirei mai perché, innanzi tutto, non saprei proprio da dove cominciare e poi, ripeto, per me è una cosa che non si fa o non si dovrebbe fare perché mi sembra quasi un’indecenza rivelare a tutti i senatori della Repubblica le carenze professionali di due o tre maestri. Non ho mai sentito che il caso di un maestro assenteista fosse finito in Senato. Di solito, in questi frangenti, si informa il dirigente scolastico, il quale poi eventualmente prende provvedimenti.
Ma la cosa che in tutta questa vicenda mi fa star più male, da prof. emiliana di sinistra che ha pure votato alle primarie del PD, è quella di constatare l’ennesima figura meschina che ci fa un partito che annovera, al suo interno, anche persone rette, oneste, che si spendono per la cosa pubblica con una dedizione che rasenta la fede delle claustrali o l’abnegazione di Madre Teresa di Calcutta. Io non riuscirei mai ad impegnarmi così tanto in nessuna causa al mondo e per questo nutro un’ammirazione sconfinata per chi, nel marcio della politica italiana, riesce a farlo, attirandosi magari anche le ingiurie di tutti quelli che superficialmente sbraitano che i politici sono tutti uguali. No, non è vero che i politici sono tutti uguali, ma il PD che continua a fare tutte queste figuracce, a me che sono una prof. emiliana di sinistra e ho avuto la Bastico come sindaco, mi fa proprio star male.
Allora vorrei dire semplicemente alcune cose ai suoi capi, per vedere se, almeno sfogandomi, mi passa un po’ la delusione.
Cara Anna Finocchiaro, caro Dario Franceschini, caro Pierluigi Bersani, cara Rosy Bindi, che continuate a sostenere un “governo-salva-chi?” e voterete la fiducia sul decreto che ci decurta del 40%, potete anche rimpatriarci tutti, ma ci dovete spiegare perché permettete che alcuni vostri compagni di partito continuino a sostenere che, con i soldi dei tartassatissimi contribuenti italiani, si debbano finanziare questi enti privati di diritto svizzero che assumono insegnanti locali con criteri di pura cooptazione, con contratti di diritto svizzero e quindi con retribuzioni non certo inferiori a quelle di noi docenti inviati dall’Italia che le tasse le paghiamo in Italia.
Ci dovete spiegare perché le tasse dei succitati supertartassati contribuenti italiani debbano finire nelle casse di enti di diritto svizzero che poi le tasse le pagano all’erario dei vari cantoni svizzeri in cui operano. Personalmente, mi dà alla testa pensare che un solo centesimo dei contribuenti modenesi non venga destinato alla ricostruzione delle nostre scuole o a risanare i bilanci dissanguati dei nostri comuni, ma speso per rimpinguare le casse dei cantoni di uno degli Stati più ricchi del mondo.
E poi, dopo che avrete votato il decreto “spacca-tutto” del “governo-salva-chi?”, come spiegherete ai 22.000 umiliati dell’Ergife ovvero tutti quei docenti statali che, dopo anni di precariato, ruolo, abilitazioni, concorsi, hanno sostenuto, a proprie spese, un concorso durato una settimana nel bunker dell’Ergife, con modalità al limite della legalità, unicamente mossi non dalla speranza, ma dalla disperazione di volersene andare dall’Italia, paese in cui la scuola è ormai da anni politicamente e concretamente disprezzata, che quel concorso è stato davvero una farsa perché, con i tagli, non potranno mai partire? La Francia invia all’estero 6.500 docenti, noi 1.000 e adesso 600. Che cos’ha la Francia di cultura da esportare in più dell’Italia? Forse che la patria di Molière è un prodotto meglio esportabile della patria di Dante? No, c’è chi dice, meglio far ricorso a “insegnanti locali” perché anche se non padroneggiano perfettamente la lingua di Dante, sono comunque in grado di esportarla, insegnarla, promuoverla, unicamente perché sono cittadini italiani che parlano abbastanza bene l’italiano e, perfettamente, il dialetto basilese.
Distinguiamo pure: ci saranno enti buoni e enti cattivi, ma voi ci credete davvero alla storia che questo personale assunto in loco sia in grado di insegnare meglio una lingua e una cultura di chi la insegna per mestiere e la vive in un contesto vivo e attuale? E poi vi sembra credibile che un insegnante che si reputi tale, nato e cresciuto in Svizzera, abbia bisogno, per svolgere il proprio mestiere, di dipendere dai fondi dello Stato italiano? Sapete che il tasso di disoccupazione in Svizzera è del 3,1% e che c’è una tale carenza di insegnanti che le scuole li cercano con annunci via internet o sui giornali? Ma il fatto è che per insegnare nelle scuole svizzere non è sufficiente sapere la lingua del luogo, altrimenti tutti i miei parenti contadini e pecorai grigionesi sarebbero immediatamente assunti nelle scuole locali per insegnare retoromancio o tedesco, considerata la carenza di docenti che anche lì si registra. Ci vogliono titoli e diplomi anche in Svizzera, non basta l’esperienza maturata lavorando per enti italiani di “associazioni di genitori”.
