Giorno: 23 luglio 2012

"Dieci grandi città a rischio crac", di Paolo Baroni

In cima alla “lista nera” i capoluoghi di Campania e Sicilia. Boom di commissariamenti negli ultimi due anni Ci sono dieci grandi città italiane con più di 50 mila abitanti che sono ad un passo dal crac. Napoli e Palermo in cima alla «lista nera», anche se da settimane una task force a Palazzo Chigi sta facendo di tutto per evitare il peggio. Poi Reggio Calabria, finita in rosso già nel 2007-2008 ed ora oggetto di un’inchiesta della magistratura. E poi tante altre amministrazioni, grandi e meno grandi (come Milazzo), magari fino ad oggi virtuose, potrebbero essere costrette a chiedere il «dissesto», che significa scioglimento della consiglio, entrata in campo della Corte dei Conti e commissario prefettizio. L’ultimo colpo, o se vogliamo il colpo di grazia, sta infatti per arrivare: è una norma inserita nel decreto sulla spending review che nelle pieghe delle nuove regole che impongono l’«armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio» impone di svalutare del 25% i residui attivi accumulati sino ad oggi. Si tratta di entrate contabilizzate ma non …

"Allarme spread: sfondati i 525 punti"

Borse in picchiata, Piazza Affari -3,1%. Euro ai minimi sul dollaro e sullo yen. Alta tensione sui titoli di Stato. Da Fmi e Germania no a nuovi aiuti o a proroghe per la Grecia milano E’ già un lunedì nero. Le Borse europee crollano e gli spread di Italia e Spagna schizzano a livelli record. Milano (-3,1%) e Madrid (-3,5%) segnano i maggiori ribassi, con le banche in picchiata. Avvio in rosso anche per Londra, Parigi e Francoforte. E dopo il venerdì nero è ancora tensione sui titoli di Stato: il differenziale tra il Btp e il Bund tedesco ha sfondato questa mattina i 525 punti facendo salire ancora il rendimento dei titoli decennali italiani. Male anche i Bonos spagnoli: spread addirittura oltre quota 640 punti con il rendimento che tocca un nuovo record oltre il 7,5% . Le piazze asiatiche hanno chiuso in rosso. L’euro è sceso sotto la soglia psicologica di 1,21 dollari, per la prima volta dal giugno 2010, e sotto i 95 yen, come non succedeva da 11 anni. La moneta …

"Crisi, spread: è meglio votare a novembre?", di Simone Collini

La settimana che si apre oggi sarà determinante per capire che tipo di piega prenderà il finale di legislatura e se sia giustificata la discussione sull’ipotesi di un voto anticipato in autunno, che ormai da quarantott’ore tiene banco. Il punto non è tanto la riapertura delle Borse e l’andamento del mercato dei titoli di Stato, che pure saranno sotto i riflettori dopo il venerdì nero che ha fatto registrare un meno 4 per cento e uno spread a quota 500. Saranno piuttosto le votazione in Parlamento dei decreti su spending review, dismissioni e sviluppo, che il governo vuole incassare in tempi rapidi anche ricorrendo alla fiducia, ad essere attentamente esaminate da Palazzo Chigi e Quirinale. I quali, in base alla Costituzione, possono avviare l’iter (il primo passo spetta al premier, presentando le proprie dimissioni al capo dello Stato) che porterebbe allo scioglimento delle Camere (prerogativa del Presidente della Repubblica, esaurita la fase delle consultazioni) e quindi al voto anticipato. I segnali arrivati negli ultimi passaggi parlamentari – in commissione su quei decreti economici ma anche …

"Ecco come i super ricchi del Pianeta sottraggono al fisco 21mila miliardi", di Roberto Mania

Super ricchi oppure super evasori. Qualche volta, più rozzamente, super delinquenti globali. Perché c’è una manciata di persone di tutto il mondo che ha depositato nei paradisi fiscali qualcosa come 21 mila miliardi circa di dollari americani. È una cifra impressionante, stratosferica. È una somma pari al Pil prodotto negli Stati Uniti e a quello giapponese messi insieme, due tra i paesi più ricchi del Pianeta. Sono soldi sottratti al fisco, qualunque esso sia; soldi tolti agli investimenti produttivi e al lavoro; soldi molto spesso frutto di operazioni di riciclaggio della criminalità organizzata o del terrorismo internazionale. Sono soldi che arrivano da tante parti ma che si fermano nei cosiddetti paradisi fiscali, dalle Isole Cayman alla Liberia, con una identica principale motivazione: non pagare le tasse, o pagarne molto meno del dovuto. Sono soldi che per tante ragioni “devono” restare nascosti nei forzieri off-shore. Tanto chi li possiede se li può godere ugualmente, grazie a una rete di complicità che vede le banche (le stesse che dai subprime hanno generato la crisi) principali protagoniste insieme …

"In busta paga solo 29 euro in più di dieci anni", di Valerio Raspelli

Ventinove euro. È l’aumento reale netto degli stipendi dei lavoratori dipendenti italiani. Ma non l’hanno avuto in un mese e neanche in un anno: la cifra si riferisce a ben dieci anni, quelli che vanno dal 2000 al 2010. Altro che moderazione salariale. L’ingresso nel nuovo Millennio dei lavoratori italiani è stato all’insegna di una fortissima austerità, a scorrere le tabelle contenute nella relazione annuale della Banca d’Italia. I dati forniti da Palazzo Koch sono stati elaborati dall’Adnkronos che è arrivata a conclusioni amarissime: le retribuzioni medie reali nette sono passate nel decennio da 1.410 a 1.439 euro, con un incremento del 2%. Decisamente risibile. Le cause sono diverse: la principale è la crisi finanziaria ed economica iniziata nel 2007 e tuttora viva e vegeta. Si pensi soltanto che, secondo le rilevazioni biennali, nel 2006 (quindi prima della crisi) le retribuzioni medie arrivavano a 1489 euro: due anni dopo si attestavano a 1.442 euro, quattro anni dopo nel 2010 scendevano a 1.439 con un calo secco di 50 euro, ovvero del 3,3%. Ha pesato anche …

"Perle di saggezza" nella CM sugli organici, di R.P. da La Tecnica della Scuola

La recente circolare sulla definizione degli organici di fatto contiene alcune piccole “perle di saggezza” che segnaliamo ai nostri lettori. Ecco le più interessanti. La CM, riferendosi a quanto previsto dall’articolo 64 della legge 133/08, segnala ai direttore regionali e agli assessori regionali che “il mancato raggiungimento degli obiettivi ha già comportato e comporterà ancora una corrispondente riduzione della quota dei risparmi conseguenti alla riduzione dei posti e destinata ad incrementare le risorse contrattuali stanziate per le iniziative dirette alla valorizzazione ed allo sviluppo professionale della carriera del personale della Scuola “. C’è da chiedersi se viale Trastevere siano al corrente che la contrattazione nazionale è ferma da anni e che misure concrete per lo sviluppo professionale del personale della scuola non si sono viste né se vedono all’orizzonte. E che dire della affermazione secondo cui “una attenta gestione degli spezzoni orari inferiori a sei ore potrà, sicuramente contribuire al raggiungimento dell’obiettivo del contenimento della spese di cui all’art. 64 della legge 133 del 2008” ? Il Miur intende riferirsi al fatto che accorpando spezzoni …