Giorno: 24 luglio 2012

Baratta: "in Italia si sistemano gli amici non si forma una vera classe dirigente", di Natalia Aspesi

Più o meno un anno fa, durante una delle solite furenti esagerate tempeste che squassano gli eventi italiani ogni volta che ci mette il naso la politica, cioè sempre, anche quando non sa di che si tratta, il presidente della Biennale Paolo Baratta se ne stette nobilmente zitto. Finita a metà settembre la Mostra del Cinema, tra non sempre eleganti coltellate, il suo venerato direttore Marco Müller, certo dei suoi alti contatti, puntava sulle vedute lungimiranti del fresco ministro dei Beni Culturali, Giancarlo Galan, per essere rinominato lui, e cacciato il Presidente. Infatti, teoricamente accantonato Baratta, fu designato al suo posto quella simpatica e gioviale persona, pure di gran bell’aspetto, che è Giulio Malgara, un tempo amico di Berlusconi e geniale esperto di prodotti commerciali (tipo alimenti per cani e gatti). Venezia insorse, dal sindaco in giù, si raccolsero firme, arrivarono proteste da tutto il mondo della cultura, da Londra a Seul, e Baratta aprì bocca solo per una breve telefonata al ministro che tra l’altro prima gli era stato favorevole: «O io o il …

Spending Review: Ghizzoni, non subordinare sicurezza scolastica a tagli

“La sicurezza scolastica non può essere subordinata ad alcuna politica di tagli. – lo dichiara Manuela Ghizzoni, Presidente della Commissione Cultura della Camera, commentando le dichiarazioni del Ministro Profumo sulla sicurezza delle scuole come priorità del Paese. – Dopo le apprezzabili parole del Ministro mi auguro che sia definitivamente accantonato l’approccio verticistico usato dal precedente governo e sia, invece, aperta la strada della programmazione e del coinvolgimento territoriale. Predisporre grandi piani straordinari, esautorando Provincie e Comuni proprietarie delle scuole, non ha dato alcun frutto; mentre le leggi ordinarie esistenti, quando finanziate, si sono dimostrate adeguate a migliorare i servizi e la sicurezza scolastica. È necessario avviare un processo che – spiega Ghizzoni – preveda la compartecipazione di tutti i livelli istituzionali nelle scelte di programmazione e di spesa, per rispondere adeguatamente alle esigenze territoriali. Il primo passo dovrà essere quello di mettere in capo a Comuni e Province la responsabilità degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di adeguamento alla normativa antisismica e di costruzione di nuove scuole; tutto questo – sottolinea – prevedendo un …

"Il pasticcio dei docenti inidonei", di Alessandra Ricciardi

Vanno ricollocati, ma si scopre che non c’è posto per tutti. Sulla carta lo schema era perfetto. Ma appena si è passati alla fase attuativa, è venuto fuori che qualcosa non quadrava. Per esempio, che non c’erano tutti i posti disponibili necessari a ricollocare i docenti inidonei per motivi di salute. É la scoperta dei tecnici del ministero dell’istruzione, alle prese con il decreto di attuazione della Spending review, provvedimento che dovrà essere approvato in commissione bilancio del senato in settimana. La norma del decreto legge n. 95 prevede che i docenti inidonei per motivi di salute all’insegnamento, ma idonei ad altri compiti, debbano essere trasferiti d’ufficio tra gli assistenti amministrativi. L’operazione doveva essere messa a punto con decreto interministeriale entro 20 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta del decreto legge di revisione della spesa pubblica, ovvero entro domani. Quando invece in calendario ci sono due appuntamenti importanti, ma non definitivi sul tema: un vertice tra il ministro della funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi, e i sindacati sulle procedure di mobilità del personale in esubero, e …