Cari Finocchiaro, Franceschini, Bersani e Bindi, venite, per favore, a conoscere chi ci sostituirà, dopo che ci avrete rimpatriati. Venite a Basilea, da dove è partita tutta questa bella storia, vi ospito io, non c’è bisogno che spendiate soldi del partito o dei contribuenti. Vi posso anche portare a mie spese a prendere l’aperitivo a Les Trois Rois, se volete concedervi un po’ di svago estetico-déluxe. Oppure, se vi piace l’arte, l’architettura, il design, vi posso accompagnare alla Fondation Beyeler, al Vitra, al Kunstmuseum se avete gusti più classici. Se vi piacciono le bestie posso portarvi allo zoo, che è un magnifico parco, o in Alsazia sulla montagna delle scimmie dove vivono centinaia di scimmie in libertà oppure a vedere le cicogne che lì ce ne sono moltissime. Te, Rosy, poi, ti porterei magari anche a visitare la “libera chiesa di Sant’Elisabetta”, gestita insieme da cattolici e protestanti, dove c’è un bar nel campanile e qualche tavolino nella navata di sinistra e il sabato sera spostano tutti i banchi per farci una serata disco anni ’70. Non ti scandalizzare, Rosy. Il Vaticano non solo è al corrente e tollera che qui si facciano culti per persone a lutto oppure per gay e lesbiche. La chiesa cattolica partecipa attivamente con preti, diaconi e consulenti spirituali e finanzia questa libera chiesa perché sa che se non vuole perdere quei pochi fedeli rimasti sul suolo elvetico è meglio che si allei con i protestanti per offrire uno spazio di dialogo ecumenico, di incontro reale ai bisogni delle persone. Tu non sei una che andrebbe volentieri nella chiesa di Sant’Antonio, dove celebrano la messa in latino secondo il vecchio rito tridentino, credo. Ma se vuoi fare anche quell’esperienza lì, io ti ci accompagno, perché a Basilea c’è anche questo, uno spazio religioso per i cattolici conservatori, ma, ripeto, te non mi sembri fatta di quella pasta lì.
C’è anche la parrocchia italiana, se vuoi, che, anche se ha tratti un po’ folcloristici, piace molto al mio papà. Magari potresti incontrarci alcuni tuoi compagni di partito e se proprio vuoi andare a prender messa lì, non mi tiro indietro anche se, secondo me, volendo un po’ fare un’esperienza diversa, sarebbe meglio concentrarsi su ambienti nuovi.
C’è anche la chiesa riformata italiana a Basilea, che è legata a quella valdese, e il presidente della comunità è un italiano egittologo rettore dell’università. Vedi che chi ha capacità e titoli, seppur esperto di un argomento così specialistico come la coptologia, in Svizzera non fatica a far carriera anche ai massimi livelli? Senza bisogno dei fondi dello Stato italiano ovviamente.
Lo sai che a Basilea c’è la più antica università della Svizzera e lì ci hanno insegnato Erasmo, Nietzsche e anche Karl Barth? Erasmo è sepolto in cattedrale e ti ci accompagno volentieri a rendergli omaggio, se vuoi.
Insomma, cari Anna, Dario, Pierluigi e Rosy, venitemi a trovare e vi farò conoscere anche tanti italiani onesti e di sinistra che, siccome si son disamorati del PD locale, sono passati a SEL. Magari, a vedervi in una veste così informale e meno istituzionale, si riaffezionano e li convincete a tornare a votare PD.
Intanto io qui in montagna, proprio perché sono convinta che il qualunquismo sia la linfa che alimenta gli albori delle dittature, discuto con i miei cugini perché anche se non siamo più cattolici, non possiamo identificare l’anima nera del Vaticano con il cattolicesimo tout court. Così come i nostri padri, nonostante il fumo di Cervarolo, ci hanno insegnato che non tutti i tedeschi erano nazisti, in tutta questa vicenda abbiamo avuto modo di constatare che sì, è vero, il PD assomiglia proprio un po’ alla chiesa cattolica, con quella vocazione universale ad accogliere tutte le anime, da quelle più conservatrici ai dissenzienti, ma è un partito i cui rappresentanti sono anche persone perbene, che vivono ed intendono la politica come servizio alla collettività, senza sperperarne i denari faticosamente raccolti, in nome di un’idea che si richiama all’equità e alla giustizia sociale, alla trasparenza, alle pari opportunità, e non sempre si riempie la bocca di parole che andrebbero impiegate in tutt’altri contesti, come “rottamazione”, “enti pubblici privati” o “bellezza”.
Leggete prima Virginia Woolf e andate a vedervi il faro di Gita al faro se volete avere un’adeguata visione di bellezza, cari Anna-Dario-Pierluigi-Rosy! Fatevi un giretto per le vie di Modena di questi giorni, se volete vedere che cos’è una civiltà bellissima.
Io non c’ero quando la nostra terra ha tremato e adesso passeggio per le vie del centro di una città vuota e bellissima, spaventata ma non piegata dai crolli e dalle crepe che qui solo in parte l’hanno ferita e a pochi chilometri più a nord duramente colpita.
Finale, San Felice, Cavezzo, Medolla, Mirandola, San Possidonio, Concordia, Novi, Rovereto, persino Carpi: non ci sono pascoli e boschi ad ammorbidire la superficie della terra che è così piatta e così arsa da far quasi trovare normali le crepe che in questi mesi l’hanno lacerata. Non c’è un’altura, uno scudo di colline che possa delimitarne i confini, ma solo barriere atmosferiche di nebbia fitta in inverno e canicola di linee gialle insopportabili alla vista in estate. Per questo a noi modenesi della Pedemontana la Bassa è sempre sembrata una terra depressa: lo era economicamente in passato rispetto alla più prospera cintura industriale delle nostre colline e lo era per quei paesi desolati costruiti intorno a aride stradine, con basse case senza pretese e cumuli di pietre antiche trasformate in castelli e torri della memoria. La Bassa era depressa ma era sicura, mentre noi eravamo abituati a terreni più fragili e sconnessi. Ma una notte di maggio, a Finale, la torre dei Modenesi, il baluardo dei nostri confini, attraverso il quale i Veneziani facevano il loro ingresso ufficiale nelle terre del ducato, si è accartocciata e si è sbriciolata. E la gente della Bassa si è ritrovata senza più storia e senza un tetto sulla testa e quell’antica saggezza di saper vedere la realtà al di là delle apparenze (questo ci insegna la nebbia) improvvisamente dissolta.
