Giorno: 16 luglio 2012

"Salgono Pd e Pdl scendono gli altri tranne Grillo", di Carlo Buttaroni

Recuperano consensi il Pd e il Pdl mentre scendono di poco tutti gli altri partiti. Fa eccezione il movimento di Grillo che continua a crescere. Sono i risultati del sondaggio elettorale svolto proprio mentre Berlusconi annunciava il suo rientro in scena. Tre notizie meritano una riflessione. La prima è che sarà Silvio Berlusconi il candidato del Pdl alle prossime elezioni politiche. Una voce che circolava già da alcune settimane, inaspettata e sorprendente se si considera che la prima “scesa in campo” è del ’94, e questa è la quinta volta. Se sarà un Berlusconi diverso dal passato, a oggi, è impossibile prevederlo perché gli scenari sono in rapida evoluzione. Certo è che diciotto anni di leadership nel centrodestra e di motivazione aggregante nel centrosinistra hanno evidentemente lasciato il segno. L’indagine sulle intenzioni di voto sembra registrare, almeno in parte le reazioni dell’opinione pubblica, anche se l’annuncio è stato fatto verso la coda della rilevazione. L’effetto, anche se in embrione, è però evidente: recuperano consensi il Pdl e il Pd mentre scendono di poco tutti gli …

"Frequenze gratis per Mediaset", di Alessandro Longo

«L’ennesimo regalo a Mediaset» (Vincenzo Vita, Pd). «Un danno alle casse dello Stato e alle future aste per il digitale terrestre e la banda larga mobile» (Paolo Gentiloni, Pd). «Il governo ha gettato le basi per una situazione ad alto rischio conflittualità, interna ed internazionale» (Roberto Rao, Udc). Stavolta il governo ha fatto arrabbiare in tanti, tra schieramenti bipartisan dove il solo grande assente sembra essere il Pdl. E per un attimo sembra di essere tornati ai tempi del governo Berlusconi, perché tante polemiche sono dettate da una mega assegnazione gratuita di frequenze alle tv. Si tratta dei provvedimenti con cui, qualche giorno fa, il ministero allo Sviluppo economico ha assegnato per vent’anni alle tv 19 frequenze (di cui quattro a Rai, quattro a Mediaset, tre a Telecom Italia Media e cinque ad altri soggetti). Tutto nasce dalla Finanziaria 2010 di Tremonti che prevede “l’obbligo di trasformare i titoli provvisori (rilasciati a livello regionale dal 2008 al 2012) in definitivi entro il 30 giugno 2012, in coincidenza con il passaggio al digitale su tutto il …

Carlo Lucarelli: “Lettera al terremoto”

Gentile Sig. Terremoto, c’è una cosa che non hai capito della mia terra, ora te la racconto. Per chiamarci non basta una parola sola: Emilia Romagna, Emiliano Romagnoli, ce ne vogliono almeno due; e anche un trattino per unirle, e poi non bastano neanche quelle. Perché siamo tante cose, tutte insieme e tutte diverse, un inverno continentale, con un freddo che ti ghiaccia il respiro, e una estate tropicale che ti scioglie la testa, e a volte tutti insieme come diceva Pierpaolo Pasolini, capaci di avere un inverno con il sole e la neve, pianure che si perdono piatte all’orizzonte, e montagne fra le più alte d’Italia, la terra e l’acqua che si fondono alle foci dei fiumi in un paesaggio che sembra di essere alla fine del mondo. Città d’arte e distretti industriali, le spiagge delle riviere che pulsano sia di giorno che di notte e spesso soltanto una strada o una ferrovia a separare tutto questo; e noi le viviamo tutte queste cose, nello stesso momento, perché siamo gente che lavora a Modena, …

"“Peggio di Berlusconi nessuno mai” un italiano su due boccia il ritorno . E ora il Cavaliere è costretto a inseguire le novità della politica"