"Direttori, paghi uno per due posti", di Antimo Di Geronimo

Due posti di direttore dei servizi generali e amministrativi al prezzo di uno. É questa la novità più importante contenuta nella circolare sull’organico di fatto emessa dal ministero dell’istruzione il 18 luglio scorso (n.6). Nel caso in cui due scuole siano risultate sottodimensionate (con meno di 600 ovvero di 400 alunni, se in deroga) il posto di direttore dei servizi generali e amministrativi, infatti, potrà essere istituito, in organico di fatto, abbinando due istituzioni scolastiche sottodimensionate. In buona sostanza, dunque, le scuole saranno comunque due, ma il direttore-sga sarà solo uno e dovrà occuparsi di entrambe. La circolare non parla di reggenza, in ciò lasciando intendere che gli interessati non avranno titolo ad alcuna maggiorazione retributiva, pur svolgendo il doppio del lavoro, rispetto a un dsga applicato ad una sola scuola. E il silenzio del ministero sembrerebbe affondare le radici nell’articolo 19 del decreto legislativo 165/2001, che prevede l’istituto della reggenza solo per gli incarichi dirigenziali. Sebbene la reggenza esista nella prassi anche nel caso dei direttori-sga e che sia regolata anche contrattualmente. Resta il …

"Quiz per insegnanti pieni di svarioni", di Luciano Canfora

Reclutare i prossimi insegnanti è operazione estremamente delicata e di altissimo rilievo. I modi del reclutamento un tempo erano ovvi e abbastanza collaudati: si trattava di un concorso, le cui prove avevano una riconosciuta dignità culturale. Il meccanismo è stato variamente aggredito nel tempo, alla luce di concezioni politico-pedagogiche dagli effetti devastanti. L’ultima trovata si chiama Tfa (Tirocinio formativo attivo, vedi «Corriere della Sera» del 22 luglio): quesiti a risposta multipla, concettualmente imparentati con i cruciverba della «Settimana enigmistica» e pallida reincarnazione dei quiz di Mike Bongiorno. È quasi imbarazzante parlarne, e penoso misurarsi con questo degrado; e nondimeno è indispensabile dare l’allarme prima che sia troppo tardi. Come era prevedibile, infatti, un meccanismo del genere, oltre a rispecchiare un’idea bassa della cultura, è destinato inevitabilmente a macchiarsi di errori dovuti all’ignoranza di coloro che formulano i quesiti a risposta multipla. Nel recentissimo caso della prova di ammissione per la classe di materie letterarie e latino nei licei, brillano svarioni che è giusto denunciare, prima che gli automi destinati a scorrere gli elaborati dei candidati …

"E' l'ora di una grande politica", di Alfredo Reichlin

L’Italia non si farà travolgere dalla speculazione finanziaria. Siamo un grande paese in grado di difendersi in questa lotta feroce innestata (non dimentichiamolo) dalle convulsioni di un sistema che è potente ma non più in grado di governare il mondo. La sinistra deve assumere le nuove ì responsabilità e una più alta coscienza di sé. La proposta politica del Pd è forte perché prima di tutto è un appello alle risorse profonde del Paese, e sono grandi come dimostrano tante cose tra cui la magnifica risposta dell’Emilia al terremoto. È una chiamata alle armi delle forze democratiche, non solo di sinistra. Ma è anche una scommessa sulla forza e sulla coesione di un partito che deve reggere al peso di ardue responsabilità. C’è poco da dire, siamo noi che garantiamo già oggi in larganparte la tenuta del Paese. È da decenni che io non ricordo un peso che una responsabilità così grandi. Dobbiamo quindi essere molto chiari. Dalla strada del rigore sui conti pubblici e del risanamento dello Stato non si può tornare indietro. Il …

"Gli esuberi? Trasferiamoli sull'autonomia", di Francesca Puglisi

La speidng review può essere migliorata. Il Partito Democratico ha presentato al Senato una serie di emendamenti al decreto legge di revisione della spesa per salvaguardare la qualitá della scuola pubblica e circa 15.000 posti di lavoratori precari. Il provvedimento più grave riguarda il collocamento di 10.000 docenti in esubero, causati dai tagli triennali della 133 del 2008, che dovrebbero iniziare ad insegnare materie, a prescindere dall’ordine di scuola e dalla classe di concorso per cui sono abilitati ad insegnare, tagliando fuori altrettanti contratti annuali di docenti specializzati. Viene così affermato il principio assai grave per cui è sufficiente un titolo di studio idoneo. Come ben aveva raccontato Italia Oggi da subito, questo significa che un docente di economia aziendale potrebbe trovarsi ad insegnare geografia alle medie e una maestra di scuola primaria potrebbe dover insegnare alla scuola dell’infanzia;non avendo alcuna considerazione dell’impatto che ciò avrà sulla qualità della scuola e degli apprendimenti. Come dire che d’ora in poi un oculista può operare al cuore, tanto è laureato in medicina! Dobbiamo tristemente constatare che una …