Le case dure con i muri di pietra e mattoni e i tetti di tegole non hanno retto all’onda d’urto dell’imprevisto. Meglio le palafitte dei nostri antenati terramaricoli, piantate su un terreno instabile e insidioso, ma meno minaccioso di quello bonificato da secoli di cura e sudore.
Osservo la mia terra che trema e la gente che non crolla. Osservo le immagini della mia terra scossa e mi stupisco quasi perché, ancora una volta, la gente sopravvive, si rimbocca le maniche e “tiene botta”.
Ecco, questo è bello e questo è buono, kalòs kagathòs, cari compagni del PD della Svizzera e del parlamento italiano. La dignità della gente di Carpi e della Bassa, che tira su i ponteggi, ricostruisce, riparte a lavorare e non si lamenta. La tenacia della gente di Cervarolo che cucina lasagne in una domenica di luglio per racimolare quattro soldi perché il paese, sopravvissuto alla ferocia, sopravviva ora all’oblio e all’abbandono.
Questa è la bellezza senza retorica della poetica di Virginia Woolf, dei volti operosi della mia gente che traballa ma non crolla, di una città svuotata perché impaurita ma che sa conservare, anche se ferita nella sua integrità fisica, la sua integrità morale.
Altro che i miti kennedyani, anglicizzanti o eleveticizzanti di cui si alimenta una certa retorica riformista di partito che vorrebbe farci credere che sarà questo tipo di bellezza importata a salvarci! Per favore, Anna-Dario-Pierluigi-Rosy, stiam bene attaccati alle nostre radici e a questo tipo di bellezza che, in politica, non può che tradursi in gesti buoni, onesti, limpidi e concreti.
Comunque, adesso la smetto di appellarmi a questi vertici perché mi sembra quasi di essere un devoto che si raccomanda ai santi in paradiso e questi politici non sono affatto dei santi e la politica non è un paradiso.
Ma vorrei dire a tutti i qualunquisti, che siano miei fratelli, cugini, parenti o colleghi, che, in questi mesi in cui la politica che si fa a Roma mi ha sfiorato solo di striscio ma mi ha lasciato qualche segno come mai mi era capitato nella vita, io, che già sapevo che non è vero che i politici sono tutti uguali sennò non avrei scelto Massimo Mezzetti come presentatore di Puro amore o l’Adriana Querzè per le Fiabe dal nord, in questo giro ho avuto la conferma che non è vero che i politici del PD sono tutti uguali.
Ho conosciuto un Omino Politico con cui ho animatamente discusso perché lo ritenevo cieco e succube dei disegni di chi voleva farci la pelle, mentre ho scoperto una protervia, una forza morale al servizio dell’idea che, nel suo operato politico, vuole affermare al limite dell’utopia, che mi ha sorpreso e fatto capire come sia difficile lavorare per chi, in un partito, è incaricato di mediare, ricomporre fratture, cercare di far ragionare l’irragionevole.
Gli ho detto l’altra sera al telefono che, in tutta questa vicenda, ho conosciuto un volto marcio della politica e un volto buono e il suo è uno di questi volti buoni. Che io li ammiro, questi politici, (diciamo soprattutto le donne), che si fanno in quattro per servire, anche nelle più oscure e modeste vicende, il nostro povero paese e che, proprio perché non sono una qualunquista, gli raddoppierei lo stipendio a quei parlamentari (forse pochi, non lo so) che lavorano venti ore al giorno al servizio del paese. Non è riducendo i compensi dei parlamentari che si risana il bilancio di uno Stato così malandato, ma è distinguendo i buoni dai cattivi. Non è rimpatriando quei pochissimi insegnanti statali all’estero che si fa spending review, ma rilevando e decurtando con precisione gli sprechi. Non tutti i tedeschi erano nazisti e non tutti i politici sono brutti e cattivi. Le Donne Politiche della mia terra, per esempio, sono tutte bellissime e sono loro che, in questi mesi, mi hanno mostrato, insieme all’Omino, il volto buono della politica.
Resistere, resistere, resistere, informarsi, impegnarsi, discutere, distinguere, agire anche quando sembra impossibile che un bene piccolo piccolo possa vincere su un male più grande. Mai rassegnarsi alla Svizzera come destinazione finale. La Svizzera è un miraggio che abbaglia i poveri di tutto il mondo, ma soprattutto i poveri in spirito. Tutto è monetizzato, persino il diritto al suicidio che è legalizzato non per ragioni umanitarie ma per evitare i costi sociali che un atto incontrollato comporterebbe. Paghi le tasse e lo Stato ti dà gratis la droga, paghi e hai diritto alla migliore assistenza sanitaria del mondo, paghi e hai diritto al suicidio. In una recente classifica sul tasso di suicidi in quaranta paesi d’Europa, la Svizzera risulta essere al nono posto, l’Italia al ventisettesimo, la Grecia al trentacinquesimo. A forza di vivere in Svizzera si rischia di illudersi che tutto si possa comprare, ma io non so se poterci permettere di pagare il diritto al suicidio ci renda umanamente migliori o solo più disperati.
Adesso però mi fermo e riprendo a scrivere di Angelica, nella speranza che il PD la smetta di litigare e di avallare decisioni che vanno contro i suoi ideali di partito di sinistra e di non essere infine io costretta a scegliere fra la mia terra e un paese che è in grado di garantire un futuro a mia figlia, ma nel quale io non vorrei vivere né morire.