Citazione ironica, perché Berlusconi non se n’è mai andato. Abbandonare così: non gli è possibile. Non solo perché è “costretto” a difendersi. Dai magistrati, i nemici di sempre. E di fronte alle minacce contro i suoi interessi media-televisivi. Non se ne poteva andare così, soprattutto perché non gli è possibile immaginare la politica italiana — oltre che il centrodestra — altrimenti. Senza di lui. D’altronde, è difficile per tutti concepire l’ultimo scorcio della nostra storia. Senza di lui. Basta scorrere i dati del sondaggio di Demos- Coop per “la Repubblica delle Idee”. Tra gli avvenimenti che hanno segnato positivamente l’Italia, negli ultimi trent’anni, il 55% degli intervistati indica “la fine del governo Berlusconi”. Il 25% “la discesa in campo del Cavaliere”. Secondo il 33% degli italiani, si tratta degli avvenimenti che — nel bene e nel male — hanno cambiato maggiormente la storia del Paese. In particolare, la (prima) discesa in campo. Berlusconi ha contribuito a scrivere la biografia della Nazione degli ultimi trent’anni, più di Tangentopoli, dell’immigrazione, della Padania. In misura minore, solamente, della …

"Alla Rai serve un editore", di Stefano Balassone

Il cambio al vertice Rai rinfocola le logomachie sulla «tv di qualità» e il tifo per le nomine da parte dei gruppi editoriali concorrenti (Valentini su Repubblica ha le sue idee sul Tg1: sì a Gruber, no a Preziosi. Sul resto farà sapere). Nomine e chiacchiere, chiacchiere e nomine. Invece le righe che seguono sono dedicate, scusate la digressione e la volgarità, al destino della industria audiovisiva italiana e alla sua posizione nel mondo. Siamo un Paese piuttosto grande (60 milio- ni di abitanti) e piuttosto ricco, crisi a parte. Siamo anche istruiti e i giovani hanno maturato una enorme competenza di web, cinema e tv. Ma abbiamo una industria audiovisiva molto piccola che occupa qualche decine di migliaia di persone mentre altri Paesi a noi simili, come la Francia e l’Inghilterra, per non parlare della Germania, dispongono di eserciti che vanno dai centomila in su. Per di più si tratta di posti di lavoro ad alta qualifica- zione e indenni dal rischio delle delocalizzazioni. Perché siamo ridotti così? Perché il duopolio esiste per coltivare …

"Il tetto ai manager che non arriva mai", di Sergio Rizzo

Dopo il taglio delle buste paga degli alti dirigenti pubblici c’è da digerire, non meno faticosamente, la sforbiciata alle retribuzioni dei manager delle imprese statali come Ferrovie, Poligrafico, Consap… E quanto segue ben descrive la pesantezza della pietanza. Il ridimensionamento di quelle retribuzioni, in alcuni casi letteralmente esplose senza alcuna plausibile giustificazione, era stato deciso dal governo di Mario Monti con il decreto «salva Italia», convertito in legge alla fine di dicembre dello scorso anno. L’applicazione pratica di quella misura ritenuta da alcuni demagogica, che aveva sollevato le proteste di molti presunti destinatari suscitando polemiche a non finire, era stata tuttavia demandata a un successivo provvedimento del ministero dell’Economia. Un decreto che avrebbe dovuto vedere la luce entro marzo, insieme al Dpcm (decreto del presidente del Consiglio dei ministri) che aveva reso operativo il tetto agli stipendi dei burocrati più alti in grado, fissato in circa 294 mila euro lordi l’anno: la paga del primo presidente della Corte di cassazione. A differenza di quel provvedimento messo effettivamente a punto entro i termini stabiliti dal ministro …

"La mappa del disagio, cioè lo spred sociale", di Bruno Ugolini

C’è un attento osservatorio sulla crisi e che accompagna ogni giorno le vittime della crisi. E’ uno spred sociale e non finanziario. È gestito dall’Inca-Cgil, uno dei «patronati» sindacali. La sua crescente attività è stata riportata in un «bilancio sociale» che misura, appunto, quanto è avvenuto negli ultimi mesi. Un dato salta agli occhi, l’ingresso, negli ultimi tre anni, accanto ai pensionandi, di molti giovani con contratti precari. Osserva Morena Piccinini, presidente dell’Inca, che in un solo anno, tra il 2010 e il 2011 si è registrato un aumento di richieste al patronato di oltre il 48%. Un salto enorme. È cambiata anche la qualità delle richieste di tutela. «Aumenta, infatti, in modo drammatico, la domanda di prestazioni legate alle condizioni di povertà, per anziani ma soprattutto per giovani e famiglie precipitate nello stato di indigenza». Aumentano i bisogni ma calano le possibilità reali di welfare per effetto dei «tagli». La cosiddetta riforma del lavoro e quella sulle pensioni non hanno certo alleviato il disagio crescente. Basti pensare agli anziani «che devono fare i conti …