Sull’eccidio di Cervarolo segnalo il film “Sopra le nuvole” di Riccardo Stefani e Sabrina Guigli.

da http://www.dtazzioli.blogspot.it/2012/07/le-donne-politiche-sono-bellissime-e.html

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Anna Rita
Ospite

On Ghizzoni, grazie della sua risposta. Ho fiducia in lei e spero che il PD mantenga la barra dritta sui temi della scuola, in Italia e all’estero. Anna Rita

Anna Rita
Ospite
Gentile on. Ghizzoni, anche quest’anno alla prima occasione alcuni politici di peso del PD non hanno perso l’occasione per attaccare le scuole italiane all’estero, proponendo tra l’altro, ulteriori tagli alle indennità di servizio dei docenti. Altri onorevoli propongono di allungare praticamente a vita (poco ci manca) il mandato a chi è già in servizio all’estero ed altri ancora che si possano sostituire i docenti esperti inviati dal MAE con insegnanti reclutati sul posto secondo chissà quali criteri. Sono sicura che la linea ufficiale dell PD resta quella di sostenere l’impalcatura pubblica delle istituzioni italiane all’estero e di assicurare il giusto,… Leggi il resto »
Manuela Ghizzoni
Member

@ Anna Rita
Tra i due poli che hai descritto c’è la nostra proposta, che più volte abbiamo ribadito in queste pagine elettroniche. Con Federica Mogherini si era iniziata una riflessione seria, ma il suo approdo ad altri lidi l’ha interrotta. Ora dobbiamo ricominciare da capo. Buttiamoci alle spalle questo anno e poi “rimbocchiamoci le maniche”

Remo Omar Cinquanta
Ospite
Gentile Senatrice, firmataria dell’emendamento presentato io sottoscritto Remo Omar Cinquanta in qualità di fondatore del Gruppo “Insegnare all’Estero”, composto ormai da 13.000 membri iscritti, insieme alle amministratrici Rachele Farina, Ornella Lai, Orietta Massaro, e anche a nome di tutto il Gruppo, desideriamo ringraziarLa per aver sostenuto l’abrogazione del comma 2, Art.9. DL 101, impedendo in questo modo alla Scuola Italiana all’Estero di essere gestita secondo norme privatistiche, che avrebbero costituito l’antecedente per una eventuale applicazione dello stesso principio anche in territorio nazionale. E’ stata vinta una difficile battaglia, probabilmente altre ne seguiranno, ma con questo Suo lavoro ed impegno a… Leggi il resto »
VINCENZA SAVIGNANO
Ospite

attenzione SEMPLICEMENTE GRAZIE

marianna
Ospite
Gentile Onorevole Innanzitutto grazie per il suo notevole interessamento per la recente vittoria conseguita con l’abolizione del comma 2. Tuttavia desta parecchio sconcerto e preoccupazione la proposta di una possibile proroga di altri 4 anni ai docenti gia in sede estera che termineranno i 9 anni del contratto L’iniziativa rischia di vanificare il lavoro sin qui svolto per la battaglia di una scuola italiana all’estero di qualità.Come tutte le scuole anche quelle italiane all’estero hanno bisogno di entusiasmo e nuove energie La continuita didattica non viene peraltro interrotta da un docente dopo 9 anni perche sono appena conclusi due cicli… Leggi il resto »
Massimo Altavilla
Ospite

Gentile Onorevole ,
complimenti e grazie per questa vittoria ottenuta.

orietta massaro
Ospite

GRAZIE ALLA SUA PROVERBIALE CAPARBIETA’

fabrizia mariconda
Ospite

Gentile Onorevole,
Molto semplicemente: GRAZIE
Fabrizia Mariconda

Manuela Ghizzoni
Member
Oggi è un bel giorno perché abbiamo ottenuto un’importante vittoria. Il Senato ha votato l’emendamento presentato dal PD, prima firma Puglisi, per abrogare il comma 2 dell’art. 9 del decreto D’Alia. Non mi soffermo a riprendere i contenuti di questo comma perché ai frequentatori di questo blog è noto. Voglio però ricordare che l’abrogazione sventa il tentativo di scassare il sistema delle scuole italiane all’estero e dell’apprendimento della lingua e della cultura italiana all’estero. Si tratta di un risultato importante, merito di un lavoro collettivo. Il PD – a partire dalla capogruppo della VII commissione, Francesca Puglisi – ha svolto… Leggi il resto »
Ornella Lai
Ospite
Gent. Le On. Ghizzoni, leggo l’emendamento dell’On. Pagliari all’art. 9 DL 101 e… resto a dir poco basita.. Invece di abrogare il comma 2 in toto, le nomine in loco non saranno possibili solo per alcuni codice, mentre per tutti gli altri codici, si potrà nominare personale in loco nel limite del 20% delle ore settimanali. Non si chiarisce se questa percentuale si riferisce al monte ore della classe o della disciplina. E’ un brutto scherzo vero? Non è possibile creare insegnanti di seria A e di serie B e tanto meno che questo venga fatto grazie al PD! Mi… Leggi il resto »
Manuela Ghizzoni
Member
Prima della presentazione dell’emendamento da parte del relatore sen. Pagliari, avevo letto con soddisfazione il resoconto del didattito in VII commissione e il parere espresso dalla madesima: un parere condivisibile, nettamente in controtendenza rispetto a quello pronunciato dalla commissione Esteri e chiaramente a sostegno dell’abrogazione del comma 2 dell’art. 9 Ho letto, successivamente, gli emendamenti presentati all’art. 9 dai senatori. Mi hanno molto colpito le proposte del M5S: oltre all’emendamento abrogativo identico a quello presentato dalla sen. Puglisi, ne hanno presentati altri che intervengono con soluzioni diverse e di “apertura” al testo del MAE. Tra questi, ad esempio, il 9.8… Leggi il resto »
Manuela Ghizzoni
Member
Quello che penso sulla manomissione del TU della scuola l’ho già espresso: come voi ritengo che si sia compiuta una scelta della quale il Governo deve render conto. Alla luce di quanto è testimoniato anche in questo lungo post, credo di poter parlare a nome di tutti i colleghi del PD che nei mesi scorsi hanno interloquito con voi. Come si spiegherebbero, se no, le parole dell’on. Porta espresse nelle sua ultima interrogazione, che ha ricevuto anche il vostro plauso? A quanto mi consta, la modifica al TU non è stata concordata con il PD ed è avvenuta senza coinvolgimento… Leggi il resto »
Miriam Olgiati
Ospite

Gent. Onorevole, che delusione vedere il decreto D’ALIA pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, e il relativo emendamento che colpisce ancora la SCUOLA PUBBLICA all’estero! non ho molto da dire, veramente, c’è troppa confusione, una situazione politica che posso solo definire fantozziana, mi scuso con Lei che ha dimostrato impegno e sostegno, ma la nostra categoria è stata appositamente colpita e denigrata in tutti questi anni per togliere la voce più importante dal futuro di un paese: I GIOVANI e LA LORO SPERANZA! Buona giornata

Teresa Bellu
Ospite

Gentile onorevole, visto l’atteggiamento del PD in merito all’intervento pubblico nelle scuole Italiane all’estero mi potrebbe dire che differenza c’è tra PD e PDL? Ma va a finire che ha ragione Grillo? Si comincia con privatizzare le scuole italiane all’estero e si prosegue con quelle in Italia? Ma la preparazioe dei docenti con anni e anni di studi concorsi corsi e esperienza sul campo si può barattare con un anno di residenza all’estero? Ma che schifo di Italia state costruendo?

Ornella Lai
Ospite

Gent. On. Ghizzoni,
la ringrazio per il suo continuo essere al nostro fianco.
Mi auguro che ci siano ancora spazi di manovra affinché il comparto della scuola pubblica all’estero non venga completamente distrutta.
Cordialità

Miriam Olgiati
Ospite

Gent.ma Onorevole, grazie per il Suo appoggio ed impegno per sostenere con forza ed ancora una volta la Scuola Italiana all’estero ed i suoi operatori, presenti e futuri.

Anna Gentilini
Ospite

Con il nuovo decreto legge si assiste all’ennesimo tentativo di distruggere la scuola pubblica poiche’ essa e’ garanzia di trasparenza e democrazia . Infatti il disegno dei politici che hanno proposto tale decreto e’ quello di alimentare il clientelismo e nepotismo degli enti privati che diventano i soli attori decisionali delle istituzioni scolastiche . E’ una vera vergogna per chi crede e spera ancora in un paese libero da inciuci e scambi di favori .

Anna Rita Sordo
Ospite
Mauro Case
Ospite

Onorevole Ghizzoni, vorrei che il PD chiarisse la propria posizione ufficiale in merito al decreto D’Alia e specificatamente alla norma che di fatto crea le premesse per lo smantellamento del servizio delle scuole italiane statali all’estero. Non mi soddisfa un gran che sapere infatti che detta norma sia stata introdotta senza che il PD ne sapesse alcunché o altre amenitá del genere. Credevo che il PD fosse per la difesa della scuola pubblica. Non é piú cosí? Buonasera

fabrizia mariconda
Ospite

Anch’io mi auguro che il PD non tentenni, anzi che finalmente alzi la voce e si faccia sentire, al di là dei toni pacati usati sempre da Letta, anche se di poco e grazie ad una legge elettorale schifosa, abbiamo comunque la maggioranza!

fabrizia mariconda
Ospite

Buonasera Onorevole, nel decreto P.A. mentre sembra che almeno in parte si voglia sbloccare le nomine, di fatto con le modifiche proposte dal sottosegretario Archi sia alla L. 7 agosto 2012, n. 135, sia al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, art.653, si dà ancora più spazio alle assunzioni di personale residente in loco, in barba a qualsiasi titolo di abilitazione all’insegnamento richiesto agli insegnanti italiani e agevolando così la privatizzazione massiccia della diffusione della lingua e cultura italiana all’estero.
Le chiedo di schierarsi ancora al nostro fianco per evitare il collasso della scuola pubblica italiana all’estero.
Cordiali saluti

Manuela Ghizzoni
Member
Ritengo che le modifiche apportare al Testo Unico della scuola dal cosiddetto decreto d’Alia siano gravissime e cariche di conseguenze negative per l’insegnamento della lingua e della cultura italiana all’estero. Si tratta di un intervento che manomette completamente la legislazione vigente e compromette definitvamente la tenuta del sistema; oltretutto è un intervento unilaterale, assunto senza che vi sia stata alcuna sede politica di discussione e di condivisione. E questo è altrettanto grave. Mi spiace ammettere, ma per onestà intellettuale non posso esimermi dal farlo, che ora si chiariscono le parole dell’on. Centemero (PDL) pronunciate l’8 agosto scorso, in scia con… Leggi il resto »
Anna Rita Sordo
Ospite
On Ghizzoni, nell’ultimo DL del governo si autorizzano le istituzioni scolastiche italiane nel mondo ad assumere personale in loco su TUTTE LE MATERIE (cosa questa finora preclusa). E’ l’ufficializzazione della privatizzazione e il processo può cominciare addirittura da quest’anno! … … 1-bis. Gli insegnamenti di materie previste nell’ordinamento scolastico italiano, individuate con provvedimenti adottati di concerto tra il Ministro degli affari esteri e il Ministro dell’istruzione,dell’università e della ricerca, possono essere affidati a personale italiano o straniero residente nel paese ospitante da almeno un anno in possesso dei requisiti previsti dalla normativa italiana.”; 4. L’articolo 653 del decreto legislativo 16… Leggi il resto »
Anna Rita Sordo
Ospite

Buongiorno On, cortesemente Le chiedo, anche a nome dei miei colleghi, se ci può gentilmente fornire qualche ragguaglio sullo stato delle cose circa l’emendamento per sbloccare le nomine dei docenti MAE e, più in generale, sui possibili interventi legislativi per fermare (ridurre?/diluire?) i tagli previsti dalla Revisione della Spesa. Grazie come sempre.

Anna Rita Sordo
Ospite
Anna Rita Sordo
Ospite

Onorevole, gli altri paesi incrementano la loro presenza linguistica e culturale in tutti i continenti, noi la decimiamo. Lei questa politica la conosce e la combatte: è il partito che mi sembra irresponsabilmente sordo alle grida di dolore dell’Italia e l’italiano nel mondo.

http://www.swissinfo.ch/ita/societa/Presto_delle_nuove_scuole_svizzere_allestero.html?cid=36455018&rss=true

Anna Rita Sordo
Ospite

Chiara, cristallina e coerente. Come sempre, d’altronde.

Ornella Lai
Ospite

Grazie 🙂

Salvatore Fina
Ospite

Lei Onorevole Ghizzoni, mostra di essere persona perbene, e di questi tempi è proprio una rarità.
Un grazie anche a nome degli 8.500 docenti del gruppo insegnare all’estero.

Ornella Lai
Ospite

Gent. On. Ghizzoni,
non posso che unirmi alla richiesta di Fabrizia Mariconda, soprattutto in vista dell’incontro del 6 c.m., annunciato dal Ministro Carrozza presso le Commissioni di Camera e Senato, in cui verranno affrontate le problematiche della scuola.
Non so se può essere il luogo ed il momento adatto per riprendere in mano la questione del 40% di tagli che ci riguardano. Lei sa perfettamente come e quando agire in proposito.
La prego di voler continuare la battaglia intrapresa per la salvaguardia dell’insegnamento della lingua e cultura italiana all’estero.
Grazie

Manuela Ghizzoni
Member
@tutti L’illustrazione delle linee direttive da parte della ministra Carrozza e soprattutto le nostre repliche (che probabilmente avverranno in una seduta successiva causa lavori d’Aula del Senato) rappresentano un importante appuntamento pubblico per fissare le priorità di intervento del governo e del Parlamento. Non mancheremo di riprendere i temi su cui abbiamo lavorato nella precedente legislatura (e che abbiamo inserito nel nostro programma elettorale), che includono l’insegnamento della lingua e della cultura italiana all’estero. Continuiamo a seguire da molto vicino questa vicenda, perchè non abbiamo dimenticato gli effetti deleteri della SR, a causa del taglio draconiano e della impossibilità di… Leggi il resto »
Anna Rita Sordo
Ospite
Gentile On, la Ministra Carrozza ha annunciato che giovedì 6 giugno, presso le commissioni Cultura di Camera e Senato, in occasione della convocazione sulle linee programmatiche del suo dicastero, affronterà vari argomenti riguardanti le problematiche della Scuola. La Ministra ha detto, tra l’altro, che intende rivedere alcuni non meglio precisati punti della Spending Review sulle tematiche, appunto, dell’Istruzione. Crede che potrebbe essere il caso di fare leva su quella famosa UNANIMITA’ della Commissione sulla nostra faccenda (che lei riuscì caparbiamente ad ottenere solo pochi mesi fa) per riaprire la questione degli irragionevoli e draconiani tagli subiti dal settore scuole all’estero?… Leggi il resto »
fabrizia mariconda
Ospite
Gentile Onorevole, ormai siamo a giugno e non c’è ancora alcuna notizia ufficiale delle graduatorie! In via ufficiosa abbiamo saputo che pubblicheranno quelle provvisorie nel mese di luglio, ma solo per le scuole europee, le uniche non toccate dai tagli. Credo che ormai sia ora di farci sentire di nuovo, non riesco ad accettare in silenzio questa situazione! Le chiedo se le sembra fattibile ripresentare gli emendamenti che ci riguardavano anche alla luce del fatto che con una serie di manovre e di contrattazioni con il MEF il MAE è riuscito ad annullare gli effetti della S.R. sul proprio personale,… Leggi il resto »
fabrizia mariconda
Ospite
Gentile Onorevole, Le scrivo ancora una volta per sottolineare la situazione di assoluta incertezza in cui ci troviamo: 1) Il Mae ancora non ha pubblicato le graduatorie provvisorie inerenti alle prove di accertamento linguistico svoltesi nel 2011, ma, cosa ancora più grave, il Mae è inottemperante alle più elementari norme sulla trasparenza, non avendo neanche stabilito e comunicato una data certa per la pubblicazione delle stesse. Delle inottemperanze del MAE, molto ancora si potrebbe dire: ad esempio è impossibile effettuare un minimo controllo sul procedimento delle nomine effettuate negli anni scorsi e questo significa che nessuno può verificare, neanche i… Leggi il resto »
Anna Rita Sordo
Ospite
On Ghizzoni, soffro molto nel vedere questo PD, il mio partito, dilaniato e spezzettato in mille correnti. E’ un partito che non riesce più ad interpretare le istanze del suo tradizionale blocco sociale ed anzi, che sempre più lascia pericolosamente questo compito ad altre forze, peraltro meno meritevoli. Le sue personali iniziative a favore dei docenti e della cultura sono state e sono encomiabili (v. le ultime proposte per i docenti “quota96” o quelle presentate in passato per gli insegnanti all’estero) ma mi convinco sempre di più che il partito, nel suo complesso, non dà la giusta importanza a questi… Leggi il resto »
Ornella Lai
Ospite

P.S.
Ho sempre creduto che le sue battaglie siano basate su valori profondi di solidarietà e giustizia.
Il dubbio riguarda solo me: se chiederLe ancora un impegno, vedendo la sofferenza e le difficoltà in cui vive il nostro Paese, se è ‘etico’ , davanti a tutto ciò, chiederLe ancora di interessarsi al problema dell’insegnamento all’estero.

Ornella Lai
Ospite

Grazie Onerevole, so che Lei è una di quelle donne bellissime di cui parla Daniela. Grazie per il suo impegno e per la volontà di continuare a cobattere.

Ornella Lai
Ospite
Gent. On. Ghizzoni, sono ancora qui a scriverle e sinceramente, mi chiedo il perché. Mi sento stanca e svuotata. Intorno a me vedo solo persone che soffrono o perché vecchie o malate, o perché a 18 anni non sanno fare niente, ma non sanno neanche più sognare, oppure di anni ne hanno oltre 50 e si trovano senza un lavoro, od in cassa integrazione, o con un part-time che non è neanche sufficiente a pagare la rata del mutuo. Di fronte a questi problemi, a questa tristezza e disperazione che vedo intorno a me non so più cosa scriverle. Avevo… Leggi il resto »
Manuela Ghizzoni
Member

@Ornella Lai
Non ho mai intrapreso alcuna battaglia per tornaconto personale o di partito. Come i fatti dimostrano, anche per l’insegnamento all’estero ho cercato di ispirarmi ai valori che orientano le mie scelte della mia vita. Pertanto, nonostante le difficoltà che tutti noi abbiamo davanti, continuerò ad impegnarmi nelle battaglia che trovano ospitalità sul mio sito come, ad esempio, l’insegnamento all’estero

Anna Gentilini
Ospite

Onorevole Ghizzoni,
non votate la Gelmini, siate coerenti .
Anna Gentilini

Anna Gentilini
Ospite
Queata è la mail scritta al nostro Presidente : Gentile Presidente , preoccupata per le notizie che danno i nomi di Gelmini e Mauro come possibili e futuri ministri dell’istruzione la supplico di escludere la rosa di questi nomi da un loro eventuale incarico. Aristotele, nel libro quinto dell’Etica Nicomachea, afferma che la saggezza significa deliberare nel modo migliore per la propria famiglia, città e istituzione. Ebbene nel mondo della scuola e dell’università sono tutti convinti che l’operato dell’ex ministro Gelmini non è andato in questa direzione in quanto le decisioni prese hanno impoverito ed imbarbarito la scuola e le… Leggi il resto »
Remo Omar Cinquanta
Ospite

No! Basta con i tagli sulla cosa pubblica, basta tagli in un settore così strategico-fondamentale per il futuro! No alla Gelmini e simili! No ci posso credere!

olgiati miriam
Ospite

Gent. On,
questo weekend è stato difficile da digerire, Le assicuro, ma ora sapere che tra i papabili ministri alla Pubblica Istruzione ci sia il nome della Gelmini, beh allora cosa significa? Non riesco proprio a capire, mi perdoni, ma come si fa? a riproporre il nome di qualcuno che ha portato la scuola sul baratro? ma cosa sta succedendo perchè siamo davvero in tanti a chiedercelo.
Grazie per la Sua attenzione
Miriam Olgiati

fabrizia mariconda
Ospite

Gentile Onorevole, vorrei esprimere il mio totale disappunto sui nomi che girano per i ministeri dell’istruzione: Gelmini e Mauro, ma stiamo scherzando? Per favore ci porti fuori dalla palude! Grazie

nuccia noto
Ospite

SOTTOSCRIVO LA LETTERA DI FABRIZIA MARICONDA AI MINISTRI TERZI E PROFUMO

fabrizia mariconda
Ospite

Gentile Onorevole, la ringrazio per la sua sollecita risposta e per aver ancora una volta confermato il suo impegno a favore del mantenimento della scuola pubblica all’estero, come canale primario della diffusione della nostra lingua e cultura nel mondo!
Fabrizia Mariconda

Oreste Musella
Ospite

SOTTOSCRIVO LA LETTERA DI FABRIZIA MARICONDA AI MINISTRI TERZI E PROFUMO.
Oreste Musella

Salvatore Fina
Ospite
Al segretario e candidato premier Pierluigi Bersani. “Premetto che sono consapevole che la scelta di votare un partito è fatta di tanti aspetti: giustizia, legalità, onestà e credibilità, equità sociale, politiche scolastiche, industriali, politche del lavoro etc etc. In questa mia lettera, però voglio soffermarmi su un aspetto che il PD ritiene assolutamente marginale, tant’è che non ha inserito un solo rigo su questo argomento nel proprio programma elettorale. Mi riferisco all’insegnamento e alla diffusione della lingua e della cultura italiana all’estero. Nell’ultimo anno il PD, per mano di due propri parlamentari, l’Onorevole Narducci e il Senatore Micheloni, è stato… Leggi il resto »
fabrizia mariconda
Ospite
Onorevole le copio, per sua conoscenza, una lettera che stiamo inviando a Bersani, nella sua qualità di candidato Premier Egregio segretario, Siamo docenti iscritti al gruppo FB “ insegnare all’estero”, che conta più di 7000 persone, abbiamo partecipato alle selezioni linguistiche indette dal MAE a dicembre 2011 per insegnare nelle scuole pubbliche e nelle Università all’estero, a quel concorso abbiamo partecipato in più di 20000 persone, a riprova del fatto che se l’insegnamento all’estero rappresenta una nicchia nel mondo della scuola, questa nicchia si sta sempre di più ampliando e ormai interessa molti cittadini-elettori. Molti degli iscritti al gruppo FB… Leggi il resto »
fabrizia mariconda
Ospite

Onorevole, La ringrazio per tutte le energie che ha speso fino a che è stato possibile, anche se tutti gli emendamenti da Lei presentati a favore del mantenimento della scuola pubblica all’estero non sono passati, credo comunque che sia valsa la pena di combattere questa battaglia. Che dire, speriamo di poter brindare il 18 febbraio 2013 e di averLa ancora al nostro fianco, magari in una posizione di maggiore autorità. Con ciò Le auguro: BUONA CAMPAGNA ELETTORALE!

morena roschi
Ospite

Infinitamente GRAZIE per tutto quello che sta facendo!!!

Mattia Fabbri
Ospite

Grazie per il suo impegno!!

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